THE CURE: LA TOP 10 BRANI

 
Tags: ,
4 marzo 2019
 

The Cure: dieci gemme che splendono ancora nella foresta.

Una top ten è cosa ardua e nulla esiste di più scabroso quando la si compila. I Cure, che ricordiamo saranno presenti al Firenze Rocks il 16 giugno, è roba che scotta, sono al contempo una delle band più venerate o mal conosciute della storia. O sai tutto o ti limiti a “Friday I’m in Love”, “Lullaby” e “Boys Don’t Cry”. Ecco, io ho cercato di fare una mia personale classifica e Dio solo sa quanto m’è costato tener fuori brani come “Grinding Halt” o “Burn”.

1 – 10:15 SATURDAY NIGHT

1979, da “Three Imaginary Boys”

A dispetto della copertina dell’album, invero orrenda, i Cure si presentano così. Un pezzo ingenuo, ma perfetto, rozzamente registrato, ma attualissimo, pop, ma tremendamente malinconico.

2 – A FOREST

1980, da “Seventeen Seconds”

Robert Smith è cantore dark e interpreta a suo modo gli umori del periodo e del movimento oscuro, ma lo fa con la sua impronta. “A Forest” è oppressiva, ma illuminata.

3 – A STRANGE DAY

1982, da “Pornography”

Un giro di basso semplice e avvolgente così come la batteria e quella chitarra che si inerpica su quell’assolo liberatorio, ma squadrato e caratteristico.

4 – COLD

1982, da “Pornoghraphy”

Lugubre marcia, oppressiva e senza via d’uscita. Scarred, your back was turned, curled like an embryo. Robert canta disperatamente e ti seduce con la sua voce romantica e intensa.

5 – THE HANGING GARDEN

1982, da “Pornography”

Brano di rara tensione e dalle ritmiche serrate unito a un testo criptico e sinistro. “Hanging Garden” riflette appieno l’umore dell’album in questione, il più dark di tutta la discografia del Sig. Smith.

6 – IN BETWEEN DAYS

1985, da “The Head On The Door”

Irresistibile ballata con tastiere e voce in primo piano. Go on, go on and disappear. Go on, go on away from here è in mantra da ripetere all’infinito sulle chitarre melodiose di Porl Thompson.

7 – ICIN SUGAR

1987, da “Kiss Me Kiss Me Kiss Me”

Nulla conta se non quel giro di basso per il quale Gallup dovrebbe avere una strada o una piazza a suo nome, e quel sax che taglia in due l’aria.

8 – PLAINSONG

1989, da “Disintegration”

Probabilmente il mio pezzo preferito in assoluto. Ramantico, teso, oscuro, promettente, commovente e la voce di Robert in primo piano come un pianto. un diamante puro.

9 – THIS TWILIGHT GARDEN

1992, da “Wish”

Probabilmente il disco più dream pop dei Cure, denso di gemme come “From the Edge of the Deep Green Sea”, “A Letter to Elise” o “To Wish Impossible Things”, ma io scelgo una b-side. Un brano di una bellezza scintillante che ancora mi domando come abbia fatto a non essere inserito nel disco.

10 – UYEA SOUND

1993, da “Lost Wishes”

Una rarità. Quattro brani strumentali pubblicati su musicassetta subito dopo “Wish”. Quattro piccole perle da riscoprire, per sognare e lasciarsi cullare.

 

Roger Daltrey dei Who contro le ...

I Who sono attualmente negli States per il Moving On! Tour ventinove date che vedranno la storica band UK impegnata sui palchi nordamericani ...

Anche Marilyn Manson nel cast della ...

Marilyn Manson apparirà nella seconda stagione della serie TV HBO “The New Pope” firmata dal nostro Paolo Sorrentino. Come ...

Still Corners – Live @ Covo ...

La settimana è iniziata da poco, ma è giusto spezzare il ritmo fin da subito con un buon concerto: è martedì sera e ci troviamo al Covo ...

Tallies + Be Forest – Live @ ...

Siamo a Bristol per una velocissima trasferta per assistere al concerto dei canadesi Tallies: il live, che si terrà al Lanes, nel pieno ...

18 maggio 1980: Ian Curtis, i Joy ...

I Joy Division, nonostante la loro breve esistenza come band, sono un riferimento musicale fondamentale, soprattutto per il movimento dark e ...