MARK LANEGAN: LA TOP 10 BRANI

 
11 Ottobre 2019
 

Nuovo album per Mark Lanegan che pubblicherà “Somebody’s Knocking“ a ottobre su Heavenly ed è anche tornato ad apparire dopo quindici anni in un video ufficiale, quello del singolo “Stitch It Up”. Ottimi motivi per una Top 10 in ordine cronologico focalizzata soprattutto sulla carriera solista, tralasciando a malincuore (e solo per motivi di spazio) molte delle numerosissime collaborazioni che lo hanno visto protagonista (Mad Season, Chelsea Wolfe, Isobel Campbell, Soulsavers, Gutter Twins, Duke Garwood solo per citarne alcune).

10 – UGLY SUNDAY

1990, da “The Winding Sheet”

Inizio anni novanta, gli Screaming Trees erano ancora attivi, Lanegan trovava comunque il tempo di esplorare territori folk – blues nell’esordio solista su Sub Pop, co-prodotto da Jack Endino e Mike Johnson

9 – PENDULUM

1994, da “Whiskey for the Holy Ghost”

Bottiglia di whisky, una Bibbia, bicchiere e posacenere pieno in copertina di uno degli album che meglio ha rappresentato il lato più cupo, sofferente dei nineties.

8 – BECAUSE OF THIS

1998, da “Scraps at Midnight”

Il disco post 1997, l’annus horribilis della crisi e delle difficoltà crescenti con gli Screaming Trees. Dodici mesi in cui i demoni di Lanegan hanno preso il sopravvento. “You take me back to the place where I cease to exist / To find in a kiss / Somethin’ I’ve missed

7 – I’LL TAKE CARE OF YOU

1999, da “I’ll Take Care Of You”

Cover capitolo primo. Ogni tanto Mark Lanegan ama misurarsi con brani di altri artisti, classici che rielabora e fa propri grazie alla sua voce calda e suadente. Qui è alle prese con “I’ll Take Care Of You” di Brook Benton

6 – NO EASY ACTION

2001, da “Field Songs”

Nuovo millennio. Finisce il periodo Sub Pop. Lanegan approda alla Beggars Banquet e sceglie Chris Gross e Alain Johannes come produttori di un quinto album intenso e sperimentale

5 – HIT THE CITY

2004, da “Bubblegum”

Il Mark Lanegan più rock nel disco mette in luce la Mark Lanegan Band (nata in uno splendido EP chiamato “Here Comes That Weird Chill” l’anno prima). Un duetto tagliente con PJ Harvey ospite gradita

4 – GRAY GOES BLACK

2012, da “Blues Funeral”

Il ritorno dopo un periodo di intense collaborazioni con Isobel Campbell e i Gutter Twins dell’amico Greg Dulli. Ritmi inediti per un Mark Lanegan inaspettato che trasloca in casa 4AD

3 – BROMPTON ORATORY

2013, da “Imitations”

Cover capitolo secondo. Stesso produttore dei 1999 (Martin Feveyear) e brani molto vari, tra cui spicca questa delicata e elegante versione di “Brompton Oratory” di Nick Cave and The Bad Seeds

2 – TORN RED HEART

2014, da “Phantom Radio”

Ancora Mark Lanegan Band in una ballata evocativa e struggente

1 – NOCTURNE

2017, da “Gargoyle”

Il lato notturno, grintoso e vibrante di “Gargoyle”. “Do You Miss Me Miss Me Darling?

BONUS TRACK #1 – CLOSER

1991, da “Uncle Anesthesia”

Ricordiamo il periodo passato negli Screaming Trees con un brano (ingiustamente poco noto) che chiudeva il quinto album dei ragazzi di Ellensburg

BONUS TRACK #2 – IN THE FADE

2000, da “Rated R”

Secondo album dei Queens Of The Stone Age, prima collaborazione con Mark Lanegan che due anni dopo sarebbe apparso nella ben più famosa “No One Knows”

Credit Foto: Travis Keller

 

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