THE SMITHS: LA TOP 10 BRANI

 
13 marzo 2019
 

Scegliere solo dieci brani dalla produzione degli Smiths è impresa impossibile, a meno che non si scelga la via del piacere e del ricordo personale…

10 – JEANE

1983, da “UK 7 – This Charming Man”

Un piccolo sottovalutato gioiello di cui esiste una altrettanto bella versione di Sandie Shaw.
Pubblicato come B side di “This Charming Man”, non sarà inserito in nessuna raccolta e inizia quella che sarà una caratteristica della band, B-side di assoluto valore.
Racconta la fine di un amore attraverso le immagini di una casa che appare ormai così inevitabilmente squallida.

9 – DEATH OF A DISCO DANCER

1987, da “Strangeways, Here We Come”

Con Morrissey al piano è il brano che poteva tracciare il futuro musicale che la band non avrà.
Il testo di Morrissey si presta a diverse interpretazioni, io preferisco vederci una bizzara combinazione di musica e testo, volta a sottolineare una ironica critica ai contenuti di pace e speranza di beatlesiana memoria .

8 – WELL I WONDER

1985, da “Meat Is Murder”

Su un testo che poeticamente affronta un tema ricorrente nei testi di Morrissey, gli amori mai nati e oramai persi, si posa la chitarra di Marr e una pioggia battente, forse la canzone che in maniera più evidente dimostra come Marr e Morrissey si incastonassero perfettamente l’uno nell’altro.

7 – SHEILA TAKE A BOW

1987, da “Louder than bombs”

Prodotto da The Smiths e John Porter, in questo brano Morrissey omaggia Shelagh Delaney, che tanta importanza ha avuto nella sua scrittura, e finisce con il parlarci di se stesso.
Musicalmente ci mostra come gli Smiths avessero ancora molto da dire.

6 – ASK

1986, da “The World Won’t Listen”

La timidezza che accompagna l’adolescenza verrà superata solo dal naturale impulso sessuale,tra i testi più positivi di Moz e musicalmente particolarmente brillante.

5 – THE HAND THAT ROCK THE CRADLE

1983, da “The Smiths”

Un testo controverso ma bellissimo, che attirerà molte critiche alla band, accompagna una ninna nanna gotica,da cantare per cullare gli incubi.

4 – THERE IS A LIGHT THAT NEVER GOES OUT

1986, da “The Queen Is Dead”

Tra i brani più romantici e tristi degli Smiths, con la presenza di una sezione di archi, in realtà opera di Marr tramite un emulatore synt, è giustamente uno dei brani più amati della band.

3 – THE QUEEN IS DEAD

1986, da “The Queen Is Dead”

Title track e brano di apertura di uno dei migliori album pop rock mai realizzati, è pieno di intuizioni sia nella musica che nel testo, carico di sarcasmo e di taglienti battute nei confronti dei reali inglesi.

2 – STILL ILL

1984, da “The Smiths”

Una melodia irresistibile, la voce di Morrissey avvolge il brano e lo completa in maniera perfetta, grandi subito.

1 – I KNOW IT’S OVER

1986, da “The Queen Is Dead”

Tra i brani più amati della band è un piccolo gioiello che tra testo e musica raggiunge la perfezione.
Inizia con basso e batteria in evidenza e con la chitarra che, stranamente per gli Smiths, non è la protagonista, affronta il tema della solitudine di chi non è più amato o peggio ancora crede di esserlo.

 

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