RED HOT CHILI PEPPERS: LA TOP 10 BRANI

 
23 Ottobre 2019
 

Nel ventennale di “Californication”, album spartiacque tra il funky dei primi cinque album e il pop-rock degli anni duemila (peraltro, superbamente celebrato da Gianni Gardon tra le pagine della nostra webzine), non potevamo esimerci dallo stilare una bella e sana playlist dedicata ai losangelini.
Anche per questa top ten, non poche sono state le difficoltà rinvenute nel tracciare quei brani non solo più rappresentativi  del gruppo ma anche e, soprattutto, indimenticabili tenendo ben presente che il background di Anthony Keadis e compagni è costellato da una autorevole produzione discografica composta da undici album in studio (di cui uno doppio) dal 1984 fino a 2016.
Gli album dei primi anni, quelli con Hillel Slovak alla chitarra, furono caratterizzati da una forte matrice funk-punk, dal sound più “grezzo”. Brani come “Out in L.A.”, “If You Want Me to Stay” e “Fight Like a Brave”, per citarne alcuni, ottennero da subito un buonissimo successo e gettarono le basi per quel magistrale lavoro che fu “Mother’s Milk” del 1989, album che segnò l’ingresso di John Frusciante e Chad Smith nella line up.
Con la produzione dell’allora già maestro, Rick Rubin, il 24 settembre 1991 (stesso giorno dell’uscita Nevermind…) fu pubblicato “Blood Sugar Sex Magik”, che ha portato in scena nuove sonorità rispetto al passato senza tuttavia abbandonare del tutto il marchio di fabbrica funk a tinte hip-hop.
Prima di “Californication”, ci fu il mezzo passo falso di “One Hot Minute” con Dave Navarro che prende momentaneamente il posto di Frusciante alla chitarra. Le critiche ricevute al sesto album unite all’inevitabile insuccesso commerciale, costrinsero in qualche modo i quattro ragazzi di Los Angeles a rivedere nuovamente il loro sound. Gli anni duemila, infatti, votati di sicuro ad un approccio più pop portarono, al contrario di quanto accaduto con “One Hot Minute”, un ottimo successo in termini di copie vendute anche se non convinsero del tutto sul piano squisitamente musicale.

10 –BEHIND THE SUN

1987, da “The Uplift Mofo Party Plan”

Brano psichedelico contenuto nell’album più funk della band di Los Angeles, accompagnato da un simpatico videoclip nel quale sono presenti anche Frusciante e Smith che in realtà non facevano parte del gruppo all’epoca in cui la canzone venne registrata.

9 –SCAR TISSUE

1999, da “Californication”

Il riff iniziale di “Scar Tissue” è ipnotico e non è da meno il dolce ritmo cantilenante che scorre fra le note del brano.

8– IF YOU WANT ME TO STAY

1985, da “Freaky Styley”

Brano tratto dal secondo e più variegato album dei peperoncini rossi piccanti. Cover dei Sly and the Family Stone nel quale la cadenza delle trombe sulle note di basso sono più incisive rispetto all’originale del 1973.

7–UNDER THE BRIDGE

1991, da “Blood Sugar Sex Magik”

Singolo dal testo triste e malinconico estratto dal loro album più tecnico e maturo. Il refrain è da urlo: “I don’t ever want to feel/Like I did that day/Take me to the place I love/Take me all the way”.

6 – TELL ME BABY

2006, da “Stadium Arcadium”

Secondo singolo estratto dal disco doppio della band, il nono per la precisione. Il disco fu stroncato da più parti dalla critica, soprattutto quella statunitense, per via dell’eccessivo minutaggio e per la tracklist intrisa di canzoni troppo pop. “Tell me baby” è sicuramente una di queste, tuttavia rimane un bel brano in un disco comunque nel complesso valido.

5 – CALIFORNICATION

1999, da “Californication”

Uscito come singolo soltanto dopo “Scar Tissue” e “Other Side”, divenne ben presto la canzone simbolo della rinascita musicale dei RHCP dopo il (mezzo) passo falso di “One Hot Minute”. Ballata melodica che segna il ritorno di Rubin alla produzione e, soprattutto, di Frusciante alle chitarre.

4 –CAN’T STOP

2002, da “By the way”

Probabilmente il miglior brano degli anni duemila per la compagine losangelina. Contenuta nel loro ottavo album, il brano è caratterizzato da un sound più vicino al loro funk-rock delle origini, dotato di un ritmo incalzante e con una buona resa dal vivo.

3 –GIVE IT AWAY

1991, da “Blood Sugar Sex Magik”

“Give it Away” fu pubblicata come singolo lo stesso giorno dell’uscita di “Blood Sugar Sex Magik” e in principio fu snobbata. Divenne un successo, anzi il successo.

2 –HIGHER GROUND

1989, da “Mother’s Milk”

Primo singolo estratto dall’album per la cover di Stevie Wonder del 1973. Lo slapping di Flea nei secondi iniziali mi fece catapultare di corsa davanti alla porta d’ingresso del mio negozio di dischi preferito deciso ad acquistare il 45 giri. Sono uscito con il vinile di “Mother’s Milk” che ha letteralmente consumato la puntina del mio Technics SL-QD22.

1 – BREAKING THE GIRL

1991, da “Blood Sugar Sex Magik”

E si, in vetta non ci poteva che essere lei, ballata dalle struggenti parole di Anthony per la sua ex amata. Ripetuti cambi di ritmo su solida base semi acustica, scanditi dalla trascinante voce di Keadis che ci accompagna al graffiante refrain: “Twisting and turning/Your feelings are burning/You’re breaking the girl”. Canzone sbalorditiva.

BONUS TRACK # 1 –SEXY MEXICAN MAID

1989, da “Mother’s Milk”

Brano a presa diretta ed immediata. Difficile togliersi dalla testa gli “oh, ho ho, oh ho ho” dell’intro intorno ai giri di basso di Flea.

BONUS TRACK # 2 – TEARJERKER

1995, da “One hot minute”

Adoro Dave Navarro in quanto legato indissolubilmente ai grandi Jane’s Addiction. Come si suol dire, si è trovato nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Tuttavia, è riuscito a regalare ad un album così così una delicata e malinconica base di chitarra nel tributo a Kurt Cobain. Canzone deliziosa, soprattutto nel testo.

BONUS TRACK # 3–OUT IN L.A.

1984, da “Red Hot Chili Peppers”

Prima canzone contenuta nel primo album. Due minuti di rap e funk dedicati a Los Angeles, con tanto di parola d’ordine: “Step out!”.

Photo credit: Steve Keros

 

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