BLOC PARTY: LA TOP 10 BRANI

 
8 Novembre 2019
 

Sono sostanzialmente tre i motivi che mi hanno spinto a stilare una Top 10 sui Bloc Party. Il primo, facile e super scontato, è che la band londinese mi piace assai!! Il secondo motivo mi è stato offerto dal nostro Anban che ha opportunamente recensito “Silent Alarm Live” uscito in estate. Il terzo motivo è dovuto all’arrivo del nuovo album solista di Kele Okereke in uscita il prossimo 8 novembre. In realtà, i due singoli rilasciati nelle more, “ Jungle Bunny” e  “Between Me and My Maker” non mi hanno del tutto entusiasmato.

Con all’attivo una discografia composta da 5 album, i Bloc Party si sono presentati alla grande platea indie-rock con “Silent Alarm” nel 2005 che – oltre ad ottenere recensioni positive da gran parte della critica di settore – ha raggiunto subito la terza posizione nella classifica degli album più venduti in Gran Bretagna. Ed in effetti l’album d’esordio è un gran bel disco, capace di sfornare almeno cinque singoli. Il classico disco della vita, insomma. In realtà, anche con il successivo “A Weekend in the City” i ragazzi britannici hanno svolto un ottimo lavoro, il cosìdetto album della consacrazione in questo caso, caratterizzato dal sound più dark e da una scrittura più matura. Anche il discreto terzo album “Intimacy” è avvolto da una atmosfera cupa mentre il quarto album intitolato “Four” (sic!), è probabilmente il più debole del curriculum dei ragazzi britannici, pur contenendo alcuni validissimi episodi. Risale a ben tre anni fa, “Hymns”, quinto ed attualmente ultimo lavoro in studio della band. Nuova line-up e nuova sezione ritmica con alcune ballate davvero ben riuscite.

10 – MEAN

2012, da “Four”

Bonus track contenuta nella versione deluxe dell’album dal sound energico e accompagnata da ottimi riff di chitarra che ricordano alcuni momenti già ascoltati agli esordi.

9 – SIGNS

2009, da “Intimacy”

Carillon iniziale che prelude ad un incalzante quanto intima base di synth accarezzata dalla calda voce di Kele. Pezzo bellissimo.

8 – SO REAL

2016, da “Hymns”

Struggente ballata che racconta un amore sofferto e dal sound sobrio e sofisticato con un azzeccato ritornello: “What I am supposed to feel?/As you kept the only part of me that was real/So real”.

7 – I STILL REMEMBER

2007, da “A Weekend in the City”

Probabilmente il brano più pop del gruppo, un successo radiofonico per via del groove inequivocabilmente easy listening.

6 – V.A.L.I.S.

2012, da “Four”

Buon ritmo per un altro brano dal testo ricercato ed intimista uscito dalla mano di Okereke basato sul romanzo di fantascienza scritto da Philip K. Dick intitolato, appunto, Valis.

5 MERCURY

2009, da “Intimacy”

Singolo pacchiano e fragoroso a suon di “My mercury’s in retrograde”.

4 – BANQUET

2005, da “Silent Alarm”

Concentrato di sano ed energico rock che ricorda molto il mood dei loro padri putativi Franz Ferdinand, soprattutto quelli degli esordi. Brano proposto in tutte le piste delle disco per le sue innumerevoli versioni remix.

3 – HUNTING FOR WITCHES

2007, da “A Weekend in the City”

Singolo antiguerra electro-punk con inaspettato cambio di ritmo sulle parole: “I was an ordinary man with ordinary desires”.

2 – HELICOPTER

2005, da “Silent Alarm”

Primo singolo tratto dal loro gioiellino. Pezzo che getta nella mischia suoni power pop uniti al punk, note suonate senza fronzoli anche se tutt’altro che banali! Brano che da la carica!

1 KREUZBERG

2007, da “A Weekend in the City”

Deliziosa ballata soft pop  che merita senza alcun dubbio, a parere di chi scrive, la vetta della top ten di oggi. Testo impegnato ambientato nel quartiere di Berlino più cool , Kreuzberg appunto, popolato da artisti, studenti e da una comunità turca.

BONUS TRACK # 1 – ONLY HE CAN HEAL ME

2016, da “Hymns”

Brano pop contenuto nel loro ultimo lavoro del 2016. Atmosfera apparentemente cupa accompagnata dalla voce martellante del frontman che dura fino alla liberazione, scandita da “Only he can heal me”.

BONUS TRACK # 2 PLANS

2005, da “Silent Alarm”

Altra ballad sofisticata tratta dall’album d’esordio dal ritmo rassicurante e con un ritornello fantastico: “I’ve got a taste for blood/Leave the weak, leave the young/I’ve got a taste for blood/I’m walking out without you”.

BONUS TRACK # 3 – LIKE EATING GLASS

2005, da “Silent Alarm”

Riff iniziale di chitarra e il tintinnio dei piatti preparano lo stacco dal suolo per il levarsi in volo della voce di Kele che presenta l’opener del debutto dei Bloc Party!

Credit Foto: Marley Kate

 

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