J. ROBBINS
Un-Becoming

[ Dischord - 2019 ]
7
 
Genere: Alternative/Indie Rock
Tags: ,
 
10 luglio 2019
 

Dopo trent’anni che lo hanno visto impegnato in band di assoluto rispetto (chitarrista, cantante e principale autore nei Government Issue, Jawbox. Channels, Burning Airlines e Office of Future Plans) ed una carriera da prolifico produttore ed ingegnere del suono nel suo studio di Baltimora, J. Robbins da un’ulteriore svolta alla sua già prestigiosa carriera: a 52 anni entra nella storia della musica con il suo debutto da solista, traguardo ed allo stesso tempo un punto di partenza a cui dedichiamo più che volentieri la nostra attenzione.

“Un-becoming” è quindi l’opera prima di un artista che può qui esprimere tre decadi di esperienze, sia come elemento di una band sia come produttore. La reunion dei Jawbox che partiranno per un tour estivo sono senz’altro il segno che questo è decisamente un anno importante per l’artista di Baltimora. L’album non è il risultato di un’idea improvvisa o di una scelta istintiva. È invece il capolinea di un lungo lavoro iniziato nel 2016. Certo, l’avere un proprio studio di registrazione non ti coinvolge in problemi di tempo. E J. ha saputo cogliere questa opportunità avvalendosi di abili collaboratori (Pete Moffett alla batteria, Gordon Withers alla chitarra e Brooks Harlan al basso) ed il risultato sono dodici pezzi di assoluto valore. Alla parte melodica Robbins ha dato molta importanza ed anche i testi sono più diretti. Per chi ama i suoni di band come gli XTC qui c’è da divertirsi.

La title track ne è l’esempio più eloquente. “Skeleton Cost” è melodicamente il pezzo più accattivante con la chitarra protagonista ed il ritmo pulsante. Mai un calo di energia, la presenza del violoncello (Gordon Withers) in “Our Own Device”, ” Anodyne” e la successiva “Abandoned Mansions” da pure un tocco di originalità mentre “Citizen” è il brano spedito ed energico con chitarre taglienti e sonorità punk. Varie sono le tematiche che vanno dal declino dei valori nella società americana, dall’insediamento del presidente Trump all’utilizzo sfrenato delle tecnologie legate alla comunicazione, dallo sfruttamento dei poveri all’arricchimento dei soliti privilegiati.

J.Robbins non ha di certo perso l’energia e la voglia di combattere della giovinezza e nonostante tutti i suoi timori dobbiamo prendere atto che il suo esordio è tremendamente positivo.

Credit Foto: Janet Morgan

Tracklist
1. Anodyne
2. Abandoned Mansions
3. Your Majesty
4. Our Own Devices
5. Un-becoming
6. Kintsugi
7. Radical Love
8. Skeleton Coast
9. Soldier On
10. Citizen
11. Firelight
12. Stella Vista
 
 

Kazu Makino – Adult Baby

Siamo abituati a sentire la voce eterea di Kazu Makino nei Blonde Redhead a fianco dei gemelli Simone e Amedeo Pace, ma ora Kazu ha deciso ...

Frankie Cosmos – Close It ...

Sempre molto prolifica la giovane Greta Kline, titolare del progetto Frankie Cosmos: dopo un anno e mezzo dal precedente “Vessel”, ...

The Futureheads – Powers

Aspetti positivi: i ritorni sono sempre graditi. Specie se le cose che più si ricordano negli ultimi anni circa la band di Sunderland sono ...

Field Mouse – Meaning

I dischi dei Field Mouse sono diventati da qualche anno a questa parte una piacevole consuetudine estiva. Non è rimasto molto di quella ...

Death Cab For Cutie – The ...

I Death Cab For Cutie hanno pubblicato sei EP nella loro ormai lunga carriera. Un buon modo per riunire sotto lo stesso tetto versioni ...