THE GET UP KIDS: LA TOP 10 BRANI

 
di
13 maggio 2019
 

di Massimo Fiorio

Ho scoperto i Get Up Kids poco dopo l’uscita di “Something to write home about”: un amico mi aveva prestato una cassetta (copiata) e, quando l’ho messa nello stereo, è partita subito “Out of Reach”. Amore immediato. Preparare questa Top 10 è stato più semplice del previsto, una volta deciso che fosse cosa buona, giusta e socialmente accettata mettere cinque canzoni dallo stesso disco.
Le metto in ordine cronologico perché metterle in ordine di preferenza sarebbe impossibile (comunque la più bella è “Holiday”).

DON’T HATE ME

1997, da “Four Minute Mile”
Un disco che ho scoperto e iniziato ad apprezzare tardi. Con un ritornello così questa non poteva non finire in Top 10.

HOLIDAY

1999, da “Something to write home about”
Forse i migliori primi sette secondi di sempre” scrivevo undici anni fa nel mio blog parlando di questa canzone. Oggi la penso nello stesso modo, ma non è che i secondi seguenti siano tanto peggio. La loro miglior canzone.

ACTION & ACTION

1999, da “Something to write home about”
“Every mistake that I make I couldn’t have made without you”. I testi dei Get Up Kids sono tra i pochi testi che ho imparato a memoria (o quasi) nel XXI secolo.

OUT OF REACH

1999, da “Something to write home about”
La canzone che me li ha fatti conoscere, la canzone che a Bologna, la prima volta che li ho visti dal vivo, è stata introdotta dalla frase “best crowd of the whole tour“, prima di essere cantata a squarciagola da tutti. Pelle d’oca (la sto riascoltando ora su YouTube, ovviamente). Momento più emozionante degli anni ’00 dopo il gol di Grosso.

MY APOLOGY

1999, da “Something to write home about”
Ho sempre avuto un debole per questo pezzo, credo dipenda dal primo verso, così, senza musica. Nel primissimo periodo (quando ancora ascoltavo la cassetta copiata dall’amico) era la mia preferita assieme ad “Out of Reach” e “Holiday”.

I’M A LONER DOTTIE,  A REBEL

1999, da “Something to write home about”
Quando in concerto attaccano con “Come tomorrow I’ll be on my way back home” è sempre un momento molto bello, speriamo di viverlo anche in questo imminente tour italiano.

HIGH AS THE MOON

2002, da “On A Wire”
Non sottovalutato come “Guilt Show” ma diciamo che “On a wire” ha quantomeno avuto la sfiga di arrivare dopo “STWHA”. E invece è zeppo di melodie memorabili e i soliti testi bellissimi.

CAMPFIRE KANSAS

2002, da “On A Wire”
File under: melodie memorabili.

MARTYR ME

2004, da “Guilt Show”
Da una chat del 2014 con uno dei miei migliori amici:
– Sto ascoltando Guilt Show, ******* che disco. Sei d’accordo con me che l’ultimo (“There are rules”, ndM) è una merda, spero.
– “Guilt show” è l’ultimo disco dei Kids, regola di sopravvivenza di base
– Esatto
– “MARTYR ME”
– LA STO ASCOLTANDO ORA

SATELLITE

2019, da “Problems”
La canzone che mi ha fatto dimenticare l’ultimo disco e pensare “oddio, oddio, son tornati i Get Up Kids di “STWHA”“. Il disco è effettivamente bellissimo.

 

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