FAERGROUND ACCIDENTS
Abduction

[Autoproduzione - 2019]
7.5
 
Genere: indie-pop-rock
 
2 Agosto 2019
 

È con rammarico che ho letto la nota su facebook lasciata dai FA, in cui informavano i fan che il chitarrista Muzz (Murray Fenton) aveva lasciato la band. Contestualmente annunciavano di aver pubblicato su bandcamp il loro secondo (e parzialmente incompleto) album “Abduction”.

Nella speranza che non rimanga il loro ultimo capitolo, “Abduction” si presenta da subito come una svolta rispetto al precedente “Co-Morbid”, in cui l’impronta del leader Beau Marr predominava. Le canzoni hanno un più ampio respiro, con un minutaggio medio dei pezzi aumentato che regala spazio a tutti gli strumenti e si ha l’impressione di composizioni più dirette, nate dalla sala prove in cui ognuno ha messo maggiormente del suo. La voce, le melodie e i testi di Marr sono comunque sempre al centro del disco, dando prova di maturità e maggiore confidenza con le proprie possibilità.

Il benvenuto è affidato ad “Animals”, che, col suo ritmo incalzante e il ritornello sghembo, ci introduce nel mondo dei FA, seguita da una malata “Oblivion” che, invece, come uno schiaffo, lascia intendere senza mezzi termini la strada che la band vuole farci percorrere. Infatti, “Perfect Stranger” parte come una ballatina leggera per finire epica e psichedelica. Non scherzano nemmeno con la title track, che risulta al tempo stesso onirica e drammatica. Ci risveglia l’adrenalina di “Come On Back To Earth” dal ritornello che suona come una filastrocca o una canzone popolare. “Rebirth” e “We Never Die” (la prima una ballata, la seconda da cantare a squarciagola) suonano come un (im)probabile incontro tra Bowie e i Pulp. La chiusura di “Disappearer”, un bolero in salsa indie in cui Marr da il meglio del disco, non potrebbe essere più piaciona e azzeccata.

Il missaggio non è perfetto, nemmeno masterizzato e ciò dal mio punto di vista non fa che accrescere il fascino per questa registrazione che sembra provenire da un altro tempo (non necessariamente passato) e gli conferisce un tocco naif, art-brut, in definitiva genuinamente punk.

Photo credits: Chris Saunders
http://www.chrismsaunders.com/

Tracklist
1. Animals
2. Oblivion
3. Perfect Stranger
4. Abduction
5. Come On Back To Earth
6. Rebirth
7. We Never Died
8. Disappearer
 
 

Snowgoose – The Making of You

A sette anni di distanza dal primo eccellente album “Harmony Springs” ecco nuova produzione a firma Snowgoose, progetto guidato ...

Paul Weller – On Sunset

Paul Weller ha vissuto una sorta di seconda o terza giovinezza negli ultimi dieci / quindici anni, impegnato come non mai a far dischi con ...

Waldeck – Grand Casino Hotel

Il mondo della musica è pieno di personaggi singolari, ad esempio Klaus Waldeck. Promettente da bambino, carriera bruscamente interrotta ...

Nana Grizol – South Somewhere ...

Dopo tre album pubblicati per la Orange Twin, i Nana Grizol di Theo Hilton ritornano con un nuovo lavoro sulla distanza, questa volta ...

Hum – Inlet

Dalle radici di puro shoegaze sono rispuntati dopo ben ventidue anni gli statunitensi Hum. La band di Champaign, Illinois, si presenta a ...