“ATTINGIAMO DALLE NOSTRE ESPERIENZE PERSONALI PER SCRIVERE I TESTI DELLE CANZONI.” CE LO DICONO I SONS OF THE EAST

 
9 giugno 2019
 

Formatisi nel 2011, i Sons Of The East hanno pubblicato un paio di EP tra il 2013 e il 2015. La band indie-folk australiana è ritornata con la sua terza prova sulla breve distanza, “Burn Right Through”, il mese scorso ed è ora in Europa in un lungo tour a supporto di essa, che passerà anche dall’Italia per una data (Circolo Magnolia di Segrate (MI) – lunedì 24 giugno). Noi di Indieforbunnies.com abbiamo approfittato di questa occasione per una veloce chiacchierata via e-mail per parlare del nuovo lavoro, del tour, delle influenze e della scena musicale australiana. Ecco cosa ci hanno raccontato:

Ciao, come state? Suonerete a Milano tra qualche settimana: è la vostra prima volta qui in Italia? Che cosa vi aspettate da questo concerto nel nostro paese?

Ciao, è la prima volta che suoniamo nel vostro paese e siamo molto contenti. Ci aspettiamo un bel pubblico che faccia il possibile per divertirsi. Inoltre ci aspettiamo cibo e caffè deliziosi.

Per prima cosa potete essere così gentili da introdurre la vostra band ai nostri lettori?

La nostra band è composta da Dan al banjo e alla chitarra, Nic alle tastiere e alla voce, Jack alla chitarra e alla voce e inoltre ci sono anche il nostro bassista Bart e il nostro batterista Jake.

Il vostro nuovo EP, “Burn Right Through”, è uscito da poche settimane: che significato c’è dietro a questo titolo?

Il nome “Burn Right Through” proviene da uno dei brani presenti su questo lavoro. Lo abbiamo scelto perché pensiamo che possa rappresentare questa nostra nuova collezione di brani, ma ci piace anche lasciare ambiguo il suo significato e tenere aperta la sua interpretazione.

Che cosa è successo nei quattro anni tra l’uscita di “Already Gone” e “Burn Right Through”?

Sono successe molte cose. E’ cambiato tanto per noi nelle nostre vite. Abbiamo anche scritto e registrato molto in questo periodo. Siamo stati a lungo in tour, abbiamo fatto molto surf e abbiamo passato tanti bei momenti.

Quali sono stati i maggiori cambiamenti tra “Burn Right Through” e i vostri lavori passati?

Secondo la nostra opinione, la scrittura è diventata più matura nel suo complesso. Quando abbiamo iniziato a scrivere musica ci piaceva raccontare storie – e ci piace ancora – ma ora ci piace più raccontare le nostre storie e riflettere un po’ di più sulle nostre esperienze. Probabilmente abbiamo anche sviluppato un po’ di più il nostro suono e siamo tornati alle nostre radici, parlando della musica che ascoltavamo mentre stavamo crescendo.

Il vostro nuovo EP sembra trovare le sue origini nella musica folk e country statunitense: quali sono state le vostre principali influenze per “Burn Right Through”?

Abbiamo ascoltato molto The Band, mentre stavamo scrivendo questo nuovo EP, ma ci sono anche molte altre influenze come Crosby Still Nash & Young, Leon Bridges, Al Green e anche molta musica che ascoltavano i nostri genitori come Rolling Stones, Bob Dylan, Fleetwood Mac e The Eagles.

Di che cosa parlano i vostri testi? Sono personali? Da dove avete preso l’ispirazione, mentre li stavate scrivendo?

I nostri testi di solito si basano su delle storie, alcune sono reali, altre, invece, sono immaginarie. Sicuramente attingiamo dalle nostre esperienze personali per scrivere i testi delle canzoni e, in questo senso, tutte le storie dei nostri testi sono uniche, perché sono raccontate dalla nostra prospettiva.

Che cosa ci potete raccontare del vostro processo creativo? C’è una persona in particolare che scrive i testi o la musica o si tratta di un processo collaborativo? Di solito che cosa viene prima, la musica o i testi?

E’ una cosa che varia abbastanza. Alcune volte le canzoni sono completamente collaborative, altre volte, invece, sono scritte in gran parte da una sola persona della band. Non c’è una vera e propria formula su come scrivere le canzoni. Molto spesso scriviamo prima la musica, ma questo puo’ cambiare e capita che a volte testi e musica arrivino di pari passo.

Molte delle vostre canzoni hanno un suono fresco, solare e gioioso: potrebbero essere state influenzate in qualche modo dall’Australia, dal suo clima e dal suo mare?

E’ una cosa che ci piace dire! Siamo così vicini all’Oceano e passiamo molto tempo al mare, quindi è sicuro che ci siano accenni al clima australiano all’interno della nostra musica.

In Australia si è formata una scena musicale molto interessante negli ultimi anni: artisti come Tame Impala, Pond, Courtney Barnett, King Gizzard, Julia Jacklin, Stella Donnelly sono solo alcuni, ma ne potremmo citare ancora tanti altri. Che cosa ne pensate? Siete contenti di farne parte?

Sì, in questo momento c’è davvero parecchia buona musica che viene dall’Australia e siamo molto contenti di fare parte di questa scena musicale. E’ bello vedere così tante band provenienti da questo piccolo paese riuscire a farsi conoscere in giro per il mondo.

Un’ultima domanda: per favore potete scegliere una vostra canzone, vecchia o nuova, da utilizzare come soundtrack di questa intervista?

“It Must Be Luck”.

 

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