THE DIVINE COMEDY: LA TOP 10 BRANI

 
2 maggio 2019
 

Nuovo disco per i Divine Comedy in arrivo. Da sempre adoriamo la creatura musicale di Neil Hannon, con quella magia orchestrale che fonde Burt Bacharach, Morricone e Scott Walker e quei testi che sono poesia e letteratura. Potevamo non fare una top 10 lasciandoci ispirare da tutte le sue magie sonore?

10 – SOMETHING FOR THE WEEKEND

1996, da “Casanova”

Orchestra completa alle spalle di Neil e l’ispirazione melodia ne tra conforto e abbellimento estremo. L’album si apre con questa delizia irresistibile e poi prosegue su livelli altissimi. Verrebbe quasi da dire che siamo dalle parti del disco della carriera.

9 – LUCY

1993, da “Liberation”

Mi ha sempre portato alla mente Morrissey questo brano che chiude l’album “Liberation”. Praticamente niente orchestrazioni, se non un corno finale, ma anzi, qui prevale un guitar-pop dolce e classicissimo.

8 – NATIONAL EXPRESS

1990, da “Nowhere”

Il numero degli album continua ad aumentare e finalmente il successo inizia ad arridere al nostro Neil, ma il merito è tutto suo, ovviamente con canzoni travolgenti come questa “Nation Express”, che è davvero scoppiettante, incalzante e travolgente come uno di quei viaggi in treno che fai con gli amici in cui ti diverti un mondo.

7 – IF I WERE YOU

1997, da “A Short Album About Love”

Poteva non realizzare un disco sull’amore il buon Neil? E lo fa in modo superbo. In quell’anno ben pochi album furono più intensi e struggenti di questa perla targata Divine Comedy. Troppo facile piazzare l’accattivante singolo “Everybody Knows (Except You)”, in questo lavoro spicca la magia di “If I Were You (I’d Be Through with Me)” che è un ballata struggente, poi diventa bossa nova e poi ha un climax che è roba da Frank Sinatra in paradiso. Pelle d’oca.

6 – PERFECT LOVESONG

2001, da “Regeneration”

A distanza di tanti anni ancora non ho capito se a questo disco voglio bene o male. Io quando vedo il nome di Nigel Godrich inizio ad avere l’orticaria e infatti la sua mano permea il lavoro. Neil sapeva bene a cosa andava incontro, ci mancherebbe. Certo che come fai a non citare una delizia come “Perfect Lovesong”, perfetta fin dal titolo.

5 – A LADY OF A CERTAIN AGE

2006, da “Victory For The Comic Muse”

Mi era piaciuto “Absent Friends”, ma forse lo avevo apprezzato molto per un ritorno massiccio alle costruzioni orchestrali più che per i brani veri e propri. Diciamo che la cura per la forma era altissima, ma la sostanza a volte non mi convinceva (sia chiaro, le perle non mancano!!). In questo “Victory For The Comic Muse” invece tutto fila alla meraviglia e l’ispirazione è altissima. La pelle d’oca arriva nella storia di questa aristocratica inglese, tratteggiata con garbo e stile assoluto dal nostro dandy Neil, che non esagera con gli arrangiamenti, ma piazza questi magnifici archi da pelle d’oca.

4 – AT THE INDIE DISCO

2010, da “Bang Goes the Knighthood”

Da frequentatore di questo “indie disco” io non posso che mettermi in ginocchio e ringraziare Dio (cioè Neil) per aver scritto questa magnifica elegia, trattaeggiata con una raffinatezza melodia pazzesca.

3 – THE LOST ART OF CONVERSATION

2010, da “Bang Goes The Knighthood”

Divertimento “beatlesiano” per il nostro Neil che si diverte un mondo (e ci fa divertire) con la sua ironia contagiosa.

2 – CATHERINE THE GREAT

2016, da “Foreverland”

Ci sono voluti sei anni dal precedente album, ma “Foreverland” non delude affatto le attese e le aspettative a partire da questa delizia, che fonde ovviamente il gusto orchestrale a qualcosa di più semplice, floreale, solare e pop. Le sapienti mani di Neil Hannon rendono oro tutto quello che toccano.

1 – THE FROG PRINCESS

1996, da “Casanova”

Che delizia. Questo è zucchero filato, questo è un dolce pop di quelli che non vorresti mai smettere di assaggiare. Mi vengono i lacrimoni ogni volta che la sento, che posso farci? Dannato Neil, ti voglio bene.

 

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