JESCA HOOP
Stonechild

[Memphis Industries - 2019]
7
 
Genere: Folk, songwriting
 
17 luglio 2019
 

Nuovo disco per Jesca Hoop, Cenerentola ribelle del folk rock che da tredici anni si muove agilmente tra stili e influenze diverse cambiando l’umore e l’atmosfera delle canzoni per accontentare una mente curiosa. Dopo il buon successo di critica e pubblico ottenuto con “Memories Are Now” nel 2017 ha lasciato la Sub Pop traslocando in casa Memphis Industries. Non l’unica novità per la Hoop visto che si è trasferita momentaneamente da Manchester, città che l’aveva adottata da quasi dieci anni, a Bristol per lavorare con John Parish.

Rapporto burrascoso quello tra la ragazza di Santa Rosa (California) e il produttore di PJ Harvey, Aldous Harding, Nada, Sparklehorse e Afterhours. L’approccio minimalista di Parish ha lasciato il segno e Jesca Hoop ha rivelato di non aver mai visto il suo lavoro così brutalmente modificato. Vittima di un editing massiccio che ha eliminato alcune canzoni e stravolto gli arrangiamenti iniziali per lasciare spazio a poche chitarre, qualche effetto e la voce eterea della Hoop al centro di ogni brano in solitaria o accompagnata da quelle di Lucius, Kate Stables (This Is The Kit) e Justis.

Una scelta spartana che finisce per donare a Jesca Hoop, che riscopre il lato più intenso e melodico della propria musica anche se il risultato varia da brano a brano. La mano di John Parish si sente soprattutto nel crescendo finale di “Footfall to the Path”, in “Passage’s End”, in “Shoulder Charge” e qui il paragone con PJ Harvey è inevitabile (visto come è stata arrangiata la parte cantata) mentre il folk classico che la Hoop ha imparato a suonare fin da ragazzina torna ad essere protagonista in “Old Fear of Father”, “Death Row”, “Outside of Eden” e “Time Capsule”.

Il brano migliore del disco è probabilmente l’evocativa “Red White and Black“ che insieme alla lineare “01 Tear” dona varietà a “Stonechild”. Un bell’album dai toni autunnali che non cambierà certo la storia del folk ma antidoto perfetto contro i tormentoni estivi ormai imperanti. Resta il dubbio che Jesca Hoop abbia sofferto la personalità di John Parish, finendo comunque per trovare un elegante e ammaliante compromesso.

Credit foto: Laura Guy

Tracklist
1. Free of the Feeling (ft. Lucius)
2. Shoulder Charge (ft. Lucius)
3. Old Fear of Father
4. Footfall to the Path
5. Death Row
6. Red White and Black
7. 01 Tear
8. All Time Low
9. Outside of Eden (ft. Kate Stables e Justis)
10. Passage's End
11. Time Capsule


 
 

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