BAD RELIGION: LA TOP 10 BRANI

 
20 Maggio 2019
 

Alcune band non hanno mai nascosto il loro impegno sociale e politico ed i Bad Religion sono, da sempre, un esempio in tal senso. Il loro recente “Age Of Unreason“, oltre a consentirmi di proporvi dieci brani, per me interessanti e significativi, dal loro vasto repertorio, consente a tutti noi di riflettere sul legame che può instaurarsi tra arte e politica, con particolare riferimento al punk-rock che, probabilmente, tra le diverse espressioni musicali, è quella più diretta e coinvolgente per trasmettere il proprio messaggio al pubblico.

LOS ANGELES IS BURNING

2004, da “The Empire Strikes First”
Quanto ci mette oggi una vita a consumarsi sotto i riflettori della celebrità? La nostra nuova Mecca sono i media: spacciano le loro menzogne e ci rendono completamente assuefatti alla loro visione artefatta e patinata della realtà. Pensiamo che la tecnologia ci possa proteggere, che questa enorme quantità di informazioni ci renda sempre più liberi di poter scegliere e decidere il nostro futuro. Ma si tratta di bugie a cui ci fa piacere voler credere; sappiamo benissimo che si tratta solo di merda che stiamo nascondendo sotto il tappeto delle nostre belle villette con giardino, delle nostre Malibu artificiali, che, prima o poi, prenderanno inevitabilmente fuoco.

A WALK

1996, da “The Gray Race”
Di tanto in tanto qualcuno apre gli occhi; si rifiuta di chiudere la porta di casa, fingendo che fuori vada tutto bene; ha la forza di uscire per le strade ed andarsene in giro – con il cuore e con la mente – piuttosto che restarsene tranquillo nella gabbia di uno zoo. Queste persone sono, di conseguenza, guardate con sospetto e messe ai margini della società; si tratta dei mostruosi reprobi, degli uomini cattivi, dei sudici, dei pigri, degli indegni, dei reietti, dei pazzi.

AMERICAN JESUS

1993, da “Recipe For Hate”
Tutti hanno il loro bravo predicatore televisivo; tutti cercano di promuovere la loro giusta fede; tutti sognano di esser parte della nazione di Dio; ed allora perché tu ti ostini a non accettare la benedizione del nostro Gesù Americano? Quello dei grandi spazi e delle interstatali che attraversano il ventre molle del paese; quello che costruisce muri e pretende consensi; quello che commercia petrolio e democrazia; quello che renderà sempre più dolce il nostro sangue ed amara la nostra libertà.

ATOMIC GARDEN

1992, da “Generator”
In fondo siamo la nazione della gelatina e degli hippy incazzati; la nazione del 4 Luglio e delle bombe intelligenti che rischiarano il cielo notturno; la nazione che resterà per sempre fedele alle sue pinups ed al suo Natale in famiglia. Perché continui a prenderti così sul serio? Non capisci che è tutto un gioco, una grande farsa, un enorme giardino, un eterno weekend, dove troverai sempre qualcosa che ti tirerà su il morale?

THE KIDS ARE ALT-RIGHT

2018, da “The Kids Are Alt-Right” single
Non guardare sempre il lato oscuro delle nostre esistenze; ci saranno sempre dei nuovi nemici da odiare e qualcuno a cui dare tutta la colpa; cosa ti ha insegnato finora la Storia? Non si tratta di nazionalismo, non si tratta di populismo, non si tratta di retorica fascista, siamo semplicemente noi; noi e le nostre belle tradizioni, le nostre donne ed i nostri bambini, i nostri genitori e le nostre strisce, le nostre stelle e le nostre pistole.

INFECTED

1994, da “Stranger Than Fiction”
Forse sei malato, sei infetto e dovresti essere curato. È inutile che ti chiudi nel tuo mondo doloroso e sofferente, in quelle canzoni che credi ti piacciano tanto. Abbiamo la cura adatta: le leggi da rispettare, le verità in cui credere, i libri da leggere, i film da guardare e persino le preghiere da sussurrare, la sera, prima di addormentarti e se non riuscirai a prender sonno abbiamo anche le medicine giuste per te.

THE STREETS OF AMERICA

1996, da “The Gray Race”
L’ostinazione non è mai stata la strada giusta, dunque fidati del Sistema e lascia che altri scelgano per te. Non guardare più al remoto passato; agli uomini ed alle donne che, con fatica e sacrificio, hanno tentato di costruire un mondo migliore. Non c’è più nulla oggi: solo il cemento e l’acciaio dei nostri grattacieli, l’asfalto ed il catrame nero delle nostre grandi strade, sono loro il vero ponte che unirà questo presente al futuro.

ANESTHESIA

1990, da “Against The Grain”
Vuoi conoscere cosa c’è dietro la maschera? Non ci sono paradisi e l’amore è semplicemente passeggero, una promessa che nessuno è in grado di mantenere. Quindi, prendi la tua moneta ed inseriscila nella slot machine del nostro fottuto sogno Americano. Hai sentito gli spari? Dicono che una ragazza gentile abbia ucciso qualcuno. Dunque, credi ancora all’amore?

FUCK ARMAGEDDON… THIS IS HELL

1982, da “How Could Hell Be Any Worse?”
Pensi, allora, ancora all’amore? Pensi che il governo, questo nostro governo, voglia davvero il bene della collettività? Che ne dici dello smog? Del veleno nell’acqua e nell’aria? Di tutte quelle bugie che ti dicono indossando le loro maschere pulite, sorridenti e rassicuranti? È semplicemente questo l’inferno, amico mio, faresti bene a rendertene conto, prenderti il meglio ed agire di conseguenza; se c’è mai stata una battaglia, un tempo, sono sicuro che l’abbiamo già persa.

21st CENTURY (DIGITAL BOY)

1994, da “Stranger Than Fiction”
Credimi oppure no, cosa vuoi che importi? Il tempo andrà avanti comunque, un secolo dopo l’altro: il diciannovesimo, il ventesimo, il ventunesimo… Ci saranno sempre gli intellettuali e la povera gente, droghe e giocattoli di ogni tipo, ci sentiremo sempre sicuri nei nostri bei giardini atomici, crederemo ai soliti governanti, berremo litri e litri di Valium e, di tanto in tanto, fisseremo delle luci attraversare il cielo notturno. Comete? Bombe? Missili? Stelle cadenti? Napalm su Los Angeles? O solamente l’immaginazione di qualcuno che vorrebbe sentirsi, almeno per una volta, disperatamente vivo?

Credit Foto: Alice Baxley

 

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