C’MON TIGRE
Racines

[ BDC - 2019 ]
7
 
Genere: World Music, Alt-Jazz, Afro-beat
Tags: ,
 
di
20 febbraio 2019
 

Le radici per la propria terra, l’inclinazione al viaggio. Due concetti apparentemente in antitesi, ma chi è nato sul mare non potrà che confermare come non lo siano.

E questo sembrano volerci comunicare anche i C’Mon Tigre, collective guidata da un duo (anconetani, con base operative a Bologna – pare, visto il riserbo e il mistero attorno ai quali vogliono avvolgere la propria identità) al loro secondo lavoro sulla lunga distanza dopo l’omonimo album di debutto del 2014 che aveva suscitato non poco interesse.

L’album è stato presentato, appunto, come un viaggio nelle proprie e verso le altre tradizioni in cui alla componente audio si accompagna quella visual grazie al lavoro di fotografi, illustratori, street artists come il mitico Harri Peccinotti, Ericailcane, Mode 2 ed altri che hanno curato il booklet di oltre 80 pagine compreso nell’edizione speciale del disco, mentre a livello sonoro si avvale della collaborazione di Danny Ray Barragan aka DRB, Mick Jenkins ed altri ancora.

L’avventura esplorativa dei C’Mon Tigre riparte da “Guide To Poison Tasting” e il suo jazz calmante dal sapore retrò che si snoda tra ottoni e le curve di chitarra fino a deragliare in frenetiche percussioni tribali, avanti con “Gran Torino” ed “Underground Lovers” e i loro accenti esotici, funky ed afro e le distorsioni vocali da pianeti elettronici, scivolando per i ritmi sincopati di “808”, che ci riporta in ambienti più oscuri e vicini al trip-hop (e dedicata allo scomparso Enrico Fontanelli degli Offlaga Disco Pax) o a quelli da breakbeat elettrolitico della già diffusa “Behold the Man” (con relativo video curato da Sic Est).

Il tutto scorre ancora, tra saliscendi tortuosi ma con incedere lento e semifluido, tra l’ambient synth-jazz di “Paloma”, quello di “Quantum of the Air” e ancora quello ad andatura più sostenuta e tribale della title track “Racines”, per poi allargarsi come nube di vapore nel funk-soul di “As-tu été à Tahiti?” e rarefarsi completamente nella chiusura di “Mono No Aware 物の哀れ”.

Più moderno e strutturato dell’esordio, “Racines” nel suo essere contorto, composito e sperimentale, porta con sé i crismi del viaggio a metà tra terreno e metafisico, materiale ed astratto, riesce a prenderti con facilità, suadente, senza stordire o stancare nonostante un abito sonoro che alla fine appare ben definito nella sua multiformità, e sembra essere nato apposta per la sua dimensione live, dove suoni ed immagini potranno incontrarsi e portare con sé l’ascoltatore/spettatore in questa escursione allo stesso tempo curvilinea e panoramica, epidermica e contagiosa.

Promosso.

Tracklist
1. Guide To Poison Tasting
2. Gran Torino
3. Underground Lovers
4. 808
5. Behold The Man
6. Paloma
7. Quantum Of The Air
8. Racines
9. As-tu été à Tahiti?
10. Mono No Aware 物の哀れ
 
 

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