BIG THIEF
U.F.O.F.

[ 4AD - 2019 ]
6
 
Genere: indie-folk
Tags: ,
 
13 maggio 2019
 

I Big Thief sono arrivati alla svolta. Il loro terzo LP ha già un posto assicurato ai piani alti delle liste di fine anno di qualsiasi sito musicale ed è uno dei dischi che ha generato più interesse finora nel 2019.
Eppure per me “U.F.O.F.” è il loro lavoro meno riuscito.

Se prima la band di Brooklyn sembrava avere chiara la propria personalità e la propria direzione, qui incappa in una crisi d’identità che lascia interdetto l’ascoltatore.
Adrianne Lenker modella la sua voce in modo completamente diverso quasi per ogni singola canzone e la conseguenza è una mancanza di credibilità, soprattutto ripensando alle sue performance passate dove la vulnerabilità e la verità erano uno dei punti di forza principali.
Si sentono i Cocteau Twins, i Blonde Redhead, Joni Mitchell, ma non si sentono i Big Thief. Se l’obiettivo era assomigliare a qualcun’altra mancano astio, sensualità e convinzione.

L’opener “Contact” è il momento più interessante del disco soprattutto nel breakdown finale tra urla e grunge. Anche la seconda traccia, che dà il titolo al disco, prosegue bene.
Da lì in poi parte una sfilza di canzoni che passano senza lasciare il segno e, a volte, addirittura annoiano.
L’unico altro sussulto è “Jenni” dove si tornano a sentire almeno in parte le viscere del gruppo.

In “Masterpiece” e “Capacity”, i loro primi due album, i Big Thief invitavano a un ascolto attento e ripetuto. In alcuni casi si arrivava a cantare a squarciagola i loro pezzi.
Con “U.F.O.F.” questo non succede, non ci sono canzoni che rimangono impresse né per facilità d’ascolto né per coinvolgimento emotivo. È un lavoro senza mordente che non spicca nemmeno per l’atmosfera creata ed è un peccato.

Credit Foto: Michael Buishas

Tracklist
1. Contact
2. U.F.O.F.
3. Cattails
4. From
5. Open Desert
6. Orange
7. Century
8. Strange
9. Betsy
10. Terminal Paradise
11. Jenni
12. Magic Dealer
 
 

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