THE SUPERNATURALS
Bird Of Luck

[ SBR Records - 2019 ]
7
 
Genere: indie-pop
 
4 Agosto 2019
 

Che siano dannati tutti coloro che credono che il Britpop sia solo Oasis, Pulp e Blur e pochi altri. Si dannati. Perchè non è vero. Non è giusto e non è logico fermarsi alla punta dell’iceberg, quando invece sotto il pello dell’acqua ci sono un sacco di band favolose. Limitarsi ai big non è né corretto né rispettoso. L’opera di scoperta e di ricerca dovrebbe essere costante e instancabile, per garantire il massimo gaudio alle nostre orecchie.

Cercando un po’ oltre ai nomi più grossi ecco che, ben presto, si troverebbero i Supernaturals, scozzesi guidati dall’estro melodico di James McColl. Tra le loro hit non possiamo non citare le irresistibili “Smile”, “Lazy Lover” e “I Wasn’t Built To Get Up”. Dopo il loro terzo album si erano presi una pausa, interrotta nel 2012, con un ritorno in pista culminato nel 2015 dall’album “360”. Ora è tempo del quinto album, il piacevole “Bird of Luck”, uscito in punta di piedi il 1 agosto. Il loro nuovo lavoro non è stato tanto osannato, come ad esempio quello degli Sleeper (bruttino tra l’altro), ma non per questo va snobbato. Questa grazia, questo muoversi in modo delicato e senza fanfare e questi toni più bassi, a dire il vero, sembrano perfettamente rispecchiare la musica attuale della band, che cala il ritmo e non ripropone più il power-pop degli esordi, preferendo muoversi in modo più morbido. E non è affatto un male. Sia chiaro. Tutto viaggia alla perfezione perché la penna della band funziona ancora alla meraviglia nel tratteggiare brani che profumano di Beatles e Kinks, agrodolci, melodici e semplici. Canzoni derivative certo, ma se c’è gente che si strappa i capelli e le vesti per Liam Gallagher perché non farlo allora anche per i Supernaturals?

C’è un buon brio in apertura, con il piano accattivante di “Bird Of Luck”, mentre “Negativity” è magia jangle-pop che ci rimanda direttamente ai Beatles anni ’60, con una facilità melodica impressionante. McCartney/Lennon sono evocati spesso, basti sentire la ballata pianistica “Well Well Well” o la mia preferita “Summer Girl”, che confermano quanto detto prima: i Supernaturals non vanno più di corsa (diciamo che solo “Magpie” alza i giri del motore), sono maggiormente riflessivi, ma questa dolcezza permette loro di concentrarsi sulle melodie (o sugli arrangiamenti, vedi i fiati che s’incrociano con i coretti deliziosi di “At This Time Of Year”), non sbagliando un ritornello che sia uno. Applausi meritatissimi anche per quel gioiellino pop che è la conclusiva “Country”, che sfodera un gusto degno del miglior Brian Wilson (peccato solo per il finale che poteva essere curato meglio, ampliando e allungando la coda sonora).

Morale della favola? Il disco è piacevolissimo. Bentornati cari Supernaturals!!

Tracklist
1. Bird of Luck
2. Negativity
3. Abracadabra
4. At This Time of Year
5. Roberta and Xica
6. Well Well Well
7. Magpie
8. Veronica
9. Chill Pill
10. Summer Girl
11. Country
 
 

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