DINOSAUR PILE-UP
Celebrity Mansions

[ Parlophone Records - 2019 ]
7
 
Genere: Rock, Pop Rock, Punk Rock
 
di
17 Giugno 2019
 

Nel mondo del rock dei giorni d’oggi, se non cerchi nuove traiettorie, sentieri sonori inesplorati, porti con te l’esperienza di vita cercando un tuo stile sempre in mutazione e in miglioramento, cerchi una personalizzazione dell’offerta con estrema cura dei particolari, hai perso in partenza.

Vaglielo a dire a Matt Bigland: me ne sbatto, ti risponderebbe, se ti va bene.

I Dinosaur Pile-Up con questo “Celebrity Mansions”, primo lavoro per la Parlophone, decidono di fare quello che sanno fare meglio e quello che gli piace, senza compromessi: rock a presa diretta, tra i vari influssi punk, grunge, metal e pure rap e pop, senza la minima pretesa di creare un qualcosa di nicchia, o di particolarmente elaborato, raffinato o sperimentale. Rock dei più istintivi, al fulmicotone ora come a giri più ridotti poi, ma non per questo banale e scontato.

E quindi finisce che questo album, per quanto facile ed edibile, diventi un passaggio davvero soddisfacente, di quello che arrivati in fondo, ti viene davvero voglia di ricominciare da capo: perché ti prende per genuinità ed impulso, ma anche per fattura, agganci e gusto. Ed è merce sempre più rara.

Pezzi come l’opener “Thrash Metal Cassette”, la title track “Celebrity Mansions” o “Round The Bend” hanno in dote quel gusto fine ’90/primi 2000 (a tratti, diciamocelo, parecchio Foo Fighters, provare per credere “Pouring Gasoline” o “Black Limousine” che richiama semplicemente col titolo, appunto, “White Limo” di Dave Grohl e soci…) che non può che calamitare la nostra attenzione, ma non per questo non trasudano vitalità, sincero affiatamento ed energia. Fregandosene del resto, come dei veri “Professional Freak”, e il pezzo sta lì apposta a ricordarcelo, ce ne fosse bisogno.

Con questo “Celebrity Mansions” i Dinosaur Pile-Up mettono nero su bianco la propria volontà di non crescere e di sbattersene della famosa maturità artistica, oltre che della già richiamata personalizzazione del lavoro, men che meno di sorprendere, sbalordire, figuriamoci di esterrefare: e a conti fatti, fottendosene, vanno pure a punto.

 

Tracklist
1. Thrash Metal Cassette
2. Back Foot
3. Stupid Heavy Metal Broken Hearted Loser Punk
4. Celebrity Mansions
5. Round The Bend
6. Pouring Gasoline
7. Black Limousine
8. K West
9. Professional Freak
10. Long Way Down
 
 

Kevin Morby – Sundowner

Sempre piuttosto puntuale Kevin Morby realizza anche in questo triste 2020 un nuovo LP, il suo sesto solista, che arriva a distanza di ...

Anna von Hausswolff – All ...

Da tempo ormai la fatina svedese Anna von Hausswolff si è incamminata in un sentiero musicale ricco di incrinature, lontana da afflati pop ...

Jónsi – Shiver

C’era una discreta attesa per il nuovo lavoro da solista – a distanza di dieci anni dal suo esordio – di Jón Þor ...

Emmy The Great – April / ...

Era il febbraio 2016 quando Emmy The Great aveva pubblicato il suo terzo LP, “Second Love”: è passato ormai parecchio tempo, la Moss si ...

Working Men’s Club – ...

Abbiamo puntato le luci dei nostri riflettori sulla band di Sydney Minsky-Sargeant sin dai singoli d’esordio, quando la prima ...