DOPE LEMON
Live @ Rocher de Palmer (Bordeaux 25/9/2019)

 
30 Settembre 2019
 

Dope Lemon porta in tour il nuovo album “Smooth Big Cat” e fa tappa a Bordeaux in un giorno di pioggia incessante, che inaugura la nuova stagione autunnale.

Per l’occasione il Rocher de Palmer mette a disposizione la sua sala più cozy e fumosa, scelta che devo ammettere essere più che appropriata. Ad aprire il concerto c’è Julien Pres, bella sorpresa timidamente folk, firmata Pias. Poi è la volta di Angus Stone e compagni. Sono proprio in prima fila e riesco a sbirciare perfettamente la scaletta preparata per la serata. Approvo immediatamente.

Sullo sfondo troneggia la scritta gialla Dope Lemon tutta glitter e lampadine. Sopra due amplificatori, al centro del palco, invece, è ben visibile un piccolo totem, eco della scenografia presentata durante il tour di “Snow”, ultimo album di Angus and Julia Stone, duo che il cantante compone assieme alla sorella. La band sceglie un dress code tutto cappelli, bandane e completi boho-chic, perfettamente in linea con il sound presentato per il live.

“Stonecutters” è il brano che dà inizio al concerto. Giochi di luce, profumo di vino e chitarre accarezzate come il velluto. Segue “How Many Times” ed il sound della band vira verso la psichedelia accordandosi, sempre più, al fumo che avvolge la scena.

“Marinade” viene accolta da grandi sorrisi ed un pubblico ondeggiante che ne canticchia allegramente le parole. Poi è la volta di “Hey You” e della bellissima “Coyote”, che è davvero un piacere ascoltare live. Personalissime e con una punta di genuino struggimento, “Hey Little Baby” e “Fuck Things Up” si susseguono delicate ed avvolgenti.

“Honey Bones” ci fa ripiombare in una spirale ipnotica. La voce di Angus Stone si piega e si distorce, alimentando il gioco di percussioni e chitarre ammalianti. Il duo “Salt & Pepper” e “Home Soon” chiude il concerto in bellezza, accompagnato dagli applausi del pubblico che proprio non vuole spezzare la magia di quell’intimo incantesimo.

Il bis arriva dopo poco, con una meravigliosa e sentita versione di “Uptown Folks”, tutta chitarre sfavillanti e cuori straziati di gioia. Un saluto bello ed onesto, proprio come il notevole progetto solista di Stone che, lasciatevelo dire, è stato proprio una vera delizia sentire dal vivo.

 

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