GIOVANNI TRUPPI
Poesia e Civiltà

[ Universal- 2019 ]
7.5
 
Genere: cantautorato
 
15 aprile 2019
 

“Poesia e Civiltà” è un accostamento forte, talmente spinto che si potrebbe evocare la fenomenologia kantiana, l’ermeneutica di Gadamer o al limite una striscia di Calvin & Hobbes.

Giovanni Truppi è un filosofo della canzone ed è capace di stratificare, spalmare le sue lancinanti idee su delle canzoni multistrato.

L’architettura del nuovo album però, ma era palese da “L’unica Oltre l’Amore” è più complessa, più slanciata e tesa verso un ideale incredibilmente alto.

Nel suo piccolo oggi Truppi ha costruito il suo Empire State Building, in cui è riuscito a mettere in atto un momento di poesia e rivoluzione, capovolgendo almeno per i 48 minuti di durata del disco, le idee sulla canzone italiana nel 2019. Fare poesia per lui sembra uno stato dell’essere, un’attitudine, con cui è veramente possibile fare una rivoluzione.

Le immagini delle persone come paesaggi e montagne, l’uso di figure e simboli importanti come Adamo o la borghesia, disegnano un’idea chiara di “Poesia e Civiltà”, che riesce ad essere opera omnia e canzone di strada.

La grande dicotomia dell’essere Giovanni Truppi è esattamente in questi sprazzi di grandezza nell’illustrare le debolezze umane.

La gente esprime la sua eccentricità tramite il linguaggio del corpo” ha detto una regista altrettanto eccentrica e geniale (Vivian Ostrovskys), ma come si può percepire il movimento e il linguaggio del corpo all’interno di un disco e nelle parole di un cantautore? Truppi rende tutto facile grazie anche all’approccio intimo e materico con il pianoforte, in pezzi come “Quando Ridi” sentiamo il corpo che si muove tramite lo strumento, i movimenti delle braccia tese sui tasti e il respiro affannato di un racconto complesso.

“Poesia e Civiltà” è un disco che si muove ed è vivo.

L’album gioca con una concezione molto accesa e forte della dicotomia corpo/anima, si va oltre e si tocca, anche con un’incredibile ironia: “è come parlare di morte, senza essere morti”, una dimensione spirituale ma allo stesso tempo tangibile e corporea.

In “Poesia e Civiltà” c’è la costruzione profonda di un linguaggio nuovo e personale che riesce ad essere in costante equilibrio. Lo scorcio poetico fondamentale è tutto qui, nella fabbricazione faticosa e ricercata di un lessico, di un immaginario. A livello melodico tutto è incastrato in un puzzle delicatissimo dove nulla può essere fuori posto. È estremamente curioso pensare all’impatto del disco in live, perché giocare con questi equilibrismi non sarà sicuramente facile, ma Truppi anche questa volta può riuscire nell’impresa.

Un lavoro così è necessario per tutti perché si inserisce e crea, allo stesso tempo, un frame nuovo, inaspettato e agognato per un rinnovamento dell’idea della canzone italiana, che non può essere lasciata sull’altare sacrificale dell’It-Pop.

Stai andando bene Giovanni”, ce l’hai fatta.

Tracklist
1. Borghesia
2. Quando Ridi
3. Conoscersi in una situazione di difficoltà
4. I miei primi sei mesi da rockstar
5. L'unica oltre l'amore
6. Mia
7. Adamo
8. Due Segreti
9. Le elezioni politiche del 2018
10. Ragazzi
11. Ancient Society
 
 

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