GIULIO CASALE
Inexorable

[ Vrec - 2019 ]
7
 
Genere: Rock Italiano
 
6 febbraio 2019
 

Nell’ultimo periodo, lascio a chi legge definire quanto ampio, stanno tornando in prima pagina artisti italiani di generazioni passate, meglio se un po’ underground, un po’ indie. Giorgio Canali, Toffolo, Maroccolo, CCCP (e affini) e ora Giulio Casale. Probabilmente sono tra i pochi portatori di un messaggio diverso, forse anche più malinconico, più sconfortato; non nostalgico o passatista, “si stava meglio vent’anni fa”, quanto basato sulla maturità acquisita, volutamente o meno.

Casale esce con “Inexorable” ad inizio anno, quando ancora non sono passate le sbronze da classifiche di fine anno e i postumi delle vacanze ed ha pure il coraggio di entrare a gamba tesa. Le canzoni aprono a scenari interessanti: l’album inizia etereo, quasi ambient, con “Soltanto un video”, decisamente azzeccato.

Non mancano canzoni più propriamente rock, come “Sono corpo” o “Un giorno storico”. “Inexorable” riesce anche a spiazzare, a lasciare senza parole, non solo positivamente, anzi: “Non ci sarò” e “Un minuto” fanno incazzare perché non si vorrebbero sentire, perché il lutto è un argomento del quale si fa molta fatica a parlare. Però Giulio Casale riesce a lasciare una malinconia dentro e un masso nello stomaco che in pochi riescono a fare. Insomma, un album non per deboli di cuore, come dicono spesso per i film.

Tornando a temi meno impegnativi, si fa per dire, “Coscienza C” è molto anni Ottanta/Novanta sia a livello di sound (si prendano come banalissimi esempi il groove di batteria e il solo) che di testo, con il suo “Vivere dovrebbe costare meno di pensare. Pensare dovrebbe costare la metà di vivere”, che sì, si addice sempre, ma sa molto di crisi nineties.

Restando in tema anni Novanta, l’inizio di “Ammirarti infinita” ha un qualcosa che rimanda ad un che a metà tra Giorgio Poi (forse il basso) e Mario Venuti (forse la voce): entrambi molto rivolti al passato. Opposto “Un giorno storico”, con il suo “E lo so che hai nostalgia del presente, ma proprio quando conti di non essere niente hai vinto il premio più bello” (oltre il riff/solo di chitarra molto hard rock come concezione).

“Inexorable” sa il fatto suo, ha il suo perché: fa riflettere, unisce generi diversi, Casale è riconoscibile, ha personalità e un’ottima qualità di scrittura. Vale molto più di un ascolto, così come vale la pena soffermarsi sul testo, entrare nel mood e perdercisi.

Tracklist
1. Soltanto un video
2. Non ci sarò
3. Coscienza C
4. Scolorando Bice
5. Un minuto
6. Sono corpo
7. Un giorno storico
8. Roger Trip Advice
9. Ammirarti infinita
10. Tutto cadeva
11. Resto io
 
 

Andy Burrows & Matt Haig ...

Sono passati ormai cinque anni dal suo ultimo album, “Fall Together Again”, ma questo weekend Andy Burrows è ritornato con il suo ...

C’Mon Tigre – Racines

Le radici per la propria terra, l’inclinazione al viaggio. Due concetti apparentemente in antitesi, ma chi è nato sul mare non potrà ...

Le Butcherettes – Bi / Mental

Sono passati più di tre anni da “A Raw Youth” e visti i tempi che corrono non poteva mancare un nuovo album di Le Butcherettes. Dopo ...

Guided by Voices – Zeppelin ...

Nuovo album per la band di Robert Pollard, da sempre leader dei Guided by Voices, band di cui abbiamo notizie sin dal lontano 1983. Dopo due ...

Ian Brown – Ripples

“Don’t be sad it’s over, be happy that it happened”. Così chiosava King Monkey, al secolo Ian George Brown, dopo ...