“SIAMO INVECCHIATI E FORSE STIAMO TROVANDO ALCUNE DELLE GIOIE DELLA VITA.” CE LO DICONO THE STRUMBELLAS

 
22 aprile 2019
 

The Strumbellas sono una band folk-pop canadese. Li abbiamo già visti alcune volte in passato qui in Italia e a fine marzo sono tornati per un paio di giorni per fare promozione al loro quarto album, “Rattlesnake”, uscito per Glassnote Records proprio il giorno dopo della nostra intervista. Noi di Indieforbunnies.com abbiamo approfittato di questo loro passaggio italiano per intervistare il tastierista e cantante David Ritter al telefono e farci raccontare del loro nuovo LP, delle loro influenze, della loro label, dei loro progetti futuri e ovviamente della scena musicale canadese. Ecco cosa ci ha detto:

Ciao David, benvenuto sulle pagine di Indieforbunnies.com. Complimenti per il vostro nuovo album, “Rattlesnake”, che ho ascoltato parecchio negli ultimi giorni. Per prima cosa ti vorrei chiedere di fare una breve introduzione della vostra band per i nostri lettori.

Siamo una band con sei componenti e proveniamo dal Canada. Questo nuovo album, “Rattlesnake”, è il nostro quarto. In questo momento siamo in Italia per promuoverlo. Siamo venuti nel vostro paese già alcune volte e ci piace venire qui e suonare per il pubblico italiano.

La vostra band è nata più di dieci anni fa. Ti posso chiedere quale evoluzione avete avuto nel corso della vostra carriera fino a oggi?

Quando abbiamo iniziato eravamo molto piccoli e suonavamo ai mercatini della domenica mattina. In seguito ci siamo innamorati della musica pop e abbiamo incominciato a fare dei dischi con tante percussioni, con i synth e oggi siamo arrivati qui.

Parlando del vostro nuovo disco, “Rattlesnake”, per prima cosa ti posso chiedere di che cosa parlano i vostri testi?

Molti dei testi parlano della tristezza e della morte, ma questo nuovo album è un po’ più felice, almeno per i nostri standard. C’è un po’ più di luce, invece che essere sempre buio. E’ un bel posto in cui trovarsi.

Ascoltando il vostro nuovo disco e confrontandolo con i vostri lavori passati, mi è sembrato che qui abbiate avuto l’intenzione di mantenere il vostro spirito alto. Sei d’accordo?

Sì. Siamo invecchiati e forse stiamo trovando alcune delle gioie della vita.

Credo che la strumentazione – o almeno una parte di essa – faccia sì che questa volta lo spirito sia più alto.

Sì. Noi sei siamo amici, quando suoniamo la nostra musica insieme credo che ci dia gioia. Ci piace suonare insieme.

Mi piace molto il vostro modo di suonare la batteria e le percussioni: è veloce, gioioso e pieno di colori. Credo che sia qualcosa di davvero importante nell’economia del vostro nuovo disco. Che cosa ne pensi?

Il nostro batterista Jeremy (Drury) è fantastico. Credo che lui sia uno dei migliori musicisti all’interno della nostra band. Anche il nostro produttore, Tim Pagnotta, è ossessionato con il suono della batteria. E’ uscito questo suono di batteria molto grande. Guardare lui e Jeremy in studio era come guardare due scienziati. E’ stato davvero molto divertente.

Da dove proviene il titolo del vostro nuovo album, “Rattlesnake”?

La cosa al mondo che fa più paura al nostro cantante Simon (Ward) sono i serpenti. E inoltre ha anche paura di pubblicare nuova musica. (ridiamo) E’ stato divertente mettere un serpente a sonagli sulla copertina perché questo per noi era un momento in cui avevamo paura, visto che dovevamo realizzare un nuovo disco. Era quasi una parte nuova della nostra vita, un nuovo disco, un nuovo capitolo, quindi eravamo molto contenti di tutto ciò.

Per voi era un cambiamento, sia a livello musicale che magari anche di vita.

Realizzare un nuovo disco è sempre qualcosa che ti impaurisce. Non sapevamo come sarebbe potuta andare. Speriamo che alla gente piaccia, così il prossimo anno avremo ancora un lavoro. (ridiamo)

Avete in progetto di ritornare in Europa durante il 2019 e in particolare in Italia?

Ci piace moltissimo suonare qui in Europa e soprattutto da voi in Italia. Non abbiamo ancora un programma ufficiale per ora, ma sono sicuro che torneremo in Europa quest’estate o comunque più avanti nell’anno.

“Rattlesnake” e anche il precedente, “Hope”, sono stati pubblicati dalla Glassnote Records, che è un etichetta storica. Che cosa ne pensi di loro?

E’ veramente fantastico lavorare con la Glassnote Records. Nel loro roster ci sono così tante band incredibili. Amo i Phoenix e lavorare per la loro stessa etichetta per me è qualcosa di eccezionale. Daniel Glass, che la dirige, è una vera leggenda all’interno dell’industria musicale. Siamo veramente contenti di essere sotto contratto con loro.

Parlando del vostro nuovo album, “Rattlesnake”, quali pensi siano state le vostre maggiori influenze musicali?

Come ti dicevo prima, ci siamo innamorati della musica pop, quindi le influenze che puoi ascoltare su questo disco sono di Taylor Swift, Max Martin, Miley Cyrus e questi grandi suoni pop. Inoltre puoi trovare anche cose più classiche come i Beach Boys, che sono la mia band preferita. Credo che su questo disco ci sia un mix fra un suono classico e uno più nuovo e pop.

Ti posso chiedere come funziona il processo creativo? E’ qualcosa di collaborativo? Come funziona per la vostra band?

Di solito il nostro cantante Simon inizia su una chitarra acustica, scrive gli accordi e canta le melodie e poi registra tutto sul suo telefono. Abbiamo centinaia di suoi demo. Poi inizia a metterli insieme e li porta alla band e noi iniziamo a lavorare sulle percussioni e sulle tastiere e su tutte le altre parti che costituiscono il disco.

Lui scrive i testi e anche la musica oppure la musica viene scritta insieme a voi?

Lui scrive la maggior parte dei testi, poi io e lui ci lavoriamo molto insieme. Simon è quello che inizia le canzoni, ma poi, una volta che le porta alla band, aggiungiamo idee e le registriamo insieme.

Che cosa ne pensi della scena musicale canadese, che è diventata piuttosto importante anche a livello internazionale negli ultimi dieci o quindici anni. Oltre agli Arcade Fire, mi vengono in mente band e artisti come The Besnard Lakes, Japandroids, Alvvays, Destroyer, Mac DeMarco ma ne potrei dire molti altri. Che cosa ne pensi?

Sono d’accordo. A parte gli Arcade Fire o i Broken Social Scene, ci sono anche band più piccole e meno conosciute al di fuori del Canada, che sono comunque molto valide. Per esempio ti posso citare questa band molto famosa da noi, ma poco conosciuta fuori, gli Arkells.

Sì, mi piacciono molto. Pensa che li vidi penso proprio dieci anni fa al Great Escape Festival a Brighton. Mi sono piaciuti molto.

Loro sono fantastici. E poi c’è anche tantissimo hip-hop che esce dal Canada. Non c’è solo Drake. Ti consiglio PartyNextDoor e The Weeknd. Comunque nella scena musicale canadese ci sono molte band di generi diversi.

Che cosa ne pensi del vinile? I vostri album sono stati pubblicati anche su vinile?

Sì, abbiamo realizzato anche dei vinili. Mi piacciono molto. Mi è sempre piaciuto pubblicare la nostra musica in vinile. Ho una bella collezione di dischi. Credo che il vinile sia speciale.

Un’ultima domanda: per favore puoi scegliere una vostra canzone, vecchia o nuova, da usare come soundtrack di questa nostra chiacchierata?

Va bene se te ne dico una dal nuovo disco? Che ne dici di “Running Scared (Desert Song)”?

Ottima scelta, è una delle mie preferite del vostro nuovo disco. Grazie mille, David. Spero di vedervi nei prossimi mesi live qui in Italia. In bocca al lupo per il vostro nuovo disco.

Grazie a te. A presto.

 

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