THE STROKES: LA TOP 10 BRANI

 
di
4 giugno 2019
 

Gli Strokes hanno in programma diverse date per la prossima estate, e qualcuno vocifera anche di un nuovo album in arrivo (l’ultimo, “Comedown Machine”, è addirittura del 2013).

Un esordio col botto, poi un lento declino per Casablancas e soci: amati o odiati, ripercorriamo la loro carriera, in ordine cronologico ma partendo dalle cose più recenti, ordine che collima con la qualità della loro produzione.

10 – ALL THE TIME

2013, da “Comedown Machine”

“Comedown Machine” è abbastanza deludente: non tutto però è da buttare, un pezzo come “All The Time” ha la sua buona dose di energia.

9 – MACHU PICCHU

2011, da “Angles”

Anche “Angles” certo non brilla come lavoro, ma pure in questo caso non tutto è da buttare: “Machu Picchu” è contagiosa ed immediata.

8 – RED LIGHT

2006, da “First Impressions of Earth”

Il terzo album dei newyorchesi divide un po’ la critica, il tiro è sicuramente più debole degli esordi, ma del buono comunque c’è: “Red Light” vede Fabrizio Moretti martellare militaresco, e il pezzo ha il suo magnetismo.

7 – 12:51

2003, da “Room on Fire”

L’hype attorno a “Room on Fire” è a dir poco tremendo, gli Strokes però tengono botta: “12:51”, con la batteria, l’hand clapping e la chitarra di Hammond Jr. a spalleggiare Casablancas, è furba quanto vincente.

6 – REPTILIA

2003, da “Room on Fire”

Tuffo all’indietro nel garage più graffiante à la Television: “Reptilia”, inutile nascondersi, ha il turbo innescato.

5 – THE END HAS NO END

2003, da “Room on Fire”

Le chitarre intrecciate di Hammond Jr. e Valensi sono un marchio di fabbrica dei primi lavori, “The End Has No End” le mette in mostra in modo evidente.

4 – I CAN’T WIN

2003, da “Room on Fire”

Attacco di chitarra semplice quanto calamitante, per un pezzo spensierato e ammaliatore: il resto lo fa la voce di Casablancas, storta e che sembra venire da 1000 pacchetti di sigarette fumati…

3 – HARD TO EXPLAIN

2001, da “Is This It?”

L’esordio degli Strokes, volenti o nolenti, entra nella storia del rock del ventunesimo secolo: il successo è clamoroso. Sia chiaro, Casablancas e soci non hanno inventato niente, ma vanno a punto con facilità disarmante: il primo singolo “Hard to Explain” è volutamente vintage, grezzo, lo-fi, quanto melodico e coinvolgente. Boom.

2 – LAST NITE

2001, da “Is This It?”

Casablancas sfatto, l’aria che si respira è quella da CBGB degli anni d’oro della musica newyorkese, il tiro è garage e libidinoso. Altro centro.

1 – SOMEDAY

2001, da “Is This It?”

Power pop all’ennesima potenza, ammiccante, stonata e scanzonata, divertente e malinconica allo stesso tempo: gli Strokes si prendono il piatto.

Credit Foto: Roger Woolman [CC BY 3.0], via Wikimedia Commons

 

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