THE FLAMING LIPS : LA TOP 10 BRANI

 
22 maggio 2019
 

Inganniamo l’attesa di “King’s Mouth”, nuovo album dei Flaming Lips che dopo il rapidissimo sold out dell’edizione limitata uscita il tredici aprile scorso (Record Store Day) verrà pubblicato in tutti i formati il 19 luglio, compilando una Top 10 dedicata alle psichedeliche imprese della band.

Classifica ovviamente parziale visto l’alto numero di album, EP di vari colori e fattura, collaborazioni, spin off, colonne sonore etc. etc. finora pubblicati e la costante evoluzione musicale e sonora che ha caratterizzato la carriera dei Flaming Lips (oltre ai numerosi cambi di formazione). I quattro CD di “Zaireeka” non sono tra i dieci perché meriterebbero un discorso a parte.

10 – FREE RADICALS (A HALLUCINATION OF THE CHRISTMAS SKELETON PLEADING WITH A SUICIDE BOMBER)

2006, da “At War With The Mystics”

I Flaming Lips più divertenti, psichedelici col falsetto incorporato.

9 – TURNING VIOLENT

2013, da “The Terror”

Il brutale assalto sonoro dei Flaming Lips pre – Miley Cirus. Oscuri, potenti, elettronici, con quell’aria un po’ profetica che gli donava suvvia.

8 – WITH YOU

1986, da “Hear It Is”

Primo album, esordio alla voce di Wayne Coyne dopo l’uscita dal gruppo del fratello Mark. Flaming Lips giovani ma già trascinanti, sound scarno con un crescendo distorto su base acustica che anticipava le pazzie future …

7 – RIGHT NOW

1989, da “Telepathic Surgery”

Terzo album e nuovi segni di psichedelico impazzimento con il torturatissimo, tagliente assolo di chitarra che accompagna “Right Now”, figlio ribelle dei riff che popolavano “Oh My Gawd!!!” del 1987 (altro assente giustificato per motivi di spazio).

6 – MOUNTAIN SIDE

1990, da “In a Priest Driven Ambulance (Whit Silver Sunshine Stares)”

Arrivano gli anni novanta e i Flaming Lips si scatenano con il loro album “religioso”. “And I’m holding your electric toaster while standing in your bathtub of love” diventa l’equivalente del correre con le forbici in mano di qualche decennio prima

5 – TALKIN’ BOUT THE SMILING DEATHPORN IMMORTALITY BLUES (EVERYONE WANTS TO LIVE FOREVER)

1992, da “Hit to Death in the Future Head”

Primo album per la Warner Bros. e i Flaming Lips si presentano così. Più melodici senza rinunciare alle psichedeliche stranezze, con un video ufficiale divertente e originale.

4 – SUPERHUMANS

1993, da “Transmissions from the Satellite Heart”

L’album della svolta pop rappresentata al meglio da “Turn It On”, “She Don’t Use Jelly” e “Be My Head” che hanno finito per mettere in ombra brani come “Superhumans” o “Lips Moth in the Incubator”

3 – ALL WE HAVE IS NOW

2002, da “Yoshimi Battles the Pink Robots”

“Yoshimi” non combatte solo con i Robots ma anche contro “The Soft Bullettin” e “Clouds” per il podio. Il lato più soft dei Flaming Lips, sempre presente ma mai così in evidenza.

2 – GUY WHO GOT A HEADACHE AND ACCIDENTALLY SAVES THE WORLD

1995, da “Clouds Taste Metallic”

Il brano in cui le diverse anime dei Flaming Lips si sono fuse arrivando a un instabile psichedelico equilibrio.

1 – RACE FOR THE PRIZE

1999, da “The Soft Bulletin”

Una versione diversa di “Race For The Prize”, non quella dal vivo ormai classica con Wayne Coyne che fa crowd surfing nell’altrettanto classica Space Ball. Video tratto da “Live La Fantastique De Institution 2011” che faceva parte dell’ EP “Gummy Song Skull”. Medaglia d’oro doverosa per onorare uno degli album più maturi, sofferti e riusciti della band.

BONUS TRACK # 1 – SEE THE LEAVES

2009, da “Embryonic”

“Embryonic” si è giocato a lungo un posto in classifica con “At War With The Mystics” e una citazione la merita. “See The Leaves” in una grintosa versione televisiva suonata al David Letterman Show.

BONUS TRACK # 2 – THE SWITCH THAT TURNS OFF THE UNIVERSE

2006, da “The Soft Bulletin Companion / The Soft Bulletin 5.1”

E se la vera chicca discografica dei Flaming Lips non si trovasse tra EP e raccolte ma in una John Peel Session di fine millennio? “The Switch That Turns Off The Universe” è una splendida ballata suonata alla corte dello storico DJ della BBC (insieme a altri due inediti “We Can’t Predict The Future” e “It Remained Unrealizable”) poi inserita nel DVD “The Soft Bulletin 5.1” del 2006.

Credit Foto: George Salisbury

 

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