GOOD COP BAD COP
Good Cop Bad Cop

[ TBC - 2019 ]
6.5
 
Genere: Synth Pop
 
di
12 aprile 2019
 

L’amicizia tra Matt Helders e Joe Carnall, entrambi sheffielders, è ormai ultra decennale.

E i contatti si sono tenuti stretti anche dopo lo split dei Milburn, che erano già stati spalla degli Arctic Monkeys (di cui, ricordiamolo, Helders è co-fondatore e vicepresidente de facto) sin dagli inizi, sodalizio peraltro rafforzato da evidenti similitudini stilistiche e compositive.

E se per Matt Helders questo Good Cop Bad Cop, per il quale si occupa di suonare la batteria e curare la produzione, assume tutti i connotati del side project, per Joe Carnall è davvero un’occasione di (ri)mettersi in mostra: eccolo quindi farsi carico sia della musica che dei testi, dove anche gli influssi sono sicuramenti più da Alex Turner dell’ultim’ora, tra ambientazioni vintage, sintetiche, date da beat e tastiere vintage. Contagiosissimi, questi anni 80: l’uno-due “When You’re Not Winning” e la già diffusa “Silk & Leather” ci riportano in ambientazioni cinematiche, da serie TV losangelina (città, quella californiana, dov’è stato registrato l’album), tra soffuse, notturne ed artificiali luci giallo ocra.

“Sharpshooter” conferma il fil rouge aggiungendo un ritornello dei più canticchiabili, mentre il molleggiante midtempo di “Times New Roman” sente la prima vera chitarra graffiare in assolo, per poi incalzare in “End of Level Boss Part 1” e nel suo seguito (“End of Level Boss Part 2”) che finirebbero bene nell’OST di qualche film à la “Grosso guaio a Chinatown” o in un videogame cabinato del secolo ormai passato, mentre in “Quarter Past June” Carnall a tutti gli effetti gioca a fare l’ultimo Alex Turner ( e il Julian Casablancas, se decidessimo di non volergli bene) dei più eleganti e retrò.

Per un prodotto che sembra un po’ trascinare le gambe sul finale, scevro di particolari spunti, probabilmente un bel divertissement per Helders, decisamente un ottimo modo per rifare capolino per il meritevole Carnall: tutto sommato, seppur sicuramente non indimenticabile, un lavoro che ha un suo senso, un suo stile e una sua essenza.

E non è da buttare, di questi tempi.

 

 

 

Tracklist
1. When You're Not Winning
2. Silk & Leather
3. Sharpshooter
4. Times New Roman
5. End Level Boss Part I
6. Quarter Past June
7. Taste The Danger
8. Landline
9. End Level Boss Part II
10. Time Crisis
11. End Of The Beginning
 
 

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