THE FUTUREHEADS
Powers

[ Nul Records - 2019 ]
6
 
Genere: Indie Rock, Post-punk Revival
 
di
16 Settembre 2019
 

Aspetti positivi: i ritorni sono sempre graditi. Specie se le cose che più si ricordano negli ultimi anni circa la band di Sunderland sono l’auto-dichiarata malattia mentale del frontman Barry Hyde e un ultimo album, “Rant” del 2012, che con quella esecuzione a cappella aveva fatto storcere il naso un po’ a tutti, fan della prima ora o meno.

“Powers” torna ad essere un album guitar-driven, con buoni inneschi elettrificati e la giusta carica esplosiva. E brani come “Jekyll”, “Animus” ed “Electric Shock”, con le sue venature sintetiche new wave, sono anche momenti di effettivo valore.

Aspetti negativi: per quanto la scrittura sia sicuramente più matura (e le esperienze sul proprio stato di salute di Hyde sono spesso in primo piano), è in genera asfittica, raramente cattura l’ascoltatore. Le chitarre graffiano, ma riff ed assoli sono lontani dall’essere così trascinanti come agli esordi. Cori, coretti e melodie non sono certo in sé stucchevoli, ma è la lunghezza dell’album (oltre 43 minuti) che finisce per, specie nella seconda metà, fare accartocciare l’album su se stesso giacché, più che fluidità, non trova né picchi, né stuzzicanti cambi di passo, tantomeno momenti degni di particolare nota.

Restiamo ottimisti e speriamo che la strada sia stata ritrovata davvero: adesso però è il momento di dare valore all’indole, non perdendo l’ispirazione, agganci ed efficacia artistica. Perché fare la fine di compagni di avventure di ormai qualcosa come 15 e più anni fa (Maxïmo Park e contubernali) è più facile di quanto si sarebbe potuto al tempo immaginare.

Tracklist
1. Jekyll
2. Good Night Out
3. Animus
4. Across The Border
5. Electric Shock
6. Stranger In A New Town
7. Listen, Little Man!
8. Headcase
9. Idle Hands
10. Don’t Look Now
11. 0704
12. Mortals
 
 

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