OGGI “BEDTIME STORIES” DI MADONNA COMPIE 25 ANNI

 
25 Ottobre 2019
 

Quante diottrie perse, quanti polsi slogati davanti alle pagine appiccicaticce di “Sex”, libro di fotografie softcore che Madonna diede alle stampe nel 1992! Nelle intenzioni originarie doveva trattarsi di un progetto artistico assai ambizioso, legato all’emancipazione femminile e ai temi pruriginosi contenuti nell’album “Erotica”. Per la sorpresa di nessuno e la gioia di migliaia e migliaia di giovanissimi, finì per diventare una buona occasione per atti di sfrenato (e sacrosanto) onanismo.

Non tutti apprezzarono – la stessa regina del pop non nascose un filo di amarezza – e il capitolo “sporcaccione” nella carriera della signora Ciccone venne chiuso in fretta e furia. Quello successivo sarebbe stato diverso: di basso profilo ma più maturo, rilassato e raffinato. Quando arrivò nei negozi di dischi nell’ottobre 1994, “Bedtime Stories” fu salutato dai critici come il lavoro più adulto e ponderato mai pubblicato da Madonna.

Un rientro nei ranghi della morigeratezza (se così si può dire) dopo gli eccessi di “Erotica”. La cui eco, almeno dal punto di vista musicale, non sparì del tutto: la ritroviamo nelle pacate atmosfere urban di “Survival” e della semi-ballad acustica “Secret”, ma anche negli accenti vagamente hip hop che caratterizzano la funkeggiante “I’d Rather Be Your Lover” (ospite di lusso, la cantante e bassista Meshell Ndegeocello) e la hit “Human Nature”.

Quest’ultima non è nient’altro che una piccata risposta a tutti i bacchettoni che rimasero sconvolti dall’esperimento a luci rosse del periodo di “Sex” ed “Erotica”. Madonna non si scusa perché non ha nulla di cui scusarsi e, riprendendo il titolo di un suo vecchio successo, ripete come un mantra il suo pensiero: Express yourself, don’t repress yourself. Lei di certo non reprime alcun impulso in “Bedtime Stories”: ancora oggi, resta uno dei suoi album più interessanti, coraggiosi e ricchi di sfumature.

Nel giro di qualche anno, la vena dance che emerge timidamente da sotto la pelle trip hop di “Bedtime Story” – che, tra gli altri, porta la firma di Björk – avrebbe preso il sopravvento, per la felicità di pochi e lo sconforto di tanti. Qui, tuttavia, siamo ancora saldamente in ambito pop. Pop di altissimo livello, per giunta: elettronico, minimalista e a tratti persino jazzato, caratterizzato com’è da ombre di sax (“Forbidden Love”, “Inside Of Me”) e dal massiccio impiego di loop e drum machine.

Madonna flirta con la trance per conferire respiro ai brani, soprattutto a quelli più dark; la musica si dilata, si fa ripetitiva, qualche volta si fa pure soporifera e concilia il sonno. Ma è giusto così, in fin dei conti: altrimenti, che “favole della buonanotte” sarebbero state? Menzione speciale per le ballate del disco, “Love Tried To Welcome Me” e la magnifica “Take A Bow”, coprodotta e cantata in duetto con un Babyface in stato di grazia.

Madonna – “Bedtime Stories”
Data di pubblicazione: 25 ottobre 1994
Tracce: 11
Lunghezza: 51:50
Etichetta: Sire Records, Maverick
Produttori: Madonna, Dallas Austin, Babyface, Dave Hall, Nellee Hooper

Tracklist:
1. Survival
2. Secret
3. I’d Rather Be Your Lover
4. Don’t Stop
5. Inside Of Me
6. Human Nature
7. Forbidden Love
8. Love Tried To Welcome Me
9. Sanctuary
10. Bedtime Story
11. Take A Bow

 

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