NICK CAVE: LA TOP 10 BRANI

 
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14 giugno 2019
 

di Nicola Poffo

Di solito le nostre TOP 10 sono legate a dei richiami con il resente. Un disco o un tour di una formazione ci spingono a riprendere in mano la discografia della stessa band. Per Nick Cave ci siamo detti che, in fin dei conti, non c’era bisogno dello spunto iniziale. Perché Nick Cave è sempre presente…

10 – INTO MY ARMS

1997, da “The Boatman’s Call”

E’ probabilmente la canzone più nota del Nick Cave di “Boatman’s Call” e se non la mettessi riceverei probabilmente molte note di biasimo. Definisce il Nick Cave come lo conosce la maggior parte del pubblico, romantico, melancolico e finalmente redento.

9 – FROM HERE TO ETERNITY

1984, da “From Her To Eternity”

I Bad Seeds sono nati con questa canzone che vedeva il contributo anche dell’allora musa di Nick Cave, Anita Lane. Contiene le influenze selvaggie e viscerali che si smusseranno sempre più con il procedere della carriera dell’artista australiano. Se qualcuno ha inclinazioni cinematografiche può riconoscere la canzone nel film di Wim Wenders “Il Cielo Sopra Berlino” del 1987, dove Nick Cave recita una parte nelle vesti di sè stesso. La canzone stessa rappresenta un po’ anche l’inizio del periodo berlinese di Nick Cave che durò fra il 1983 e il 1989.

8 – MERCY SEAT

1988, da “Tender Prey”

Uno dei classici del repertorio. Fatta e rifatta in mille versioni, rappresenta probabilmente il culmine del periodo “dannato” di Nick Cave & The Bad Seeds. La storia del condannato alla sedia elettrica (il Mercy Seat del titolo) che attende la sua fine tra ritmi ossessivi e riferimenti biblici, è immancabilmente presente in tutti i concerti della band australiana.

7 – LAY ME LOW

1994, da “Let Love In”

Dopo il 1989 Nick Cave lasciò Berlino per sottrarsi ai fantasmi delle dipendenze e seguire l’amore di Viviane Carneiro da cui ebbe un figlio. Il “periodo di redenzione” include tre dischi in particolare, “The Good Son”, “Henry’s Dream” e “Let Love In”. In particolare in questo pezzo, con Nick che si sognava la propria morte e la reazione di tutto l’entourage di stampa/amici che aveva all’epoca. Non uno dei singoli o dei pezzi che si sentono spesso del disco (“Red Right Hand”, per dirne uno), ma fra i più pregevoli della carriera di Nick Cave.

6 – THE CARNY/STRANGER THAN KINDNESS

1986, da “Your Funeral My Trial”

Per questa posizione devo citare due canzoni. In realtà dovrebbe starci tutto il disco “Your Funeral My Trial”, però già mi prendo questa licenza, non è che posso strafare. “Stranger Than Kindness” la voglio ricordare perchè – a mio avviso – dipinge quello che era Nick Cave all’epoca e il motivo è che non l’ha scritta lui. Anita Lane scrisse la canzone con Blixa Bargeld (infatti non la trovate sui libri delle sue canzoni tradotte) che parlava di “qualcosa più strano della gentilezza” e lei che lo amava, probabilmente sapeva cosa voleva dire.
Nick Cave è famoso anche per i suoi temi letterari (ha scritto anche due romanzi di discreto successo).  Questo è il motivo per cui ricordo“The Carny” (a proposito, anche questa canzone fu usata nel “Cielo sopra Berlino”). Si tratta, secondo me, una delle sue canzoni più “berlinesi” e dense di citazioni. Ogni volta che l’ascolto mi viene in mente Bertold Brecht, sarà perché è un po’ una marcetta decadente, ma penso all’Opera da Tre soldi o l’Ascesa e caduta della città di Mahagonny .

5 – DO YOU LOVE ME

1992, da “Do You Love Me”

Avrei voluto/dovuto mettere una canzone da “Henry’s Dream”. Sarà che questo disco non piace molto ai fan o ai Bad Seeds stessi, a tal punto che i suoi pezzi non credo vengano più fatti ai concerti…insomma soprassiedo anche se è un gran bel disco secondo me. Ci aggiungo invece un altro classico, singolo di un disco che abbe forti influenze su band che mi piacque molto anni dopo (Madrugada, tanto per fare un nome). Vi suggerisco anche il video girato a Rio che propone il Nick al top della sua forma.

4 – WHERE THE WILD ROSES GROW

1996, da “Murder Ballads”

Quando uscì questa canzone tutti si accorsero definitivamente di Nick Cave (anche l’ambiente più  mainstream) perchè cantava con Kylie Minogue. Però dato che non si riusciva bene a metterlo a fuoco lo si fece diventare il cantante delle “Murder Ballads”, canzoni che parlano di omicidi (spesso di innocenti fanciulle). Del resto, non aveva l’aria troppo raccomandabile. Certamente è vero, ne ha scritte molte Nick Cave di canzoni in cui qualcuno ammazza qualcun altro,   però non c’era solo questo…questa canzone segna però una tappa fondamentale, per cui la dobbiamo ricordare.

3 – I NEED YOU

2016, da “Skeleton Three”

Se non mettessi il Nick Cave più recente, potrei essere definito un nostalgico, quindi voglio ricordare il suo ultimo sforzo “Skeleton Tree” con “I Need You”, canzone che secondo me è fra le sue più belle nell’ultimo periodo. Qui il Nick Cave iconocalsta o redento non c’è più, la musica assume un carattere tragico che non può non essere influenzata dagli eventi infausti che l’hanno colpito. Se vi manca qualcuno, non ascoltatela, peggiorerebbe la situazione.

2 – WEST COUNTRY GIRL

1997, Da “The Boatman’s call”

Voglio mettere questa canzone alla seconda posizione , da un lato, perchè è una delle canzoni più vivaci di “The Boatman’s Call” (il disco forse più noto di Nick Cave) dall’altro, perché dicono i meglio informati, sia stata scritta in dedica a una delle sue tante muse (PJ Harvey) e, almeno a me, le sfumature romantiche e sentimentali toccano sempre il cuore. Mettendola da un altro punto di vista, se uno ascolta il finale della canzone può pensare che sia dedicata a una “gattara” del West Country inglese e anche questo può essere motivo per rendere il pezzo degno di ricordo…altrimenti chi ci pensa mai alle “gattare” dimenticate dal mondo?

1 – THE SHIP SONG

1990, da “The Good Son”

Se uno vede la carriera di Nick Cave da lontano, in tutta la sua estensione, credo che si possano individuare un periodo maledetto, un periodo di rendenzione, un periodo dove finalmente il nostro Nick è finalmente redento. A ben vedere, secondo me, c’è un’altra fase più “atarassica” in cui è assurto a una specie di Olimpo. In questa canzone, “The Ship Song”, la sua redenzione è compiuta, in cui si decide di abbandonare un pezzo di tempo che non ci appartiene più e racconta il mistero che si presenta di fronte a noi in quel momento e la sua importanza.

Come sail your ships around me
And burn your bridges down.
We make a little history baby
Every time you come around.

BONUS:

SHIVERS

1979, Boys Next Door Da “Door Door”

Quando non c’erano ancora i Bad Seeds e i Birthday Party, ci furono brevemente i Boys Next Door. Fecero solo un disco (“Door, Door”) e un singolo in cima alle classifiche australiane. Si chiamava “Shivers” e non l’aveva nemmeno scritto Nick Cave, ma il suo amico/rivale dell’epoca, il compianto Rowland S. Howard con cui visse e si confrontò nel periodo più maledetto. Il pezzo fu così famoso che fu scelto come tema principale di un film “Dogs and Space” che dava uno spaccato dell’ambiente “punk-alternativo” della fine degli anni 70 in Australia. Il protagonista era Michael Hutchense, all’epoca leader degli INXS…se non sapete cosa fare quando avete voglia di cinema e volete qualcosa di culto, sapete cosa cercare…

NICK THE STRIPPER

1981, Birthday Party Da “Prayers On Fire”

Volevo mettere qualcosa del periodo più selvaggio di Nick Cave e questo seconod me è tra i pezzi più rappresentativi dei Birthday Party. E’ un Nick Cave molto diverso da quello a cui si è abituati.  Se siete molto religiosi non guardate il video di questa canzone. Diciamo che Dio, che nella poetica di Nick Cave è sempre stato presente…qui, o almeno nel video, non è esattamente il suo migliore amico.

 

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