OGGI “NON è PER SEMPRE” DEGLI AFTERHOURS COMPIE 20 ANNI

 
13 maggio 2019
 

Afterhours anno zero ovvero il coraggio di cambiare strada. Archiviati gli anni ottanta cantando in inglese, dopo la rabbia tutta italiana di “Germi” e il sarcastico rock di “Hai paura del buio?” Manuel Agnelli, Giorgio Prette, Xabier Iriondo e Andrea Viti potevano chiudere il cerchio con un disco simile a quanto fatto in passato. “Non è per sempre” invece è stato un punto di svolta per la band milanese, che si apriva alla contaminazione con l’uso di elettronica e effetti vintage anni sessanta – settanta grazie all’impegno di un chitarrista di razza come Xabier Iriondo e trovava nuove chiavi armoniche con Dario Ciffo al violino e Roberta Castoldi al violoncello.

Tredici canzoni molto varie negli arrangiamenti, destinate a regalare il primo grande successo agli Afterhours che ormai stavano abbandonando i panni della band di culto per diventare uno dei gruppi più discussi, amati e copiati del nuovo millennio grazie alle staffilate di “La verità che ricordavo” e al falsetto estremo di “Non si esce vivi dagli anni ’80”, alle melodie tossiche di “Baby Fiducia” e agli archi della title track (pop o non pop che fossero). Più nascoste tra le note di “Non è per sempre” c’erano le tentazioni orientaleggianti di “Oppio”, i vortici dolorosi di “Tutto fa un po’ male”, un’estate (psichedelica) che “ci cola tra le gambe” e l’ “Oceano di gomma” della tossicodipendenza in cui si perde Roby.

Impossibile scordare l’ironia brutale dei testi di Agnelli che, reduce dall’esordio come scrittore ne “I racconti del tubetto”, raggiungeva un alto livello di maturità vocale e compositiva descrivendo personaggi femminili con la curiosità dell’uomo che vuole capire di più e guardava Milano con occhi diversi, raccontando la città notturna vista dalla circonvallazione esterna (chiaro omaggio ai Suicide) e quella disumana, deludente di “L’inutilità della puntualità”.

Quattro e mezza di mattino per la radio / Sono troppo triste e il dj non mi parlerà Sembra avere tutto così chiaro questo scemo / Sembra sempre una sola la realtà”. Non era per sempre ma funziona ancora, dopo vent’anni.

“Non è per sempre”
Data di pubblicazione: 13 maggio 1999
Registrato a: Next Officine Meccaniche (Milano)
Tracce: 13
Lunghezza: 54:18
Etichetta: Mescal
Produttori: Manuel Agnelli, Paolo Mauri, Fabio Magistrali

1. Milano circonvallazione esterna
2. Non è per sempre
3. La verità che ricordavo
4. Oppio
5. Non si esce vivi dagli anni ’80
6. Baby fiducia
7. Tutto fa un po’ male
8. Superenalotto
9. L’inutilità della puntualità
10. L’estate
11. Bianca
12. Oceano di gomma
13. Cose semplici e banali

 

Oggi “Roman Candle” di ...

La musica di Elliott Smith è essenziale, nel senso che il cantautore americano riuscì ad esprimere sé stesso, il suo mondo, le sue ...

Space Oddity: il Kleos, la fama, la ...

Oggi la questione non è tanto quella di poter esprimere ciò che si è davvero, quanto, invece, quella di raggiungere i propri obiettivi di ...

Oggi “Happy Sad” di Tim ...

“Happy Sad” è un ossimoro, un contrasto che ben descrive l’anima di un artista complesso come Tim Buckley. L’anima o meglio le ...

Oggi “This is What You ...

Johnny Rotten era insoddisfatto dei Sex Pistols e stanco delle richieste di Malcolm Mc Laren, il “borghese anarchico” del punk. ...

Oggi “The B-52’s” dei The ...

I B-52’s, oggi e da adesso in poi, nell’articolo, senza l’apostrofo, sono una delle band che ho più amato nel periodo ...