MERCURY REV: LA TOP 10 BRANI

 
14 febbraio 2019
 

Il nuovo album dei Mercury Rev (che questa volta hanno deciso di rendere omaggio a Bobbie Gentry con una versione molto personale del suo “The Delta Sweete”) è un’ottima occasione per fare un giro tra i ricordi e riascoltare alcuni dei brani che la band ha regalato in tanti anni di onorata carriera. Cominciamo quindi in psichedelico disordine tra grandi classici e qualche novità.

10 – VERMILLION

2005, da “The Secret Migration”

And there’s times you feel unlockable / An’ all you ever want / Is someone to try to open up and find a way in”. Uno dei testi più onesti scritti da Jonathan Donahue per il successore di “All Is Dream”.

9 – SENSES ON FIRE

2008, da “Snowflake Midnight”

Sfrenata cavalcata rock tratta da un album di undici anni fa, troppo spesso dimenticato. Per accendere i sensi e continuare a scalare la lista col piede giusto …

8 – NOCTURNE FOR NORWOOD

2008, da “Strange Attractor”

Il gemello diverso di “Snowflake Midnight”, reso disponibile gratuitamente per gli iscritti alla mailing list dei Mercury Rev. Che si cimentano in lunghe suite strumentali, commenti sonori di gran classe come questo dedicato al giocatore di football americano Scott Norwood.

7 – TOBACCO ROAD

2019, da “Bobbie Gentry’s The Delta Sweete Revisited”

Piccola anticipazione dell’ultimo album, in cui i Mercury Rev collaborano con dodici voci tutte al femminile per dare nuova vita e grinta a un disco del 1968 che ha ispirato quel viaggio dentro il cuore trascendentale d’America chiamato “Deserter’s Songs”.

6 – AUTUMN’S IN THE AIR

2015, da “The Light In You”

Orchestrali, sognanti, grintosi, in un brano costruito e arrangiato benissimo. Cuore, grazia e sostanza per una ballata autunnale, che riunisce in quattro minuti e mezzo le tante anime della band di Buffalo.

5 – CHASING A BEE

1991, da “Yerself Is Steam”

I Mercury Rev periodo David Baker. Psichedelici, trascinanti e gloriosi in un trip completamente fuori dagli schemi. Il video (in cui purtroppo il brano compare in versione fin troppo rimaneggiata) è tratto dalla versione CD + DVD del disco uscita nel 2007

4 – SOMETHING FOR JOEY

1993, da “Boces”

L’ultimo album con David Baker che in “Boces” conclude la turbolenta convivenza con Jonathan Donahue, da cui però sono nati gioiellini in bilico tra shoegaze e distorsione come “Bronx Cheer” e viaggi verso universi paralleli come “Something For Joey” qui in versione live al Phoenix Festival 1993

3 – YOUNG MAN’S STRIDE

1995, da “See You On The Other Side”

C’è chi dopo l’addio di David Baker non ha più ascoltato i Mercury Rev. Che sono diventati una band diversa non c’è dubbio, ma hanno dimostrato di saper graffiare ancora

2 – GODDESS ON A HIWAY

1998, da “Deserter’s Songs”

Non poteva mancare “Goddess On A Hiway”, uno dei tanti personaggi che popolano le note di “Deserter’s Songs”. Un brano scritto da Donahue quando ancora militava nei Flaming Lips. Il video è quello diretto da Anton Corbijn, versione non censurata.

1 – THE DARK IS RISING

2001, da “All Is Dream”

I never dreamed I’d hurt you /I never dreamed I’d lose you / In my dreams, I’m always strong
(live Glastonbury 2002)

 

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