LIGHTHOUSE FAMILY
Blue Sky In Your Head

[ Polydor - 2019 ]
6.5
 
Genere: Pop
 
31 luglio 2019
 

Sono tornati con un nuovo disco, a distanza di ben 18 anni, i Lighthouse Family, duo proveniente da Newcastle che a metà degli anni ’90 seppe vendere una decina di milioni di copie (!) in Europa, forti di tre singoli ammazza-classifiche disseminati in un triennio (provate a riascoltarvi “Lifted”, “Ocean Drive” o “High” e vi ritroverete probabilmente a canticchiarle!).

La formula di Tunde Baiyewu (in possesso di una calda e suadente voce) e del sodale tastierista Paul Tucker era perfetta nella sua semplicità ed essenziale linearità per arrivare a colpire persone delle più svariate età, arrivando oltretutto dritti al cuore con ballate come quelle sopra citate.

Easy listening di gran classe il loro, un pop appena venato di soul che emerse fino a ottenere come detto ampi consensi di pubblico, per merito di arrangiamenti gentili, mai invasivi nell’utilizzo di archi messi al posto giusto e, onestamente, di una voce pulita come poche.

Una voce che, diciamolo, non ha perso alcunché del suo fascino nemmeno in queste 13 nuove canzoni ma che, oggi come allora, rischia davvero pochissimo. Fossi un insegnante, direi chiaramente ai genitori di Baiyewu in fase di colloquio che il figlio è bravo ma si applica poco. Classica formuletta, direte voi, ma è la stessa in fondo che si percepisce mettendosi all’ascolto di questo disco che attendevo al varco senz’altro fiducioso e che mi aspettavo carico di più ispirazione, più spontaneità, più intriso di vita vissuta.

Invece il gran lasso di tempo trascorso, quello in cui si diventa maggiorenni in pratica, non sembra aver scalfito l’animo di questo gentleman, sempre intento a decantare love songs dal sapore agrodolce (la sognante “Clouds”, una  raffinata “The Long Goodbye” dal buon respiro orchestrale, una suadente “Put My Heart On You”, dalle felici intuizioni melodiche, smorzate però sul più bello da un arrangiamento plasticoso e poco attinente al significato del brano) ma raramente capace di lasciare il segno.

L’album scorre via così in modo piuttosto piatto e anonimo, sparando le sue cartucce migliori all’inizio, a partire dall’apripista “Blue Sky In Your Head”, che mostra la classe dei tempi migliori, la ritmata, a tratti funkeggiante “My Salvation”, uscita come singolo anticipatrice del lavoro e la romantica, passionale “Live Again”, quella che più assomiglia alle fragorose hit del passato, anche per una costruzione musicale pressoché presa pari pari dall’immortale “High” (anche se con un ritornello decisamente meno efficace).

Il disco procede quindi senza infamia e senza lode, senza sussulti ma anche, è doveroso dirlo, senza cadute di stile, anche perché i Lighthouse Family hanno sempre fatto dello “stile” impeccabile una loro peculiarità. Non mi aspettavo certo una rivoluzione da parte loro ma l’idea è quella di aver confezionato un album, tra l’altro con brani scritti nell’arco degli ultimi tre anni e alcuni rimasti nel cassetto a lungo, per avere il pretesto (gustosissimo) di rientrare in pista per una serie di concerti, dove poter (lì sì) rispolverare tutti i loro classici.

Classici che si sono tra l’altro ben guardati dal tralasciare anche in questa nuova uscita, visto che incluso nel cd, vi è anche un secondo disco con appunto una sorta di “best of”. Dal passato glorioso è difficile staccarvisi, specie se consapevoli che le nuove canzoni non hanno la stessa forza espressiva di quelle pubblicate nei favolosi 90ties.

Credit Foto: Getty Images

Tracklist
CD 1
1. Blue Sky In Your Head
2. My Salvation
3. Live Again
4. The Long Goodbye
5. Clouds
6. Waterloo Street
7. Put My Heart On You
8. Light On
9. Who's Gonna Save Me Now?
10. Super 8
11. The Streetlights and the Rain
12. Under Your Wings
13. Immortal
CD 2
Essentials (ten Lightouse Family classics)
 
 

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