TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI: LA TOP 10 BRANI

 
18 marzo 2019
 

Top Ten su una delle band chiave del panorama del rock indipendente italiano. I Tre Allegri Ragazzi Morti sono emblema di una provincia che fa scuola al resto d’Italia, e pur ampliando nel corso degli anni la loro dimensione, sono rimasti stoicamente fedeli alle loro storie, concetti e tematiche.
Una storia che inizia in un “Mondo Naif” e termina nel simbolico “Sindacato dei Sogni”: proviamo perciò a ripercorrere il tutto con dieci piccoli simboli di una storia bella, delicata e importante.

10 – DIPENDO DA TE

1999, da “Mostri e normali”

Il pezzo è un idrogetto di sensazioni, emozioni e punk. Ultimo pezzo dei TARM, contenuto in “Mostri e Normali”, prima dell’inizio del nuovo millennio. Il disco era stato registrato in presa diretta e un brano come “Dipendo da Te” offre la precisa dimensione della “presa diretta”. Un compendio dello stile della band in 3 minuti esatti.

9 – PROVA A STAR CON ME UN ALTRO INVERNO A PORDENONE

2001, da “La Testa Indipendente”

“La Testa Indipendente” è uno snodo fondamentale per capire la produzione, la direzione e le future svolte sonore dei Tre Allegri: nel disco ci sono tanti picchi, ma nella mia testa, anche a distanza di anni, i due pezzi che resistono intatti e non scalfiti dal tempo sono “Piccolo Cinema Onirico” e questa perla, forse meno conosciuta.

8 – BENGALA

2019, da “Il Sindacato dei Sogni”

Funzionale per capire come si stia sviluppando l’idea di musica di Toffolo e co., dalla cumbia alle infiltrazioni più orchestrali, Bengala è una piccola effige del nuovo disco, che merita di essere ascoltato e capito.

7 – COME MI GUARDI

2012, da “Nel Giardino dei Fantasmi”

Uno dei lavori più concettuali e interessanti della band è stato sicuramente “Nel Giardino dei Fantasmi”. In questa radura di spettri ci sono storie, passioni, linee poetiche che la band nel corso della sua storia ha sempre valorizzato, ma in particolare per “Come Mi Guardi Tu”, ogni ingrediente nel calderone sembra dosato perfettamente.

6 – LA SALAMANDRA

2007, da “La Seconda rivoluzione sessuale”

Il lato più poetico, scanzonato e acceso dei TARM. Una breve rapsodia, un battito fugace che anche nei live ha sempre uno spazio.

5- LA TATUATA BELLA

2008, da “Rarities”

Canzone affascinante concepita come una filastrocca, una formula di libertà da cantare per celebrare sentimenti puri e selvaggi.

4- VOGLIO

2004, da “Il sogno del Gorilla Bianco”

Una canzone spirituale, forte. La connessione con l’anima-le. Puro panismo indipendente.

3 – QUASI ADATTI

2001, da “La Testa Indipendente”

Le adolescenze di molti di noi, una canzone che è difficile analizzare storicamente, siamo tutti troppo coinvolti e a distanza di anni ci sentiamo ancora “Quasi Adatti”. Un inno senza macchia nè paure.

2 – SIGNORINA PRIMAVOLTA

2004, da “Il Sogno del Gorilla Bianco”

Il tratteggiare le donne in modo fumettistico, tanto abbozzato quanto romantico e iconico. “Signorina Primavolta” è fondamentale per ascoltare pezzi come “Il Principe in Bicicletta” o “Occhi Bassi”.

1 – MAI COME VOI

1999, da “Mostri e Normali”

La purezza e semplicità dei suoni in un grido che oggi ha ancora più senso rispetto al passato, perché rileggendolo invoca coerenza, e i Tre Allegri ne hanno fatto un manifesto per essere alternativi, ma mai scostanti o disinteressati ai loro messaggi.

 

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