ALBUM: ROSIE CARNEY
Bare

 
13 febbraio 2019
 

Originaria dell’Hampshire, ma residente da lungo tempo a Downings nella Repubblica D’Irlanda, Rosie Carney ha ora 20 anni e ha pubblicato da pochi giorni questo suo delicato debutto sulla lunga distanza.

La sua storia è molto lunga e ci racconta di assalti sessuali avuti durante la sua adolescenza, un contratto con la Polydor ottenuto a 16 anni (dopo la partecipazione a un festival musicale chiamato Other Voices, da cui è uscita anche Soak), che l’ha portata a una crisi depressiva a causa delle continue richieste di cambiamenti di immagine e di sound volute dalla major, che ha poi deciso di abbandonarla: fortunatamente, con una grande forza di volontà e, grazie anche all’aiuto di famiglia e amici, Rosie è riuscita a superare i suoi numerosi e gravi problemi e ha raccolto le sue canzoni, scritte nel corso degli ultimi sei anni, in questo suo esordio sulla lunga distanza, chiamato “Bare” e realizzato dalla piccola indie-label londinese Akira Records.

Il disco si apre con la lenta ballata “What You’ve Been Looking For”, dove la chitarra appena pizzicata e la morbida voce della musicista inglese sono accompagnate da profondi strati di armonie, che permettono alla profondità del brano di portarsi serenamente in luce.

“Thousand”, invece, parla dei problemi di demenza di sua nonna e vede la partecipazione della sempre fantastica Lisa Hannigan: con la sua sottile bellezza sonora e la sua grande onestà la Carney riesce a trasmettere emozioni delicate e pure, pur in una canzone così personale.

Se i testi di “7” sono piuttosto tristi e allarmanti, dall’altra parte troviamo, però, un melodia florida, con un finale in continuo crescendo, nonostante Rosie canti “I will always be alone”.

Anche “Zoey” ha un forte peso emotivo perché la malinconia racchiusa nei suoi testi non disturba assolutamente la strumentazione delicata e gentile del brano, mentre la bellissima “Awake Me” ci incanta con le sue vivaci trame e la sua chitarra pulita che accompagnano la voce dolorante della Rosie (che qui chiede “Don’t break me”).

“Bare” è un album molto profondo, che mette in luce i sentimenti, le sensazioni e i dolori di questa giovanissima musicista dalla vita, però, già piuttosto travagliata: il suo suono delicato sembra perfetto per accompagnare il suo songwriting e colpire direttamente al cuore chi ascolta la sua musica.

 

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