OGGI “MAMBASSA” DEI MAMBASSA COMPIE 15 ANNI

 
20 Ottobre 2019
 

Quindici anni fa usciva il disco omonimo dei Mambassa, quarto album per la band di Bra (Cuneo) dopo l’esordio “Umore Blu Neon”, “2M” e “Mi Manca Chiunque”. Ormai metabolizzato l’addio di Davide Tallone (voce dei primi due album) i Mambassa erano pronti a serrare i ranghi attorno alle chitarre di Nino Azzarà e Fabrizio Napoli, al basso di Gianfranco Nasso, alla batteria di Massimo Lorenzon, alla voce di Stefano Sardo già impegnato in una triplice vita di scrittore e fumettista (qualche anno dopo avrebbe iniziato a scrivere sceneggiature molto apprezzate e di successo).

Prodotto da Davey Ray Moor (ex Cousteau) “Mambassa” fondeva energia rock ed eleganza pop in un suono pulito, limpido, impreziosito dalla presenza dell’amico (e maestro) Ezio Bosso al contrabbasso. Un album onesto, maturo e sincero capace di trattare con delicatezza temi importanti e ancora attuali. “Stop” affrontava con umiltà il delicato problema della cassa integrazione dal punto di vista di uno dei tanti operai messi all’angolo, in attesa di un futuro migliore. Il video girato da Giuseppe Gagliardi alle acciaierie di Terni nel 2004 è tutt’oggi una pillola di realtà, da recuperare e rivedere.

I fraseggi di chitarra contagiati dall’understatement britannico di Davey Ray Moor tratteggiavano la grintosa leggerezza di “Rimpianto Stereo” (“Sai dopo i trenta è tardi / Per dire non dovrei / Il mio rimpianto è stereo / E non si spegne mai”) gli accordi acustici di “Dove Sei” e l’intensità de “L’Antidodo” con un altro bel video diretto da Lorenzo Vignolo.

Un filo rosso legava “Il Cronista” di “Mi Manca Chiunque”, la solitudine de “L’uomo di Atlantide” e la rabbia trattenuta di “Canzone D’Odio” (“Io ti odio, è un atto di coerenza / La mia roccaforte, la mia resistenza”). Personaggi molto diversi che hanno rappresentato un periodo importante nella carriera dei Mambassa. Tre pezzi tra i tanti per cui vorrebbero essere ricordati.

Si considera una storia chiusa / Quando si può trarre una lezione” cantava Sardo in “Una Storia Chiusa” ma bastavano quarantadue minuti per sgretolare ogni certezza, tornare a sognare e forse a illudersi.

Data di pubblicazione: 20 ottobre 2004
Tracce: 10
Lunghezza: 42:22
Etichetta: Mescal
Produttore: Davey Ray Moor

1. Una storia chiusa
2. L’uomo di Atlantide
3. Canto nel sonno
4. Stop
5. Rimpianto stereo
6. L’antidoto
7. Canzone d’odio
8. Dove Sei
9. Senza respiro
10. Ogni volta che mi illudi

 

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