THE WEEKENDER: ASCOLTA GLI ALBUM DI ALDOUS HARDING, PETE DOHERTY, CRANBERRIES (E MOLTI ALTRI…) USCITI OGGI

 
di
26 Aprile 2019
 

Da qualche anno ormai il venerdì è il giorno della settimana consacrato alle uscite discografica. Quale migliore modo allora per prepararsi mentalmente all’imminente sospirato weekend se non quello di passare in rassegna le migliori album usciti proprio nelle ultime ore ?
I dischi attesi per mesi sono finalmente tra noi… buon ascolto

ALDOUS HARDING – “Designer”
[4AD]

Da quello che sappiamo, in “Designer” l’artista neozelandese lascia spazio alla sua creatività. Dopo il sorprendente successo di “Party” (molto acclamato dalla stampa di tutto il mondo ed eletto Album del 2017 dal negozio Rough Trade), Aldous ha concluso la scorsa estate un tour di 100 date ed è immediatamente tornata in studio con una serie di canzoni scritte in giro per il mondo. Grandissime aspettative per un disco che vede la produzione di John Parish.

KING GIZZARD AND THE LIZARD WIZARD – “Fishing for Fishies”
[Flightless]

Quattordicesimo album in studio per questi prolifici eroi che, ricordiamolo, nel 2017 pubblicarono cinque dischi nell’arco dell’anno (“Gumboot Soup”, “Flying Microtonal Banana”, “Murder Of The Universe”, “Sketches of Brunswick East” e “Polygondwanaland”). A quanto sembra questa nuova fatica sarà disco bluesy, una specie di Rolling Stones in pieno trip psichedelico.

KEVIN MORBY – “Oh My God”
[Dead Oceans]

Misticismo e religione influenzano il nuovo doppio lavoro di Kevin Morby: La religione è intorno a tutti noi. E’ un linguaggio universale e c’è una profonda bellezza in essa. L’ho trovata uno strumento utile all’interno del mio songwriting, poichè è qualcosa con cui tutti possono relazionarsi a un certo livello. Ci sono certi temi o immagini religiose in molte delle cose che ho fatto, così ho voluto farle uscire e parlare solo di quel linguaggio per un disco. Non è una rinascita; è più che “oh my god (oh mio dio)” è un’espressione così profonda che tutti noi usiamo parecchie volte al giorno e che significa così tante cose differenti. Non si tratta di un dio vero e proprio, ma di uno percepito ed è una visione estranea dell’esperienza umana in termini religiosi.
Vediamo se premendo play, anche questa volta, si accende ‘la luce’:

SOAK – “Grim Town”
[Rough Trade]

Dopo quattro anni dal convincente debutto “Before We Forgot How To Dream”, la giovane artista nord-irlandese rilascia oggi il suo atteso nuovo disco:
Una distopia che ho creato nella mia testa. Riuscivo a capire ciò che mi stava succedendo rendendolo qualcosa di fisico e reale. Una volta decisi di attribuire all’album una vera location, esplorando le dinamiche di questa città e come avrebbe potuto sembrare o suonare. Sembrava un buon modo di dare una personalità al mio stato mentale.

LOCAL NATIVES – “Violet Street”
[Loma Vista]

L’album del rinnovamento si intitola “Violet Street”.
Nel successore di “Sunlit Youth” (2016) la configurazione da studio classico è contrapposta alla produzione moderna e ai visual per creare un album senza tempo. La firma della band con armonie a tre è incrementata da nastri in loop collegati fisicamente e trasformati a mano. Il risultato delle sperimentazioni in studio in compagnia del produttore Shawn Everett (Alabama Shakes, Kacey Musgraves, The War On Drugs) ha portato la band ad un rinnovamento.

LAMB – “The Secret Of Letting Go”
[Cooking Vinyl]

Torna, dopo 5 anni dall’ultimo “Backspace Unwind”, una tra le band più suggestive del panorama musicale inglese, in grado di amalgamare l’elettronica con il cantautorato.
Scritto e registrato nell’arco di un anno tra lo studio della band in Inghilterra, Ibiza e l’India, “The Secret of Letting Go” segna il passaggio di Lamb verso nuove sperimentazioni con un altro disco evocativo e contemplativo, estatico nel quale la voce lunare di Lou Rhodes accompagna perfettamente ogni nota e gli spazi che si creano tra un suono ed il successivo.

PETER DOHERTY AND THE PUTA MADRES – “Peter Doherty and the Puta Madres”
[Stap Originals]

Ennesima reincarnazione musicale per il ‘maledetto’ ragazzo inglese.
Questa nuova accoppiata con i Puta Madres produce, come lo stesso Pete ci tiene a precisare un devastante ritratto intimo d’amore, perdita e smarrimento…

THE CRANBERRIES – “In The End”
[BMG]

Cala il sipario sulla meravigliosa favola dei Cranberries.
“In the End” è stato in gran parte registrato prima della morte di O’Riordan, con il gruppo che, come dice Noel Hogan, vede l’uscita come un modo per celebrare la cantante venuta a mancare.
Sapevamo che questo doveva essere uno dei migliori, se non il migliore, album dei Cranberries. La preoccupazione era che avremmo distrutto l’eredità della band, realizzando un album che non era all’altezza degli standard. Una volta passati tutti i demo su cui Dolores e io avevamo lavorato, abbiamo capito che avevamo un album molto valido, sapevamo che sarebbe stata la cosa giustapubblicarlo e il modo migliore per onorare Dolores

THE MOUNTAIN GOATS – “In League With Dragons”
[Merge]

A distanza di un paio d’anni dal precedente, “Goths”, The Mountain Goats tornano oggi con il loro diciassettesimo disco.
Dodici brani, interamente scritti da John Darnielle,che raccontano di storie selvagge di vendetta e redenzione, di eroi a un bivio e di grandi figure in declino, ci fa sapere la press-release. E poi aggiunge che la band statunitense ha utlizzato un ampio arco di suoni, dalle sfumature della scena di Athens degli anni ’80 ai passaggi outlaw country e ad alcune meditazioni motorik.

FOXYGEN – “Seeing Other People”
[Jagjaguwar]

Il sesto disco dei Foxygen è stato interamente registrato dalla band statunitense al Sonora Recorders di Los Feliz, California e mixato da Shawn Everett, mentre tra gli ospiti troviamo il batterista Jim Keltner (Bob Dylan, John Lennon, Eric Clapton).
Il frontman Sam France ha spiegato nella press-release che con questo nuovo album ha detto addio alla droghe e ai party. Addio ai miei venti anni ora, addio al mio corpo da modello di Saint Laurent. Addio – speriamo – agli attacchi d’ansia. Addio a picchiarmi perché non riesco più a indossare quei pantaloni di pelle. Fanculo. Addio ai servizi. E addio alle sanguisughe nella mia vita.

NICK MURPHY – “Run Fast Sleep Naked”
[Downtown/Future Classic/Opulent]

Nick Murphy getta definitivamente la maschera di Chet Faker e a 5 anni di distanza dal precedente, ottimo, “Built On Glass”, torna a proporci il suo emozionante electro-soul.
Dalle nostre parti potremo godercelo dal vivo il 7 Ottobre nella meravigliosa cornice del Teatro Concordia Venaria Reale di Torino.

MARISSA NADLER & STEPHEN BRODSKY – “Droneflower”
[Sacred Bones ]

Esce oggi il disco collaborativo frutto di 5 anni di lavoro tra Marissa Nadler e Stephen Brodsky (Cave In, Mutoid Man).
In “Droneflower” anche due cover: “Estranged”, una ballata dei Guns n’ Roses, e “In Spite Of Me” dei Morphine.

 

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