CCCP/C.S.I.: LA TOP 10 BRANI

 
2 agosto 2019
 

Il connubio artistico tra Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni ha prodotto due tra i gruppi più importanti e influenti della storia della musica italiana: i CCCP-Fedeli alla linea e i C.S.I., loro emanazione diretta.
In particolare i primi riuscirono a creare non solo un linguaggio nuovo ma anche tutto un immaginario che, partendo dal legame concettuale tra l’Unione Sovietica e l’Emilia, loro terra d’origine, verrà trasmesso mischiando egregiamente e in maniera assolutamente consapevole (nonostante il carico di “follia” insito nell’ensemble), musica, performance, avanguardia, slogan e teatro. Nei suoni andranno a confluire ribellione punk, spirito new wave del tempo, suggestioni orientali e immagini mistiche, il sacro e il profano.
Più convenzionali rispetto a quella clamorosa esperienza apparvero in un primo momento i C.S.I. che andranno però a sondare tematiche più universali, anteponendo un maggior spessore narrativo e poetico e un’acquisita maturità all’irruenza e alla provocazione che caratterizzava la sigla precedente. Trait d’union di questi irripetibili gruppi furono loro, Ferretti e Zamboni, la cui frattura, non solo artistica, è una delle ferite più difficilmente rimarginabili nel nostro cuore di “fedeli ascoltatori”.
Entrambi dedicatisi negli anni a progetti solisti, anche in queste recenti date, e in quelle estive che verranno, si ritrovano inevitabilmente a omaggiare le canzoni più significative dei due sodalizi. Una storia nata, vissuta e alimentata dalla loro presenza e da un apporto che era pressochè complementare.

Ecco quindi in fila dieci canzoni tra le più geniali partorite dai CCCP-Fedeli alla linea e dal Consorzio Suonatori Indipendenti.

BONUS TRACK – CCCP – SPARA JURIJ

1984, da “Ortodossia”

Uno dei primissimi episodi realizzati dai CCCP-Fedeli Alla Linea: e che episodio! Pubblicato una prima volta nell’EP “Ortodossia I” nel 1983, fu poi riproposto nell’EP precedente, con più possibilità di mezzi e in seguito raccolto nel disco del 1988 “Compagni, cittadini, fratelli, partigiani/Ortodossia II” , con cui la Virgin, che da due anni aveva firmato con il gruppo, volle ridare vita a quelle pionieristiche canzoni, da sempre autentici cavalli di battaglia del gruppo.
“Spara Jurij” è un disperato grido di Ferretti, su una velocissima musica punk, che allude a un fatto realmente accaduto e alquanto controverso: l’abbattimento di un aereo coreano fuori rotta in territorio sovietico (e scambiato quindi per il nemico statunitense). Lo Jurij della canzone altro non è che l’allora segretario del partito comunista sovietico Jurij Andropov: un riferimento a un fatto di cronaca recente e non certo molto pubblicizzato all’epoca, vista la gravità dei fatti, con l’uccisione di oltre 200 persone nell’incidente aereo. La canzone è un istant classic del punk italiano, ripresa in seguito più volte dal vivo e coverizzata egregiamente tra gli altri dai Modena City Ramblers nella loro raccolta “Appunti Partigiani”.

10. – CCCP – PER ME LO SO

1987, da “Socialismo e barbarie”

Canzone tra le più melodiche della band, oltre che tra le più scanzonate, si rivolge direttamente al (giovane) ascoltatore, libero di prendersi la propria vita e decidere in pratica che farsene.

9. – C.S.I. – INTIMISTO

1994, da “Ko de mondo”

E’ uno dei testi in assoluto più struggenti di Ferretti, su una musica assai avvolgente ed evocativa. Basta il magnifico incipit per entrare nel mood della canzone e lasciarsi trasportare e commuovere: “Mi rubi il tempo/Mi rubi l’energia/ Non ascolti il lamento/ Non ascolti il richiamo/ Incrini il mio coraggio/ Vanifichi l’attesa/ Le sere che ti aspetto/i pomeriggi che aspettano la sera”.

8. – CCCP – AND THE RADIO PLAYS

1987, da “Canzoni preghiere danze del II millennio – Sezione Europa”

Una canzone musicalmente al passo coi tempi, come da titolo potenzialmente radiofonica, e che mischiando con sapienza reggae e Cure, fa riemergere la tematica nichilista presente soprattutto nella prima fase della band. Con meno slogan però e più introspezione.

7. – CCCP – CURAMI

1986, da “Affinità-divergenze tra il compagno Togliatti e noi del conseguimento della maggiore età”

E’ uno dei loro brani più celebri, tratto da quell’epocale esordio dei CCCP-Fedeli alla Linea, riconosciuto ormai come uno dei migliori album della storia del rock italiano. Nella fattispecie “Curami” è proprio caratteristico del primo periodo della band: breve, conciso, con un testo declamato, martellante e una musica ipnotica e potente, oggi come allora. (Nel video qui sotto, un filmato storico del gruppo impegnato ad eseguire la canzone nella trasmissione D.O.C. in onda su Raidue).

6. – C.S.I. – CUPE VAMPE

1996, da “Linea Gotica”

Canzone di un’intensità in grado di catturarti, stringerti lo stomaco, finanche spaventarti, col cantato greve di Giovanni Lindo, la musica plumbea e minacciosa e soprattutto quelle ficcanti parole, taglienti come lame, ad evocare gli avvenimenti tragici di Sarajevo. Tutto il disco, considerato un autentico capolavoro dalla critica specializzata, sarà pervaso da un senso opprimente di drammaticità ineluttabile.

5. – CCCP – EMILIA PARANOICA

1986, da “Affinità-divergenze tra il compagno Togliatti e noi del conseguimento della maggiore età”

Una versione leggermente differente nell’arrangiamento rispetto all’originale pubblicata nel demo “Compagni, cittadini, fratelli, partigiani” dell’anno precedente: meno grezza ed energica, più spaziale e asettica e per questo in teoria ancor più adatta ad accompagnare un testo disilluso, sincero manifesto della poetica ferrettiana e del sentire comune che dal gruppo, si allargherà ben presto oltre i confini dell’Emilia tristemente citata nel titolo. Perché comuni erano in fondo i “sentire”, i problemi di tutti i provinciali degli anni ’80, che cercavano solo una “voce” per sentirsi rappresentati.

4. – C.S.I. – FORMA E SOSTANZA

1997, da “Tabula rasa elettrificata”

Nel 1997 i C.S.I. passarono alla storia, raccogliendo fragorosamente i copiosi frutti seminati, e giungendo inaspettatamente al primo posto della classifica ufficiale dei dischi, in un periodo storico in cui i dischi si vendevano davvero. Accadde per merito di un album sicuramente più accessibile rispetto al precedente “Linea Gotica”, nonostante il leit motiv non fosse poi argomento così diffuso nel rock (le suggestioni date da uno storico viaggio in Mongolia da parte di Ferretti e Zamboni, dalle quali nel frattempo i sodali Maroccolo, Canali e Magnelli seppero disegnare tessuti sonori perfettamente adatti, ancorchè magici); ma l’exploit fu possibile grazie soprattutto alla potenza intrinseca di questo singolo bomba, declamatorio e punk come i padri putativi CCCP sapevano fare. “Comodo/ma come dire poca soddisazione…. /Voglio ciò che mi spetta/lo voglio perché mio/ m’aspetta”. Epocale!

3. – CCCP – ANNARELLA

1990, da “Epica Etica Etnica Pathos”

La Annarella del titolo è proprio lei, Annarella Giudici, la benemerita soubrette qui omaggiata splendidamente dai “fedeli” compagni GLF e Massimo Zamboni, in un testo da brividi nella sua semplicità e schiettezza e da una musica ispiratissima, archetipo delle ballate d’amore in chiave indie rock da qui agli anni a venire (tanto che un gruppo come i La Crus ne fecero una struggente versione in una loro raccolta).
Eppure proprio in questo disco, canto del cigno di una band che da lì a poco confluirà con nuove vesti e prospettive nei C.S.I., l’impronta indelebile della suadente artista reggiana si sentirà solo in superficie. Difatti nella nuova vita del gruppo non ci sarà posto per lei, così come per l’altro elemento “fuori dalle righe” (ma assolutamente fondamentale per il contesto) Danilo Fatur. No, Annarella, con i suoi costumi, i suoi ammiccamenti, la sua prorompente personalità, era perfetta proprio per i CCCP-Fedeli alla linea, per rappresentare quel mondo, quelle canzoni che poi, in fondo, erano qualcosa di molto di più.

2. – C.S.I. – IN VIAGGIO

1994, da “Ko de mondo”

Il disco d’esordio dei C.S.I. mantiene le premesse del diretto discendente “Epica Etica Etnica Pathos”, uscito a nome CCCP – Fedeli alla Linea ma che poco aveva da spartire con il resto della produzione della band. Fu già evidente infatti un apporto dei neo entrati, esuli dai Litfiba, Gianni Maroccolo, Francesco Magnelli e Giorgio Canali (cui si aggiungeranno poi in pianta stabile Ginevra Di Marco e Gigi Cavalli Cocchi), che qui va a pieno compimento, con risultati straordinari. Composto, registrato e “pensato” in Bretagna, isolatissimi, i Nostri mantengono però un legame con la propria terra, con quel “Ko de mondo” che si è prestato negli anni a varie interpretazioni ma che più semplicemente è la simpatica storpiatura di una frazione di Reggio Emilia, Codemondo appunto.
All’interno della band insomma convivono pacificamente tante anime, tanti talenti, al servizio della Dea Musica, con risultati sorprendenti, e spesso magnifici come nel caso di questa cantilenante “In viaggio” in cui Zamboni “gioca” a fare il The Edge!

1. – CCCP – IO STO BENE

1986, da “Affinità-divergenze tra il compagno Togliatti e noi del conseguimento della maggiore età ”

Un brano entrato nella storia che, con assoluto candore e sfacciataggine, in grado di sfociare nella sfrontatezza, diventa “generazionale”. I versi sono marchiati a fuoco e tramandati di generazione in generazione, simbolo dell’apatia che viene ad attanagliare i cuori e le menti: “io sto bene,io sto male/ io non so dove stare/Io sto bene, io sto male/ io non so cosa fare/Non studio, non lavoro, non guardo la tivù/Non vado al cinema, non faccio sport”. Adagiati su una ficcante miscela new wave, sciorinati con disarmante sincerità, non potevano certo lasciare indifferenti.
Per i titolari di questi dischi è stata sempre in fondo “una questione di qualità”, anche nelle ulteriori incarnazioni (in primis quei P.G.R. in cui però mancava Zamboni), nelle vesti soliste, nei progetti letterari ed extra musicali, tanto da pensare che forse per loro alla fine è diventata pure “una formalità” riuscire a regalarci sempre lavori di gran pregio. E l’auspicio di chi scrive è di poter vedere riuniti tutti insieme, ancora una volta, sullo stesso palco questi splendidi protagonisti della musica italiana.

 

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