DIIV
Deceiver

[Captured Tracks - 2019]
7.5
 
Genere: shoegaze,dream-pop,indie-rock
 
7 Ottobre 2019
 

Tre anni e mezzo possono essere pochi, ma anche lunghi e intensi: questo è il periodo di tempo passato tra le uscite di “Is The Is Are” e “Deceiver”, rispettivamente secondo e terzo LP dei DIIV.

Nel frattempo sono cambiate parecchie cose, sia all’interno della band (Devin Ruben Perez, bassista originale del gruppo di Brooklyn, ora non c’è più, mentre il chitarrista e tastierista Colin Caulfied è passato al basso), che nella vita di Zachary Cole Smith: il biondo frontman nel 2017 è entrato in riabilitazione per i suoi noti problemi con le droghe e questa dura esperienza di vita ha sicuramente segnato il suo songwriting per il nuovo album.

Registrato lo scorso marzo a Los Angeles, per questo LP per la prima volta la band statunitense si è avvalsa dell’aiuto di un produttore esterno, Sonny Diperry (My Bloody Valentine, Nine Inch Nails, Protomartyr, M83).

L’approccio per questo nuovo disco è comunque diverso; lo shoegaze è presente – non possiamo non citare la band di Kevin Shields tra le sue influenze – ma il sound diventa più rock e più duro, quasi a voler recuperare quel suono sporco grunge proveniente dalla Seattle degli anni ’90.

Qui il paragone attualissimo che ci viene da fare è con i Nothing da Philadelphia: alla pari del gruppo capitanato da Domenic Palermo, forse anche i DIIV usano un tono più intenso proprio per sottolineare il dolore all’interno delle loro canzoni come possono segnalare, per esempio, la opening “Horsehead” e “Blankenship”.

“For The Guilty” poi sembra catturare lo spirito della band irlandese, ma veniamo conquistati soprattutto dalle sue parti più morbide.

Altri spunti arrivano da brani come il primo singolo “Skin Game”, che, pur pesante, ci propone cori con una certa apertura melodica e sembra ritornare verso i lavori passati più vicini all’indie-pop, mentre la lunghissima “Acheron” (oltre sette minuti) chiude l’album con un’atmosfera severa e riflessiva.

“Deceiver” è un lavoro piuttosto cupo, ma che gode di una buona produzione e sa mettere in luce il grande potenziale dei DIIV: ora che Zachary Cole Smith è finalmente pulito ed è probabilmente riuscito a sconfiggere i suoi demoni, il futuro è senza dubbio dalla loro parte.

Tracklist
1. Horsehead
2. Like Before You Were Born
3. Skin Game
4. Between Tides
5. Taker
6. For The Guilty
7. The Spark
8. Lorelai
9. Blankenship
10. Acheron
 
 

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