RAGE AGAINST THE MACHINE: LA TOP 10 BRANI

 
15 Ottobre 2019
 

Correva l’anno duemila, anno del millenium bug, di Windows 2000, della divulgazione del terzo segreto di Fatima e soprattutto dell’abbandono di Zack de la Rocha dalla band più rivoluzionaria degli anni 90. Il loro album d’esordio, manco a dirlo, è uno dei migliori debutti di sempre che ha avuto il grande merito di far andare a braccetto i fan di Dr. Dre, Outkast, Coolio e co. con i più “sofisticati” adepti dei vari Iron Maiden, Black Sabbath e co.
Difficile non ricordare quella copertina che ritrae Thích Quảng Đức, un monaco buddista vietnamita, bruciarsi vivo a Saigon nel 1963 per protesta contro l’oppressione al buddismo dettata dall’amministrazione del presidente Ngô Đình Diệm.
I testi incazzati di propaganda antipolitica e anticapitalisti usciti dalla penna di Zack uniti alla potenza ritmica gentilmente offerta dai delay di Morello, dal Fender Jazz Bass di Commerford e dalle perfette bacchettate di Wilk hanno ispirato e influenzato le generazioni successive non riuscendo però, aggiungo per fortuna, a sfornare cloni.
Lo scioglimento dei “Rage” ci ha regalato comunque un buon cover album, “Renegades”, caratterizzato tuttavia dal mood già un po’ stanco e lontano dai fasti appena precedenti di “The Battle of Los Angeles del 1999 e, soprattutto, del secondo album del 1996 “Evil Empire”.
Ragion per cui, diventa davvero arduo stilare una Top Ten sui R.A.T.M. che metta d’accordo tutti, fan e non, per non parlare poi del podio…questa è la mia, almeno ad oggi, perché l’attualità contenuta nelle opere dei Nostri – merito anche della ultra produttività del dott. Morello (si, ha una laurea ad Harvard) – potrebbe avere l’inevitabile conseguenza di una continua rimodulazione!

10 – BULLET IN THE HEAD

1992, da “RageAgainst the Machine”

Secondo singolo estratto dal descritto capolavoro del 1992 con uno dei primi (e non unico) testo anti-guerra: “Yastandin’ in line/Believin’ the lies/Yabowin’ down to the flag/Ya gotta bullet in ya head”. Il finale è un susseguirsi di cambi di ritmo epici!

9 – VIETNOW

1996, da “Evil Empire”

Buona la prima? Ma la seconda non è da meno, anzi. “Evil Empire” probabilmente è un album più completo rispetto a quello del debutto, perché sicuramente più vario.
“Vietnow” è uno dei singoli estratti del disco, caratterizzato da un ripetuto backbeat di basso e batteria sul quale scivolano le distorte note di Morello.

8 – WAKE UP

1992, da “Rage Against the Machine”

Altro brano del 1992 entrato nella soundtrack del film di culto “Matrix”. Intro chiaramente ispirato a “Kashmir” dei loro mentori Led Zeppelin. Episodio solo all’apparenza meno “tirato”, ed ecco infatti al minuto 5:08 la graziosa voce di Zack ci chiede gentilmente di svegliarci con tanto di perla di saggezza finale: “how long? not long, cause What you reap is what you sow”.

7 – BOMBTRACK

1992, da “Rage Against the Machine”

Ecco, questa è uno di quei brani dei Rage che io definisco “diretti” ovvero quelli che sin dai primi accordi ti fanno venir fuori la frase “ma di che cazzo stiamo parlando!”.

6 – CALM LIKE A BOMB

1999, da “The Battle of Los Angeles”

Unico brano per la top ten tratto dal loro ultimo lavoro del 1999. In realtà, il disco è perfetto, sicuramente più maturo e sofisticato, si fa per dire, dei precedenti. Molti sono i momenti di rilievo, come “Testify”, “Guerrilla Radio” o “Born of a Broken Man”. Tuttavia, “Calm Like a Bomb” rappresenta esattamente quello che il titolo vuole esprimere. Anche questo brano è stato inserito nella colonna sonora di “Matrix Realoded”, questa volta.

5 – NO SHELTER

1998, da “Godzilla: The Album”

E si, altro brano inedito, altra perla inserita in una colonna sonora. E non ho finito qui…questa volta tocca al mostro preistorico made in Japan portato per l’occasione sul grande schermo da Roland Emmerich e inclusa come bonus track in alcune versioni europee e australiane.

4 – THE GHOST OF TOM JOAD

2000, da “Renegades”

Cover del brano di Bruce Springsteen tratto dal suo omonimo album del 1995. Il brano è incluso nello loro lascito “Renegades”  del 2000. Interpretazione di Zack di caratura elevatissima con il picco senza dubbio nelle versioni live. Memorabile.

3 – BULLS ON PARADE

1996, da “Evil Empire”

Eccoci al podio, dunque. “Bulls on Parade” ha avuto il duro compito di gestire l’eredità del 92 con il risultato sotto gli occhi, anzi le orecchie di tutti. Dubbi?

2 – KILLING IN THE NAME

1992, da “Rage Against the Machine”

Sedici volte “Fuck you I won’t do what you tell me”. Altro da aggiungere?! Top.

1 – KNOW YOUR ENEMY

1992, da “Rage Against the Machine”

Tecnicamente la canzone più difficile da eseguire, almeno a detta di Morello che pare abbia sudato sette camicie prima di portarla a casa. Non ci crede nessuno Tom! Riff e assoli di guitar da far venire gli incubi ai grandi maestri dello strumento…anche se Morello è tra questi. First position scontata.

BONUS TRACK # 1 – FREEDOM

1992, da “Rage Against the Machine”

Brano antigovernativo che chiude la tracklist ufficiale dell’album omonino. La canzone è dedicata all’attivista statunitense Leonard Peltier, che sta scontando due ergastoli per l’omicidio di due agenti dell’FBI avvenuti nel 1975. Ripetuti cambi di ritmo e negli ultimi due minuti le grida di libertà di Zack fanno sempre impennare le vendite di mentine per la gola!

BONUS TRACK # 2 -REVOLVER

1996, da “Evil Empire”

Messo da parte il rap, il pezzo contiene probabilmente il più bel refrain della band: “Hey revolver, don’t mothers make good fathers?Revolver”.

BONUS TRACK # 3 – DARKNESS

1994, da “The Crow: Original Motion Picture Soundtrack”

Non è per scimmiottare il titolo, ma questo è davvero un brano dark, super dark, e mai più degna collocazione poteva avere. Il brano inizialmente era intitolato “Darkness of Greed” ed era stato inserito nella b-side di “Killing in the name”. Fu scelto per la colonna sonora del film, dark appunto, “The Crow” con il titolo di “Darkness”.

 

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