UN ANNO DI CREATION 23: ACCENDIAMO I RIFLETTORI SULLA NUOVA ETICHETTA DI ALAN MCGEE

 
4 Agosto 2019
 

Un anno fa, di questi tempi, celebravamo l’arrivo della nuova etichetta del buon Alan McGee, che nel suo curriculum vanta la gestione della storica Creation Records, di cui cantare le lodi credo sia inutile e superfluo.

A distanza di 365 giorni, volevamo fare un po’ il punto per vedere su quali cavalli il nostro McGee sta puntando e capire se ancora l’occhio vincente è rimasto quello del passato.

Chris Grant è un “innamoramento” di lunga data da parte di McGee, che lo ebbe anche nella sua precedente 359 Label, per la quale uscì il disco “It’s Not About War!”. Il fatto che spesso lo paragoni a un giovane Noel Gallagher fa capire la stima del rosso verso questo ragazzo di Liverpool che si muove agile, profondo e melodico con la sua chitarra acustica. Per McGee, Grant potrebbe essere il “prodotto” di Liverpool che potrebbe finalmente distinguersi nel post Beatles, seguendo le orme degli Echo and The Bunnymen, in particolare di un disco come “Ocean Rain”.

Ballabili, stilosi e accattivanti: il progetto di Brandon e Willem si chiama Juggs. Al momento della firma per la label erano felici come i bambini: “Ci piace collaborare e lavorare con altre persone. Non lo si fa per l’ego, siamo lì solo per creare qualcosa di bello che le persone possano sentire. Siamo così grati che Alan McGee apprezzi la nostra musica e ci abbia firmato con la Creation 23. Ci sentiamo come se fossimo appena agli inizi“.

“Feeling Funny” e “Freaking Out” sono i biglietti da visita per il terzetto dei Rubber Jaw. In parte art-rock, in parte vagamente dream-pop. Il ritmo c’è, la batteria picchia solida, le chitarre non mancano, ma riescono ad essere comunque vaporosi e astratti e questa suggestione incrociata li rende davvero intriganti.

Narra la leggenda che Sean Connelly, chitarrista dei The Clockworks si fece vivo con McGee e per invitarlo ad ascoltare la sua band gli descrisse così il sound: “like The Streets with guitars”. La cosa ha funzionato visto che ora il contratto è stato firmato. Anima indie-punk-rock (tra Strokes e Clash, tanto per fare dei nomi), piglio energico e ironia e gusto lirico alla The Streets. C’è da divertirsi.

(L’audio non c’è perché Spotify ci impedisce di far ascoltare i loro brani fuori dal Paese d’origine e su Youtube non troviamo nulla!)

Idee chiare per questi Young Garbo: “The goal is to be the biggest band in Britain in the next few years“. Chissà se Alan aiuterà i ragazzi in questo loro desiderio. Tra piglio funk e chitarre indie-rock i ragazzi sono partiti bene, ma la strada è ovviamente ancora lunga.


Photo : Paul Husband Photography

Recente firma per l’etichetta Creation 23 sono i K’s che vanno come i treni con il loro guitar-rock, influenzato, come si vede sulla loro pagina Facebook da “The Jam, The Stokes, The Ramones, Future Islands“. La grinta e il piglio melodico non mancano.

Recentissima firma (la vedete proprio nella foto qui sopra) per la Creation 23. Questi Shambolics si dicono influenzati da “The Stone Roses, The La’s, The Smiths, Fleetwood Mac, The Beatles” e i brani su Spotify ci spiazzano un po’. Dagli arpeggi molto La’s di “When She Goes Home” alla carica elettrica esplosiva di “My Time Is Now”. Siamo fiduciosi. Alan Mcgee torna a scommettere forte sulle chitarre!

Altra conferma che Alan Mcgee è tornato a puntare sulle chitarre. Questi ragazzi di Blackburn a nome Illicits, attivi dal 2016 (anche in questo caso ecco la foto della firma del contratto), vanno solidi con un guitar-rock ben calibrato. Niente di nuovo sotto il sole ma il piglio è quello giusto.

 

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