“IL MIO SUONO HA UNA MAGGIOR MATURITà”: OSCAR SCHELLER CI PARLA DEL SUO NUOVO ALBUM

 
11 Ottobre 2019
 

di Stefano Bartolotta

Fin dal suo primo EP “Beautiful Words” del 2015, il londinese Oscar Scheller, che al tempo si faceva chiamare solo col proprio nome di battesimo, ha subito attirato l’attenzione di diversi appassionati col suo stile pop volutamente imperfetto e poco definito sia nelle melodie che nel suono, ma che metteva in mostra un equilibrio per nulla facile da trovare tra qualità delle idee e cuore. Il debutto “Cut And Paste” è arrivato solo un anno dopo, proseguendo nello stesso percorso, poi Oscar si è fermato e oggi torna col secondo disco “HTTP 404”, aggiungendo il cognome alla propria ragione sociale. L’album è un chiaro passo avanti in termini di brillantezza melodica, cura del suono, espressività vocale e, soprattutto, chiarezza di intenti. Scheller vuole essere un artista pop a tutto tondo, e non ha paura di abbandonare le chitarre per un suono più leggero, ma soprattutto perfettamente a fuoco e indice che è stata presa inequivocabilmente una direzione, fatta di nitidezza melodica, colori vividi e armonie strumentali e vocali. Una volta stabiliti i confini, Oscar esplora il territorio sfruttandone tutte le possibilità, anche grazie alle tante collaborazioni che coinvolgono artisti affermati come Lily Allen, Sarah dei Kero Kero Bonito e altri appartenenti al sottobosco londinese e più legati a sonorità r&b/rap come Ashnikko, Havelock, Miraa May e Jevon. Personalmente, sono stato rapito da un disco che sfoggia in egual modo sfrontatezza e talento, e che veicola l’ambizione in un risultato così accattivante, e ho avuto, quindi, molto piacere nel contattare al telefono lo stesso Oscar per saperne di più.

Seguo la tua musica fin dal primo EP e ti ho anche visto a Milano come aperture dei Gengahr…
Ho adorato quel concerto! È uno dei miei preferiti!

Oh, quindi sono stato fortunato, e comunque era stata davvero una gran serata. Adesso, ascoltando il tuo nuovo disco, penso che sia corretto usare la parola “maturità”, ma so che ad alcuni artisti è una parola che non piace. Tu cosa ne pensi?
Penso che sia più o meno inevitabile, perché quando si cresce si spera di maturare, sia fisicamente che dal punto di vista delle emozioni, quindi ha senso dire che il mio suono mostra una maggior maturità, e i testi sono più terreni e meno sognanti, ho provato a essere molto reale con i testi e sono molto, molto autobiografici.

Penso che una delle conseguenze di questa maturità è il fatto che ci sia più varietà rispetto al passato, sia musicalmente che dal punto di vista vocale
Ho ascoltato molto R&B, e penso di essere molto più a mio agio nel cantare, penso di essere davvero riuscito a cantare in questo disco, e penso che ci sia più equilibrio dal punto di vista di come esce la voce. Penso che, prima di questo disco, dovevo ancora trovare la mia voce come artista, e ora queste canzoni hanno un suono più naturale e così è come suona la mia voce ora. In generale, penso che il fatto di avere qualche anno in più mi abbia dato più fiducia nell’essere me stesso, penso che ogni artista debba trovare la propria voce e che ci voglia tempo.

C’è un modo in cui sei abituato a scrivere canzoni, o cambia?
Inizio sempre dalla melodia, e poi trovo la musica successivamente, però ci sono un paio di canzoni di questo disco per le quali ho iniziato dalle parole, non l’avevo mai fatto prima e ho sempre rifuggito dal farlo, ma ora mi sembra di aver iniziato a sperimentare id più con l’idea di scrivere prima e metterlo in musica dopo, per me è un nuovo processo e mi è piaciuto davvero molto.

Quando la canzone è scritta, come lavori per registrarla? Ci sono anche tante collaborazioni in questo disco, quindi forse ci sono stati momenti in cui hai avuto l’impressione che ti servissero altre voci o comunque qualcosa?
Questo disco, per me, ha significato un processo per rimettermi in salute, e penso che le altre persone siano una parte importantissima di questo processo. Lavorare con molti artisti è stato di grande ispirazione per me, avevamo le stesse vedute non solo nella musica, ma vedevamo il mondo nello stesso modo. C’entral’amicizia, non soloilfatto di collaborare. Per cui, ci sono canzoni che ho pensato fossero perfette per questi amici, li ho chiamati, ed è stato un processo molto naturale. Non era nemmeno una cosa strettamente musicale, il fatto di sentire certi miei amici in certe canzoni era uno stato mentale.

Oggigiorno, pensiamo che, con internet, ognuno possa lavorare con chiunque nel mondo, e che quindi non sia così importante come in passato vivere in una città dalla scena musicale così viva come Londra. Ma forse, ha ancora importanza invece, e il contatto umano è ancora qualcosa che conta. Tu cosa ne pensi?
Penso che Londra sia un posto in cui essere creative è entusiasmante, perché c’è un certo modo di pensare a Londra, simile a quello di New York. Penso che, se vivessi in Italia, avrei trovato anche lì artisti con cui collaborare, anzi ce ne sono di artisti italiani con cui vorrei farlo, centinaia di artisti con talento, per cui mi piace stabilire una comunicazione dove penso che sia il mio hub e la mia casa, come lo è ora Londra. Penso sinceramente che sia possibile lavorare con alter persone a distanza, scambiandosi email, ma preferisco lavorare con le persone della mia cerchia, che adoro e rispetto.

Se ascolti la musica che hai fatto in precedenza, c’è qualcosa che vorresti poter cambiare? O sei contento di tutto ciò che hai fatto?
Sono molto orgoglioso di tutto ciò che ho fatto e non cambierei niente. Si impara con qualunque cosa si faccia, si impara anche cosa si vuole fare dopo, ed è inevitabile che ci siano alcune cose che si cambierebbero, ma penso che sia una parte dell’essere un artista, per cui sono incredibilmente orgoglioso di ciò che ho fatto in passato, è parte della mia crescita ed è lì da ascoltare. Fa parte dellamiastoria e di tuttol’insieme.

Suppongo che sarai in tour da dopo la pubblicazione del disco. Cosa ci dobbiamo aspettare dai concerti adesso?
È un po’ diverso da prima, non c’è più la band rock n roll, sarà più elettronico e dal suono asciutto, e spero di portare sul palco quanti più collaborator possibile, sono molto importanti per il disco, quindi sarei felicissimo di averli anche sul palco.

 

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