OGGI “PERFORMANCE AND COCKTAILS” DEGLI STEREOPHONICS COMPIE 20 ANNI

 
di
8 Marzo 2019
 

1999.

Il britpop, fenomeno planetario, ha già mostrato i primi segni di cedimento; magari non tutti se ne stanno accorgendo ma ci sono eccome: “This is Hardcore” dei Pulp fu un passaggio abbastanza controverso e prodromico di una crisi creativa incombente, McCabe è uscito dai Verve che si scioglieranno ufficialmente il successivo Aprile, mese in cui uscirà pure “Head Music” dei Suede che rappresenta il primo vero e proprio passo falso della band di Brett Anderson. Che dire poi dei pesi massimi Oasis e Blur? I fratelli Gallagher cominciano a far parlare di loro più per il (già noto, ça va sans dire) carattere turbolento che per la loro musica, nonostante il mastodontico tour seguente all’uscita di “Be Here Now”, e sempre nel 1999 gli storici Bonehead e Paul McGuigan lasciarono la band: il successivo “Standing of The Shoulder of Giants” fu deludente. I Blur invece si allontanarono dalle orbite tipiche del genere, ed il successivo “13” sarà all’insegna della sperimentazione e di nuove alternative sonorità, con sia Albarn che Coxon già comunque proiettati su, o che comunque consideravano, progetti all’infuori della band .

Ma la voglia di sentire ancora del guitar rock abbinarsi alle melodie pop è ancora alta, nel Regno Unito e non solo: i venti sono agitati, ma il terreno è fertile. Ecco quindi che gli Stereophonics, già Brit Award nel 1998 come miglior gruppo emergente, piazzano il loro secondo album, da molti ritenuto il migliore: “Performance and Cocktails”.

Chitarre grezze a spalleggiare la voce rauca di Jones, melodie e ritmica, energia e densità, vivacità e freschezza: i gallesi piazzano un album contagioso, senza orpelli, diretto, elettrico ma pensato con la chitarra acustica in braccio, che vede quindi il connubio di frizzanti scariche rock con ballate più profonde e meditative. Gli Stereophonics si prendono la testa della UK Charts, sparano tre singoli nelle prime 5 posizioni (“The Bartendere and The Thief”, “Just Looking” e “Pick a Part That’s New”) vendendo, ad oggi, qualcosa come 3 milioni di dischi.

E’ il post britpop, che annovererà, almeno nei primi anni, altri nomi come Travis, Starsailor, Keane e Coldplay. Con gli Stereophonics che, negli anni successivi, dimostreranno di essersi meritati le attenzioni degli esordi tra album riusciti e – soprattutto- cariche e coinvolgenti esibizioni live che ancor’oggi li contraddistinguono.

 

Stereophonics – Performance and Cocktails
Data di pubblicazione: 8 Marzo 1999
Tracce: 13
Lunghezza: 50:55
Etichetta: V2
Produttori: Bird & Bush

Tracklist:

1. Roll Up and Shine
2. The Bartender and the Thief
3. Hurry Up and Wait
4. Pick a Part That’s New
5. Just Looking
6. Half the Lies You Tell Ain’t True
7. I Wouldn’t Believe Your Radio
8. T-Shirt Sun Tan
9. Is Yesterday, Tomorrow, Today?
10. A Minute Longer
11. She Takes Her Clothes Off
12. Plastic California
13. I Stopped to Fill My Car Up

 

Oggi “Arena” dei Duran Duran ...

Oggi “Arena” dei Duran Duran compie trentacinque anni. E chissenefrega, penserete voi. Io invece vi dico di non sottovalutare ...

Oggi “Hatful of Hollow” dei The ...

“Hatful of Hollow” è una raccolta assai particolare e, per quanto nel futuro degli Smiths ci saranno altre ottime raccolte, ...

Oggi “Like A Virgin” di Madonna ...

Il sacro e il profano. La virtù e il desiderio. L’ombelico in bella mostra e gli enormi crocifissi appesi alle orecchie e al collo. Nel ...

Oggi “Sheer Heart Attack” dei ...

Per quanto Brian May e Roger Taylor non se ne siano ancora fatti una ragione, è praticamente impossibile non considerare finita la storia ...

Oggi “Ummagumma” dei ...

Amato ed odiato, esaltato e disprezzato, un guazzabuglio caotico e disordinato di suoni oppure uno dei manifesti più rappresentativi del ...