OGGI “ANTICS” DEGLI INTERPOL COMPIE 15 ANNI

 
di
27 Settembre 2019
 

La luce rossa su sfondo nero di “Turn On The Bright Lights” di due anni prima aveva fatto innamorare di questi ragazzi di New York, eleggendoli quasi automaticamente a portabandiera del movimento cosiddetto post-punk revival.

Erano attesi alla conferma gli Interpol con il loro secondo album: conferma che arriverà puntuale.

Tutti li aspettavano insieme a quelle atmosfere notturne, profonde, malinconiche che avevano caratterizzato l’esordio, ma è già dall’apertura demandata a “No Exit” che abbiamo le prime avvisaglie: quello che solitamente potrebbe essere un pezzo di chiusura, un solenne commiato, è invece un’apertura. Il buio, almeno quello profondo, sembra alle spalle, si va incontro ad un nuovo inizio: “We ain’t going to the town, we’re going to the city” canta il baby-faced frontman Paul Banks, con quella voce che ha tutti i crismi per riportare alla mente i momenti più memorabili del post-punk anni ’80, ma che ora vira decisa sulla strada che non disdegna affatto la prevalenza della componente melodica.

Si riparte e filtra la luce, il suono si fa, senza snaturarsi, più pieno, affascinante, elegante come i loro interpreti.

Carlos D (la cui successiva dipartita, a detta di molti, segnerà una perdita artistica fondamentale per la band) piazza l’innesco di basso perfetto, semplice quanto baldanzoso ed indimenticabile in “Evil”, ed il canovaccio si fa evidente: la parte strumentale, per quanto ancora minimale al netto di qualche arricchimento dato dalla tastiera, apre il ventaglio e prende spazio ed aria, il lavoro di Fogarino sulle pelli è meticoloso e volutamente ricercato, Kessler tesse le tele di chitarra schematico, tra crescendo fatti di pennate ed arpeggi semplici, ma precisi e pulsanti.

Meno tagliente, meno spigoloso e secco dell’esordio, il suono si fa più magnetico, caldo e coinvolgente, senza però perdere l’animo di tenebrosa e triste desolazione, quell’approccio nervoso e meccanico, che renderà la band newyorkese termine di paragone del settore per gli anni a venire: pezzi come “Slow Hands” e “C’mere” faranno del trasporto il loro tratto distintivo.

La luce è accesa, in tutti i sensi, sugli Interpol, che oltre i fan conquisteranno anche il mercato: l’album raggiungerà la vetta della U.S. Top Independent Albums, toccherà piazzamenti di rispetto in lungo ed in largo per il mondo, e sarà Disco d’Oro, tra gli altri, in U.K. e U.S.A.

 

Interpol – Antics
Data di pubblicazione: 27 Settembre 2004
Tracce: 10
Lunghezza: 41:39
Etichetta:  Matador
Produttori: Interpol, Peter Katis

Tracklist:

1. No Exit
2. Evil
3. Narc
4. Take You On A Cruise
5. Slow Hands
6. Not Even Jail
7. Public Pervert
8. C’mere
9. Length Of Love
10. A Time To Be So Small

 

Oggi “London Calling” ...

Alla fine degli anni Settanta, la crisi petrolifera mondiale e l’inflazione crescente avevano messo in crisi il fragile sistema economico ...

Oggi “This Is War” dei ...

Ci fu una svolta importante, 10 anni fa, per i Thirty Seconds To Mars di Jared Leto, che andarono a realizzare quello che, a conti fatti, è ...

Oggi “Vitalogy” dei ...

Dopo i primi due celebri ed acclamati album, “Ten” e “Vs”, nel ’94 i Pearl Jam erano ormai entrati in spazi e dinamiche che, fino ...

Oggi “Siberia” dei ...

Dicembre è un mese di confine che ben si addice ai Diaframma. “Siberia” storico esordio sulla lunga distanza è uscito il cinque ...

Oggi “Second Coming” ...

La storia è nota. “Second Coming”, secondo ed ultimo album dei The Stone Roses, arriverà oltre 5 anni dopo l’esordio. Problemi ...