“IL PROSSIMO TOUR SARA’ QUALCOSA DI NUOVO SIA PER NOI SIA PER CHI CI CONOSCE DA ANNI”, CE LO DICE LUCA BERGIA DEI MARLENE KUNTZ

 
29 Maggio 2019
 

Trent’anni di carriera, vent’anni di “Ho Ucciso Paranoia”, un tour che partirà a luglio e toccherà dieci location prestigiose. I Marlene Kuntz non hanno bisogno di presentazione.

Sperimentatori inarrestabili che hanno scritto pagine importanti del rock italiano, con onestà e raffinatezza rare continuano a stupirci e regalarci emozioni forti. Brani che penetrano sotto la pelle e arrivano dritti al cuore.

Con la versione inedita di “Bella Ciao”, interpretata con Skin e uscita lo scorso 25 Aprile, hanno lanciato un messaggio forte e preciso, legato ai tempi che viviamo. Presa di posizione sociale ed etica di una band che non ha mai avuto timore di esprime ciò che pensa.

“Bella Ciao è un canto per la libertà, il canto di tutti. Noi invitiamo le persone ad abbracciarsi, non a dividersi, e la libertà è il presupposto principale per avere lo stato d’animo positivo e buono per farlo. Non si tratta di buonismo, e nemmeno di avere soluzioni in tasca a problemi enormi destinati a diventare sempre più complessi, ma di avere la mente predisposta a sentimenti di pace, a comprendere gli altri, a cercare soluzioni umane per tutti, a mantenere la calma.” 

Abbiamo fatto una chiacchierata molto piacevole con Luca Bergia che con estrema disponibilità e gentilezza ha risposto alle nostre domande e ci ha svelato qualche piccola anticipazione sul prossimo tour.

Ciao Luca, come stai? Come state?

Bene, molto bene, in questo momento siamo in studio. Ci sono tanti progetti a cui stiamo lavorando, alcuni li abbiamo già comunicati sui nostri social, altri non li possiamo ancora svelare.

Un anno importante per i Marlene. Trent’anni di carriera, vent’anni di “Ho Ucciso Paranoia”, dieci città per un doppio live, ci racconti qualcosa di questi Marlene al quadrato?

Sì, ci sono molte celebrazioni. Per come stiamo pensando e articolando lo spettacolo ti posso dire che sarà qualcosa di veramente nuovo sia per noi sia per chi ci conosce e ci segue da tanti anni. Sicuramente le location dove andremo a suonare sono tutte molto suggestive: il Teatro Romano di Ostia Antica a Roma, il Castello di Stupinigi a Nichelino, il Castello di Donna Fugata a Ragusa per citarne alcune. Tutti luoghi molto preziosi, in questi contesti faremo un doppio live: una prima parte in acustico dove perforeremo i brani della nostra carriera più vicini a questo spirito, e poi nella seconda parte partiremo con un concerto elettrico con la celebrazione di “Ho Ucciso Paranoia” dove non mancheranno i pezzi più amati dal nostro pubblico.

Oltre alla bellezza delle location che faranno da cornice a questo speciale doppio live ci dobbiamo aspettare altre sorprese?

Beh certo, ci saranno delle sorprese grazie all’aiuto di Fabrizio Arcuri, regista con cui abbiamo collaborato nel “Castello di Vogelod”, il recente spettacolo che abbiamo portato nei teatri con Claudio Santamaria. Troverete degli inserti di videografica di un regista molto bravo che si chiama Bruno D’Elia alias Mezzacapa . Ci saranno anche altre sorprese che però, al momento, non posso svelarti.

Non vedo l’ora di vedervi, non ci puoi anticipare proprio nulla?

No, non posso. Posso dirti che siamo in forma e anche noi non vediamo l’ora di partire con questo tour, stiamo lavorando su tutti i dettagli. Seguiteci sui nostri social che vi terremo informati nel modo più completo possibile.

Il 25 aprile ci avete regalato la vostra interpretazione di “Bella Ciao”, dove ritroviamo la straordinaria collaborazione con Skin. “Bella Ciao” è un inno alla libertà, con questa canzone lanciate un messaggio forte per i tempi che viviamo, un messaggio di apertura.

Di apertura, esattamente. Come band ci siamo sempre più focalizzati sugli aspetti artistici e meno su quelli politici/sociali. In questo preciso momento storico tutti noi sentiamo una pressione, sentiamo delle pericolose derive di valori. Le stesse parole vengono quasi criminalizzate, certe parole sembra che non si possono più pronunciare. Parole come diritti, umanità, accoglienza, integrazione.

E’ verissimo quello che dici, certe parole sembrano bandite.

Esatto, sembrano bandite. Si respira un clima violento. Abbiamo deciso di reinterpretare “Bella Ciao” per resistere a questa deriva.

La scelta di girare il video a Riace, la sequenza dei volti che scorrono nel video, anche questo mi sembra un messaggio molto intenso e positivo che si oppone ai sentimenti di paura e chiusura che purtroppo respiriamo nel nostro quotidiano. Un video che invita a riscoprire la bellezza nella diversità.

Hai colto il punto, nel video si vedono una serie di volti e ogni volto ha la sua storia, una sua umanità. Diversità che sono tutte preziose e fondamentali. E’ la diversità che ci fa sopravvivere.

Avete deciso di devolvere i ricavati a Riace.

Si alla Fondazione “E’ stato il vento” che si occupa di far rinascere il paese e quindi il modello di integrazione che è diventato famoso in tutto il mondo.

La voce di Skin accanto a quella di Cristiano Godano aggiungono al brano una profondità unica. Come ha reagito quando le avete proposto questo nuovo progetto?

Quando le abbiamo proposto il progetto l’abbiamo sentita subito molto entusiasta e convinta. Sono temi che sente molto vicini. E’ molto agguerrita, è contraria alla Brexit e anche lei avverte un ritorno preoccupante di razzismo, di antisemitismo, omofobia. Siamo molto felici della sua partecipazione e del risultato finale.

Sul vostro profilo facebook pubblicate una canzone al giorno, mi sembra un bel modo di utilizzare i social, facendo restare al centro la musica, condividendo con il vostro pubblico quello che è la musica per voi, gli artisti che vi hanno influenzato e che vi stanno a cuore.

Beh intanto ti ringrazio. Il nostro approdo sul web con i social è stato molto travagliato perché veniamo da un’altra generazione e all’inizio ci sembrava quasi una forzatura. Piano piano siamo riusciti a trovare una nostra chiave di lettura. L’idea della canzone del mattino, della sera, comunque di una canzone al giorno, è di Cristiano che si occupa della comunicazione e molto spesso di creare i contenuti. Si è sviluppata una bella comunità anche quando abbiamo comunicato la pubblicazione di “Bella Ciao” gli haters sono stati pochissimi, non era scontato, e questo mi ha colpito molto.

Come ci siamo detti questo è un anno di celebrazioni importanti per i Marlene. Il tour sarà un viaggio a ritroso nel passato, che sentimenti verranno smossi?

Vorrei evitare la parola nostalgia, abbiamo già fatto la celebrazione di “Catartica” e del “Vile”. Da parte nostra non c’è nessun tipo di attitudine nostalgica, anzi, c’è il piacere di portare sul palco dei dischi che una parte di pubblico magari non si sarebbe potuto godere anche solo per questione anagrafica, di età. Questa cosa la facciamo con tutta la nostra intensità, energia e poesia di musicisti non più venticinquenni ma cinquantenni che però sanno ancora far la differenza sul palco.

Un’ultima domanda, qual’è lo sguardo dei Marlene verso il futuro?

Stiamo pensando al futuro lavorando a un nuovo disco, però non ti posso dire altro, siamo in questa bella fase dove cerchi un tuo mondo nuovo rispetto ai dischi precedenti. Abbiamo sempre spaziato in tante direzioni, toccato mondi diversi collaborando con video-artisti, con la danza contemporanea, con il teatro, con la sonorizzazione di film muti. Abbiamo sempre bisogno di nuovi stimoli che devono essere cercati, ci piace rischiare e buttarci in questi esperimenti nuovi che ci aiutano a scoprire altri mondi e altre dimensioni sonore.

La diversità e la curiosità che ci tengono vivi.

Esattamente, l’alternativa è diventare amebe.

 

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