SLEAFORD MODS
Eton Alive

[Extreme Eating – 2019]
7.5
 
Genere: Elettro punk
 
8 marzo 2019
 

Riusciranno gli Sleaford Mods a sopravvivere alla concorrenza della nuova generazione di band britanniche, armate di chitarre e cattive intenzioni? Jason Williamson e Andrew Fearn non hanno nessuna intenzione di arrendersi senza combattere. In “Eton Alive” non attaccano direttamente le nuove leve (per quello bastano i tweet al vetriolo di Williamson) e non si cimentano in dichiarazioni sul caotico momento che sta attraversando la Gran Bretagna. Cercano invece di trovare il lato comico in tutto ciò che li circonda.

Minacciosi e sarcastici fin dalle prime note di “Into The Payzone” vanno avanti tranquilli e sicuri senza dubbi né seccature. Le basi create da Andrew Fearn sono sempre più taglienti e minimali, spesso rocciose e senza fronzoli ma anche sorprendentemente melodiche (“Negative Script” docet). La voce di Jason Williamson si arrampica su ogni nota prendendosela amabilmente con Channel 4, documentari indie, Johnny Ramone, i soliti giornali musicali, persino con Graham Coxon. Sono colpi ben assestati quelli di Williamson e vanno quasi sempre a segno, senza far veramente male.

Non è mai stato violento l’atteggiamento degli Sleaford Mods e non lo è neppure oggi. Il rischio di ripetersi è ancora una volta scongiurato e il ritmo dub di “O.B.C.T” insegue anche i più restii a lasciarsi coinvolgere. Jason Williamson cambia registro in “When You Come Up To Me”, “Firewall” e “Discourse” e gli Sleaford Mods si ritrovano tra le mani un trio di brani midtempo che potrebbero diventare dei tormentoni. Ma è solo un attimo, Williamson torna presto a scaldarsi col fuoco della rabbia di “Top It Up” e “Flipside”, “Subtraction” e “Big Burt”.

I dodici brani di questo nuovo album sembrano fatti apposta per essere suonati live, Andrew Fearn al computer e Williamson scatenato con o senza il bidone pieno di birre a fianco. Ascoltare “Eton Alive” è come camminare di notte in un vicolo buio guardandosi sempre dietro le spalle. Musica da strada e la strada non perdona. Dopo un breve flirt con la Rough Trade, gli Sleaford Mods tornano indipendenti e regalano un disco che non raggiunge i livelli di “Austerity Dogs” ma dimostra che hanno ancora qualcosa da dare e da dire.

Tracklist
1. Into The Payzone
2. Kebab Spider
3. Policy Cream
4. O.B.C.T
5. When You Come Up To Me
6. Top It Up
7. Flipside
8. Subtraction
9. Firewall
10. Big Burt
11. Discourse
12. Negative Script
 
 

Sigrid – Sucker Punch

Tripudio pop proveniente dalla Norvegia sotto forma della principessina Sigrid che piazza un debutto più che convinvente, permettendosi ...

Sun Kil Moon – I Also Want To ...

Caro Mark Kozelek, quando ti deciderai a prendere un piccolo periodo di vacanza? Negli ultimi anni l’ex leader dei Red House Painters ha ...

Badflower – OK, I’M ...

Ci sono artisti e band che per raggiungere la fama, anche se discreta, hanno bisogno di anni, alcuni album pubblicati o del classico colpo ...

Queensryche – The Verdict

I tempi d’oro di “Operation: Mindcrime” e “Promised Land” saranno pure lontanissimi, ma per fortuna i Queensrÿche sono ancora ...

Foals – Everything Not Saved ...

Ambizioso il progetto dei Foals, che, dopo aver firmato il contratto con la Warner, hanno deciso di realizzare un doppio album, la cui prima ...