HOT CHIP
A Bath Full of Ecstasy

[ Domino Records - 2019 ]
7
 
Genere: Synth Pop, Elettro Pop, Dance
Tags:
 
di
8 Luglio 2019
 

Riecco l’elettropop degli Hot Chip, al loro settimo album in studio: bella e meritata la carriera del quintetto londinese, trainato dal duumvirato Alex Taylor-Joe Goddard, storici fondatori del gruppo, nome ormai fisso per ogni festival estivo che si rispetti.

Con l’apporto del recentemente scomparso Philippe Zdar (membro dei Cassius e già in collaborazione con i Phoenix) e di Rodaidh McDonald (dietro, tra gli altri, a lavori di The Xx e David Byrne) facciamo quindi questo tuffo in “una vasca piena di ecstasy”: lecito aspettarsi colori arcobaleno, ritmi dilatati tra il mid e il downtempo, visioni lisergiche, con quel tocco dance che rende gli Hot Chip ormai più che riconoscibili. Così doveva essere, così è.
L’uno-due iniziale di “Melody of Love” e “Spell” ci porta subito a fluttuare in ambientazioni molto Daft Punk di “Random Access Memories” e (guarda un po’) più ovattate di matrice Phoenix, se vogliamo trovare paragoni piuttosto recenti. Avvolgente, a tratti lenitivo, da ballare ad occhi chiusi, prima che le trame pop e la voce manipolata della title track e le tastiere e i synth di “Echo” riattivino, a piccole quanto decise pulsioni, luminose e tintinnanti, il sistema nervoso.
Più sinuosa, house e accattivante “Hungry Child” (il video, poi, è una figata), vibrante e trasportatrice “Positive”, altrettanto sognante “Why Does My Mind”, delicata ma briosa con le sue traiettorie intergalattiche, o ancora “Clear Blue Skies”, distensiva e tremendamente ambient nel suo incedere allucinogeno e sintetico che ritroviamo pure nella chiusura demandata a “No God”, che piano piano prende quota e ci porta a lievitare con lei sopra lidi finalmente più terrestri e tropicali.
Certo, mancano picchi di assoluta brillantezza, se non squisitamente una banger come può essere stata, anni addietro, “Over and Over”: ma “A Bath Full of Ecstasy” scorre così colorato, disinvolto ed effervescente al punto giusto che è un piacere, senza bisogno di cercare impennate particolari e con quel French Touch fine anni ’90 che lo rende furbamente magnetico e suadente.
Una conferma della padronanza dei mezzi da parte degli Hot Chip, che ormai non hanno bisogno di strafare per fare bene: e a conti fatti, quindi, ci piace e ci convince.

Photo By Ronald Dick

Tracklist
1. Melody of Love
2. Spell
3. Bath Full of Ecstasy
4. Echo
5. Hungry Child
6. Positive
7. Why Does My Mind
8. Clear Blue Skies
9. No God
 
 

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