RAT BOY
Internationally Unknown

[ Parlophone/Hellcat/Epitaph - 2019 ]
7
 
Genere: punk, hip-hop, Alt-Rock
 
15 febbraio 2019
 

Beh, magari da piccolo lo hanno chiamato “Rat” perchè non aveva un bel faccino ma Jordan Cardy a soli 19 anni ha vinto il premio come miglior artista emergente (NME), l’anno successivo il suo debut album “Scum” si è arrampicato fino alla top 15 nel Regno di Sua Maestà, ha accompagno ed aperto i concerti di Liam Gallagher e, per iniziare bene l’anno, ha pubblicato il suo secondo album avvalendosi della collaborazione di uno dei suoi idoli, quel Tim Armstrong, storico pilastro dei Rancid e mostro sacro della rinascita del punk-rock a stelle e strisce. Se in “Scum” il ragazzino dell’Essex aveva sorpreso per la capacità camaleontica nell’identificarsi in Oasis e Blur (ponendo termine alla storica rivalità…) in “Internationally Unknown” la componente punk e hip-hop prende il sopravvento, dando al disco un’impronta più “californiana”, senza dubbio grazie al sostegno dell’artista di Oackland. Ascoltando l’album, Beastie Boys e Run-D.M.C. sono le band che risalgono in superficie dal profondo pozzo dei miei ricordi, quando nell’ormai mitico Motion Unlimited di Madone il vinile di “Licensed to III” veniva adagiato sul piatto a decretere la fine della tenzone con le note di “Fight for Your Right”.

Potrebbero storcersi i nasi di chi ha apprezzato le sonorità di “Scum” per questa virata verso l’Alt-rock ma “Don’ Hesitate’ ha un bel ritmo alla Happy Mondays o Fat Boy Slim, “Internationally Unknown” è una versione attuale di quello che furono i Transplant (altra band di Armstrong), “No Peace No Justice” vede il signor Rancid duettare con il giovane inglese. “Chip on my Shoulder” è energia pura, il punk che incontra l’hip pop, l’elettrone che si scontra con il protone. “Dad’s Crashed Car” è un classico pop punk alla Blink 182/Green Day mentre “Night Creature” è un omaggio al reggae che vede Aimee Interrupter (leader della ska-punk band The Interrupters, prodotti da Armstrong) a dare il suo contributo. L’album è stato registrato presso gli Shripec Studios di Los Angeles dopo che l’incontro tra Jordan e Tim aveva confermato la loro affinità artistico-musicale nonostante i trent’anni di differenza. Un album che conferma le indiscusse doti di songwriter di Jordan Cardy che trova in Tim Armstrong la spalla ideale per questo suo nuovo lavoro decisamente fresco e pieno di sana ed effervescente energia.

Una critica però dobbiamo farla: l’album sembra una perfetta raccolta di brani da usare come playlist durante un party di fine corso. Manca, forse, di credibilità: l’immagine che Rat Boy da di sè stesso è quella stereotipata del ragazzino che ama lo skate e l’hip-hop. Da noi si canta “tu vuoi far l’americano“, Jordan è sulla buona strada ed è ancora molto giovane. Siamo davvero curiosi di capire dove diavolo sta andando…

Tracklist
1. Chip On My Shoulder
2. My Name Is Rat Boy
3. Don’t Hesitate
4. Follow Your Heart
6. Internationally Unknown
7. So What
8. No Peace No Justice
9. Flies
10. Night Creature
11. Crashed Dad’s Car
12. Silverlake
 
 

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