OGGI “SOME GREAT REWARD” DEI DEPECHE MODE COMPIE 35 ANNI

 
24 Settembre 2019
 

Abbiamo impiegato nove giorni a mixare un solo brano”. Così Martin Gore ricordava la frustrazione che ha caratterizzato la nascita del quarto album dei Depeche Mode in quattro anni durante un’intervista a Uncut di qualche tempo fa. Otto i mesi di registrazione passati tra Londra e Berlino con gli stessi produttori di “Construction Time Again”: Daniel Miller e Gareth Jones.

Le cose in realtà sembravano procedere piuttosto velocemente dopo l’uscita del primo singolo “People Are People” adottato a tempo di record dal pubblico, anche da quello americano fino ad allora piuttosto freddino nei confronti di Dave Gahan e soci. Un exploit che ha ingigantito le aspettative dei fan e della stessa band, costretta a rifinire più volte i brani per trovare il giusto equilibrio tra i numerosi sample, tentazioni industrial e la sincerità di “Somebody” e “Stories of Old”.

“Some Great Reward” è l’album di “Master and Servant” e “Blasphemous Rumours”: pieni anni ottanta, un decennio musicale che i Depeche Mode hanno rinnegato dopo “Black Celebration”. Il mix originario a opera del tastierista Alan Wilder, di Gareth Jones e Daniel Miller suona oggi un po’ datato ma riesce ad evocare perfettamente i “cieli grigi sopra una città nera” di Londra e Berlino Ovest in piena guerra fredda, prima che il muro cadesse.

La capitale tedesca ha sempre significato libertà per Andy Fletcher, Dave Gahan e soprattutto per Martin Gore autore di testi e musica tranne “If You Want” scritta da Alan Wilder che l’ha anche cantata nei primi demo. Un Gore in bilico tra innocenza e ribellione quello di “Some Great Reward”: angelico in “It Doesn’t Matter” e “Somebody” (leggenda vuole l’abbia registrata completamente nudo) trasgressivo in “Lie To Me” e “Something to Do” (“You’re feeling the boredom, too / I’d gladly go with you / I’d put your leather boots on”).

La voce calda e baritonale di Dave Gahan si muove dinamica tra drum machine, sintetizzatori e ritmi pop mai troppo estremi, che hanno reso i Depeche Mode popolarissimi oltreoceano generando un entusiasmo maggiore che nella natia Inghilterra. Niente male per un album poco citato ma molto amato (anche grazie alla gustosa versione deluxe uscita nel 2016) degno rappresentante del primo, fertile periodo della band.

Data di pubblicazione: 24 settembre 1984
Registrato a: Music Works (Highbury, Londra) Hansa Mischraum (Berlino) gennaio – agosto 1984
Tracce: 9
Lunghezza: 40:18
Etichetta: Mute / Sire
Produttore: Depeche Mode, Gareth Jones, Daniel Miller

1. Something to Do
2. Lie to Me
3. People Are People
4. It Doesn’t Matter
5. Stories of Old
6. Somebody
7. Master and Servant
8. If You Want
9. Blasphemous Rumours

 

Oggi “Make It Big” degli Wham! ...

George Michael aveva una voce incredibile, dei capelli straordinari e un sorriso smagliante. Aveva pure un fondoschiena davvero notevole, ...

Oggi “Fleurs” di Franco ...

Mentre ancora siamo coinvolti da quello che è un susseguirsi di voci sulle reali condizioni di salute di Franco Battiato, con nelle ...

Oggi “Led Zeppelin II” dei Led ...

Oggi sarebbe impensabile, nonostante la società moderna crei e sacrifichi in continuazione i suoi dinamici e temporanei miti globali, ...

Oggi “Hotter Than Hell” dei ...

Lungi dal diventare i protagonisti della hottest band in the world, nell’agosto del 1974 i giovani KISS si rintanarono in uno studio di ...

Simple Minds: la TOP 10

di Corrado Cigna Quando mi hanno chiesto di fare una Top 10 dei Simple Minds la mia prima risposta è stata “io te la faccio, ma non ...