MORRISSEY: LA TOP 10 BRANI

 
23 maggio 2019
 

Non manca molto per l’uscita del nuovo lavoro del nostro buon Morrissey  e ne approfitto per presentare la mia personalissima classifica dei suoi migliori brani.
Morrissey  nella sua carriera solista è stato una specie di colonna sonora per molti, e da ogni sua nuova uscita ci si aspetta sempre qualche brano indimenticabile, bene questi sono i miei, God Save the Moz.

10 – REDONDO BEACH

2005, da “Live at Earls Court”

Sta per uscire “California Son” album di cover e mi sembra giusto riservare un posto a una sua vecchia cover. Morrissey ne ha fatto molte ma questa è la mia preferita, il brano di Patty Smith contenuto nel suo album di esordio “Horses”, gli si addice in modo particolare  anche per il testo, il suicidio di una ragazza innamorata a trasformare una luogo  di vacanza in un incubo.

9 – ALL YOU NEED IS ME 

2008, da “Years of Refusal”

Scritta insieme a Jesse Tobias, chitarrista per  Red Hot Chili Peppers e Morrisette, è tra i suoi brani più spiritosi e allegri, ebbene si, in fondo è questo l’amore arrabbiarsi, litigare, a volte non piacersi, ma non desiderare altro .

8 – JACK THE RIPPER 

1993, da “Beethoven was Deaf”

Pubblicata per la prima volta sul lato B del singolo  “Certain People I Know” e scritta dal suo storico chitarrista Boz Boorer, in molti ci hanno visto un chiaro riferimento al celebre serial killer londinese a colloquio con una sua vittima, a me è sempre sembrato che Morrissey volesse descrivere metaforicamente la vita fatta di consuetudini ed eventi inaspettati.

7 – LIFE IS A PIGSTY    

2006, da “Ringleader of  Tormentos ”

Su una musica scritta da Alain Gordon Whyte e sotto una pioggia battente che cade su Roma , Morrissey sembra tracciare un testo pessimista sulla vita , ma a leggerlo bene e non lasciandosi influenzare dagli stereotipi su di lui, non e’ poi così vero .

Si può osare e leggerci un’apologia della vita, intesa non come passaggio ma come concatenazione di eventi a volte anche drammatici ma sempre salvati dall’amore “... Every second of my life I only live for you And you can shoot me And you can throw me off a train I still maintain I still maintain“.

6 – INTERESTING DRUG

1990, da “Bona Drag”

Il brano di Morrissey più vicino agli anni dei The Smiths   e non poteva essere altrimenti , scritto da  Stephen Street (che ne curò anche la produzione) e registrato con la collaborazione di ex componenti degli Smiths, Andy RourkeMike JoyceCraig Gannon  e addirittura  Kirsty MacColl ai cori.

I soldi e il potere sono la nuova droga? Chi vuole il potere e chi finirà per ottenerlo? Non è Nostradamus ma ci va vicino “… There are some bad people on the rise They’re saving their own skins by Ruining other people’s lives Bad, bad people on the rise“.

5 – NOW MY HEARTH IS FULL

1994, da “Vauxhall and I”

Ancora Boz Boorer una delle sue canzoni più tristi, un disperato tentativo di attaccarsi a qualcosa pur sapendo che non c’è speranza e che avere un cuore pieno di amore non aiuta mai.

4 – STAIRCASE AT THE UNIVERSITY

2014, da  World Peace Is None of Your Business

Gran bel pezzo scritto da Boz Boorer e con un testo che non lascia grandi spazi all’interpretazione.

Non pretendete troppo dai vostri figli ci dice il buon Moz che, con un tono sarcastico  e irriverente, descrive il suicidio di una studentessa troppo sotto pressione, insomma meglio qualche trenta in meno per qualche sorriso in più.

3 – EVERYDAY IS LIKE SUNDAY

1988, da “Viva Hate

Ancora Stephen Street confeziona per Morrissey un brano stile Smiths per il suo album di esordio, troverà i favori della critica e dei fans .

Un testo sulla solitudine e la malinconia accompagnato da un bel video con protagonista Lucette Henderson, già vista alcuni anni prima nei video  degli Smiths.

2 – FIRST OF THE GANG TO DIE

2004, da “You Are the Quarry

Questa volta è Alain Whyte a tirare fuori dal cilindro un coniglio tutto d’oro, pezzo amatissimo dalla comunità ispanica di Los Angeles e da tutto il Sud America, ha per protagonista Hector cresciuto nella violenza , che ha segnato la sua esistenza e la sua fine, c’e’ molta ironia buttata quà e là che non tutti, a quanto pare, riescono a cogliere.

1 –  OUIJA BOARD, OUIJA BOARD

1990, da “Bona Drag”
Stephen Street e Morrissey per un brano uscito come singolo, si cerca con l’aiuto della famosa tavoletta ouija di contattare un amico morto, ma tutto trattato con ironia e senso dell’umorismo che si rivela nel finale e che ancora una volta non venne colta da tutti, arrivarono  addirittura ridicole accuse  per apologia dell’occulto, alle quali  Morrissey rispose dichiarando che l’unico contatto mai avuto con i morti era stato quando aveva parlato con un giornalista del The Sun.

Nel video sono presenti due attrici famose nel cinema britannico, Joan Sims la veggente e Kathy BurkeAbsolutely Famous ) lo spirito morto.

Credit Foto: Monika Stolarska

 

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