“SIAMO DAVVERO SORPRESI DALL’INTERESSE COSI’ GRANDE PER LA NOSTRA MUSICA”: CE LO RACCONTANO I BLANKENBERGE

 
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12 maggio 2019
 

Per descrivere il nuovo album dei russi Blankenberge mi sono sbilanciato, usando termini come “incanto” e “pietra miliare“. Non sono affatto pentito di averlo fatto, anche a distanza di un po’ di giorni dalla mia recensione. Non smetto di ascoltare questo “More” e lo ritengo realmente una delle uscite più belle e importanti di questo 2019, non solo in ambito shoegaze.

Io voglio ringraziare con tutto il cuore Daniil Levshin e Yana Guselnikova, rispettivamente chitarra e voce della band, per aver trovato il tempo di rispondere alle nostre domande, pur essendo impegnati nel tour europeo con gli amici Live On Venus. Grazie davvero.

Ci sono band che usano Facebook e social network per annunciare un disco con largo anticipo. Invece voi avete annunciato “More” solo pochi giorni prima dela pubblicazione, facendo una grande sorpresa ai vostri fan. Come mai?
Daniil: Non penso che ogni band debba “fare rumore” in merito alle loro nuove cose. Abbiamo pubblicato l’album quando era pronto e non abbiamo utilizzato trucchi commerciali o cose simili. Volevamo pubblicarlo prima del tour e ce l’abbiamo fatta.
Yana: Semplicemente, volevamo davvero condividerlo con il mondo il prima possibile, quando fosse stato pronto.

Mi piace molto la frase “La nostra musica è ispirata ai suoni della natura”, che trovo sulla vostra pagina Facebook.
Puoi spiegarmi meglio come la natura influenza la vostra musica?

Daniil: La natura mi affascina. È così enorme, forte e allo stesso tempo così fragile e deve essere protetta. È sincera e pulita: mi piace osservare come, uscendo, anche noi stessi sembriamo quasi diventare, a nostra volta, sincerti e puliti. La nostra prima canzone è stata ispirata dalla natura, ovvero il mare e la costa della città di Blankenberge, i suoi gabbiani e le sue onde, e tutto questo riflette ancora sulla nostra musica.
Yana: Mi piace il suono delle onde e tali rumori naturali sono una grande fonte d’ispirazione. Cerco anche di esprimere i miei pensieri su ciò che ho letto in un libro di Eric Fromm, “To Have Or To Be”. C’era una storia su un fiore: cosa è meglio, se sceglierlo e portarlo a casa o lasciarlo al suo posto e goderne semplicemente la sua bellezza. Tali pensieri sul genere umano e sulla natura spesso mi ispirano per creare i miei testi.

Sbaglio o in questo disco avete deciso di seguire la via dell’auto-produzione totlae (nessuna compagnia discografica questa volta)?
Yana: Tutte le registrazioni della nostra musica in questo momento sono state “sponsorizzate” solo da noi stessi. Produciamo anche cassette e CD per le vendite su Bandcamp, qui in Russia. L’uscita in vinile di “Radiogaze” era stata gestita da una grande etichetta, Elusive Sound. Quella è stata un grande collaborazione. I vinili erano incredibilmente belli. Non sappiamo ancora se ptremo realizzare vinili anche per “More”, il tempo ce lo dirà.

Quali sono le maggiori differenze, in termini di songwriting e registrazione, secondo te, rispetto al disco precedente? Mi sembra che i suoni siano diventati più ben rifiniti, forse c’è meno fragore…
Daniil: Ci sono molte differenze. Prima di tutto, più della metà della musica che ho scritto, l’ho fatto in due settimane, quando ero in vacanza l’estate scorsa. Per due settimane sono stato impegnato solo con l’album ed è stato bello. In secondo luogo, abbiamo deciso di registrare tutta la musica nel nostro studio, che usiamo per le prove, usando le attrezzature che abbiamo negli spettacoli dal vivo. Abbiamo avuto più tempo e più libertà, cose che ci hanno aiutato nel processo di registrazione.

Posso dire che “Go” è una canzone che mi lascia senza parole? Una corsa shoegaze che diventa improvvisamente una “lezione post-rock”. Giuro che penso sempre ai Ride che fanno una jam con gli American Football. Sono pazzo? Ma la canzone è nata davvero così?
Daniil: Volevo fare una traccia veloce e tecnicamente interessante, con una batteria potente. Ho lavorato molto su questa canzone e durante la registrazione mi sono letteralmente inventato un suono personalizzato. In una parte da solista ho usato il pedale “peggiore” fra quelli con cui di solito suono e mi piace molto. Pensa che il nome iniziale di questa traccia era “Football”.
Yana: Per me non è stato così facile scrivere testi per questa canzone. Ero un po’ confusa quando Daniil mi ha mandato un demo. Ho detto qualcosa come: “Non è nemmeno shoegaze o dreampop o qualcosa del genere…che diavolo è?!“. Lui però ha insistito sul fatto che avremmo dovuto includere il brano nell’album e, alla fine, mi piace molto il risultato. Penso che questa sia una canzone che rende l’album più sperimentale e ancora più interessante.

“Waves” è, forse, la canzone più dolce e toccante che voi abbiate mai scritto. Sembra davvero di essere cullati dalle onde. Posso dirvi che ogni volta che la sento, mi commuovo perché penso alla mia infanzia e ai miei cari che non ci sono più?
Daniil: Sì, in effetti questo brano è stata concepito come una transizione verso qualcosa di più lento dopo il rumore di “Go” e lo fa a dovere. Durante la registrazione delle chitarre il nostro soundengineer si è addormentato (ride). Abbiamo registrato il basso con l’effetto “Freeze” usando, il pedale “Big Sky” e questa è la mia parte preferita in questa traccia, dopo quelle voci ariose.
Yana: Grazie! Abbiamo deciso di non scrivere testi veri e propri per questa canzone e ho usato le note per identificare cosa e quando devo cantare. La voce qui è davvero un altro strumento.

In “Until The Sun Shines” appare un magnifico sassofono. È qualcosa che non mi aspettavo. come è nata questa idea?
Daniil: Mi è proprio venuto in mente che qui avrebbe dovuto esserci una linea di sassofono. È successo mentre ascoltavo le chitarre rumorose: tra il rumore ho improvvisamente “sentito” il sassofono. Ho abbozzato la melodia nell’applicazione “Garage band” e poi abbiamo invitato il tutto a un nostro amico, che suona molto bene su questo strumento. Mi piace davvero la resa sonora.
Yana: Conosciamo Vladimir Luchansky (che suona il sassofono in questa traccia) ormai da molti anni. È un musicista di grande talento. Dopo essersi unito a noi nel nostro precedente tour europeo (un anno fa), con il suo progetto ambientale Bisamråtta, ci è nata l’idea di portare il suo talento nella nostra musica.

C’è qualcosa di particolare che succede nello studio che ci vuo raccontare?
Yana: Quando siamo in studio e sto registrando la voce per la canzone successiva, ecco che a volte ho un’ispirazione e registriamo qualcosa dal nulla. Per esempio, ho registrato così la parte vocale per il coro di “Look Around”, mi è venuta proprio in studio e abbiamo detto: “Perché no“. Mi piace molto come suona ora. Penso che anche i ragazzi abbiano molte di queste esperienze che confluiscono nella nostra musica.

Proprio su una meravigliosa recensione italiana, scritta da un amico, ho letto una frase molto bella e importante, che considero esatta. Dice che è ora di smettere di fare paragoni con i dischi shoegaze degli anni ’90, perché in realtà un album come il tuo è pronto per essere un nuovo metro. Ma, oltre al tuo, credo che, in questi ultimi anni, molti album siano effettivamente usciti e possano impostare nuove coordinate shoegaze per gli anni 2000. Cosa pensi?
Daniil: Sulla mia chitarra non c’è tremolo e non riesco a fare la metà dei suoni prodotti dalle icone di questo genere. Ma sono davvero ispirato dal loro “bellissimo rumore” e questo mi aiuta a trovare il mio suono.
Yana: Sono una persona molto conservatrice, ma non mi sento a mio agio quando un sacco di gruppi suonano allo stesso modo, più e più volte, solo per fare “vero shoegaze”. Siamo tutti diversi e dobbiamo mettere in musica qualcosa della nostra personalità, non c’è bisogno di copiare nessuno. Ad esempio, ti posso dire che non mi piace solo la musica shoegaze e tutti i membri della band hanno gusti musicali diversi e questo fa si che noi non risultiamo molto simili ad altri.

Mi piace molto la copertina del disco. Ha un’inclinazione quasi anni ’80. Che ne dici? Sembra un po’ riprendere lo stile minimalista della copertina del lavoro precedente…
Daniil: Abbiamo creato la copertina da soli, l’ho disegnata e altri mi hanno aiutato con le idee. Mi piace il minimalismo architettonico e monumentale, così come i colori vivaci. Sono stato ispirato dai film di Wes Anderson. Mi è piaciuto dedicare del tempo a questa cover.
Yana: Si, è vero, è molto minimalista e colorata, penso che la sua luminosità rifletta la musica che è dietro a quella copertina.

Siete in tour con i Life On Venus. Adoro il loro nuovo EP. Mi sembra proprio che siate dei buoni amici…
Daniil: Ci conosciamo molto bene e abbiamo iniziato a suonare quasi contemporaneamente.
Yana: È sempre un piacere trovare qualcuno con uno stile e un gusto simili al tuo, non solo nella musica, specialmente quando vivono non così lontano da te. Siamo molto felici che in Russia ci siano band come i Life on Venus e siamo felici di suonare insieme a loro.

Posso dirti che la versione “glitter gold” della cassettina è adorabile? Peccato sia già andata esaurita! Anche i CD in edizione limitata e numerati a mano sono già esauriti. Vi aspettavate tutto questo entusiasmo?
Yana: Onestamente no, siamo rimasti sorpresi da un così grande interesse per la nostra musica, ne siamo davvero molto grati.

Grazie ancora ragazzi. C’è una canzone che vi piace particolarmente e che possiamo usare come colonna sonora per concludere questa intervista?
Yana: Grazie a voi. C’è una canzone che ci piace ascoltare di recente, è dei Radiohead: “Everything in its right place”.

 

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