COMBICHRIST
One Fire

[ Out of Line Music - 2019 ]
5.5
 
Genere: industrial metal
 
21 giugno 2019
 

Sulla copertina di “One Fire”, il nono album dei Combichrist, c’è il disegno di un mostro spaventoso. È una specie di Godzilla con la faccia da pipistrello, le corna da toro e quattro tentacoli coperti da quella che sembrerebbe essere una folta peluria di colore verde. Sopra la testa di questo essere schifoso, avvolto tra le fiamme e in preda ai più indicibili tormenti, c’è il raggio di luce di un’astronave aliena. Che siano stati gli extraterrestri a portarlo sulla Terra? O forse stanno provando ad ammazzarlo sparandogli contro una specie di raggio protonico? Inutile farsi troppe domande: la copertina di questo disco è un casino indescrivibile.

E i brani al suo interno non è che siano poi tanto diversi. In quindici anni di vita la band di Andy LaPlegua ha attraversato diverse fasi, in costante bilico tra gli universi artificiali dell’electro e l’energia viva del rock più rumoroso. Nel 2019, a quanto pare, è in vena di proporci un industrial metal che, nonostante l’abuso di steroidi anabolizzanti, suona particolarmente fiacco.

I Combichrist calcano la mano e, complice una preoccupante carenza di idee fresche, tirano fuori dal cilindro una raccolta di canzoni dal gusto vintage talmente pacchiane da riuscire a scontentare praticamente tutti. Fortunatamente, qualcosa di buono c’è: “Hate Like Me” è accattivante e ha un bel ritornello alla Marilyn Manson; se fosse uscita nel 2001, sarebbe stata sicuramente una hit. Degna di nota anche “Guns At Last Dawn”, un omaggio ai Ministry con tanto di featuring di peso (Burton C. Bell dei Fear Factory).

Peccato ci siano anche delle cose davvero orrende: la raffazzonatissima atmosfera celtica di “Bottle Of Pain”, una pomposa ballata per chitarra acustica e orchestra sinfonica, c’entra come i cavoli a merenda con il resto di “One Fire”. E che dire della cover di “California Über Alles”? Se fosse stata realizzata per la colonna sonora di un film alla “Transformers”, andrebbe benissimo: tutto muscoli e niente cervello. Esattamente il contrario di Jello Biafra e dei suoi Dead Kennedys.

Tracklist
1. Intro
2. Hate Like Me
3. Broken United
4. Guns At Last Dawn
5. Lobotomy
6. One Fire
7. Bottle Of Pain
8. 2045
9. Interlude
10. Understand
11. California Über Alles
12. Last Days Under The Sun
13. The Other
 
 

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