OGGI “SHEER HEART ATTACK” DEI QUEEN COMPIE 45 ANNI

 
8 Novembre 2019
 

Per quanto Brian May e Roger Taylor non se ne siano ancora fatti una ragione, è praticamente impossibile non considerare finita la storia dei Queen. La band britannica è morta il 24 novembre 1991 insieme al suo insostituibile frontman, quel Freddie Mercury recentemente diventato protagonista di un biopic tanto fortunato dal punto di vista commerciale, quanto poco veritiero a livello narrativo. Che piaccia o meno, al film uscito l’anno scorso va comunque il merito di aver dato un nuovo, enorme slancio alla carriera di un gruppo che non esiste più da quasi tre decenni.

Un pezzo di antiquariato che non ne vuole sapere di passare di moda; un cimelio da museo che non si limita a restare, imperterrito, sulla cresta dell’onda, ma la cavalca, trainato dalla forza di una musica realmente universale, in grado com’è di mettere d’accordo persone di età e gusti diversi. Il patrimonio che i Queen ci hanno lasciato in eredità è costituito da quindici dischi che coprono una gamma immensa di generi e stili musicali, con una qualità che va dal sublime all’infimo.

In quale categoria inserire “Sheer Heart Attack”, la loro terza fatica in studio? Molti, facendo riferimento agli ottimi dati di vendita registrati all’epoca dell’uscita, lo considerano l’album della consacrazione definitiva. Sicuramente fu una sorta di trampolino di lancio per Mercury e compagni, che con queste tredici tracce segnarono per la prima volta i loro nomi nella mappa dell’hard rock che conta.

“Sheer Heart Attack” è però anche – e soprattutto – un lavoro di transizione. Una transizione da intendere nell’accezione più positiva possibile del termine, perché sfruttata per mettere in mostra le innumerevoli potenzialità di quattro musicisti incredibilmente creativi. Dalle menti di Freddie Mercury, Brian May, John Deacon e Roger Taylor nascono linguaggi pop inediti e, forse esagerando un po’, persino avant-garde.

Immaginate però di andare indietro nel tempo, a quasi mezzo secolo fa. Quanti artisti, nel lontanissimo 1974, impiegavano l’effettistica e la tecnica del palm mute alla maniera di May? L’energia di “Brighton Rock” si fonda essenzialmente sul suono (straordinario, va detto) della sua chitarra elettrica. Allo stesso modo, è difficile non restare affascinati dall’estrema, divertita facilità con cui Mercury gioca a cambiare le regole del glam e del progressive, contaminandole con quell’amore per l’opera e le canzonette da varietà per il quale, in seguito, sarebbe divenuto anche troppo celebre.

Qui, per fortuna, lo controlla e lo dosa con gusto, regalandoci alcuni dei suoi primi esempi di maestria compositiva. Brani come “Killer Queen” e “Bring Back That Leroy Brown” colpiscono per come riescono a unire, con assoluta nonchalance e tanta ironia, orecchiabilità e complessità; “Flick Of The Wrist” e “Lily Of The Valley”, ovvero le ultime due parti dello sfizioso medley pop/prog che inizia con la ruvida “Tenement Funster” (firmata e cantata dal batterista Roger Taylor), sono talmente ricche e avanti nei tempi da continuare a risultare difficilmente inquadrabili.

Rientrare in categorie precise non è mai stata una prerogativa per i Queen: “Sheer Heart Attack”, con tutte le sue stranezze e particolarità, fu un primo grido di differenziazione all’interno dell’agone dell’hard rock britannico. A dimostrarcelo ci sono “Now I’m Here”, con una lunga introduzione che fa da climax verso un riff incendiario; “She Makes Me (Stormtrooper In Stilettos)”, un suggestivo, lentissimo matrimonio tra chitarre acustiche e psichedelia che sembra anticipare un certo tipo di brit rock diffusosi poi negli anni novanta; “Stone Cold Crazy”, forse il pezzo più heavy mai prodotto dai Queen, da tanti considerato un vero e proprio antenato dello speed e del thrash metal.

Descrivere questo disco a parole è assai difficile, se non addirittura impossibile. Meglio affidarsi ai suoni: la fragorosa esplosione che chiude improvvisamente “In The Lap Of The Gods…Revisited”, a mio modesto parere una delle canzoni più belle mai scritte da Freddie Mercury, esprime con grande efficacia la forza dirompente di un album colmo di idee e passione.

Queen – “Sheer Heart Attack”
Data di pubblicazione: 8 novembre 1974
Tracce: 13
Lunghezza: 39:09
Etichetta: EMI
Produttori: Roy Thomas Baker, Queen

Tracklist:
1. Brighton Rock
2. Killer Queen
3. Tenement Funster
4. Flick Of The Wrist
5. Lily Of The Valley
6. Now I’m Here
7. In The Lap Of The Gods
8. Stone Cold Crazy
9. Dear Friends
10. Misfire
11. Bring Back That Leroy Brown
12. She Makes Me (Stormtrooper In Stilettos)
13. In The Lap Of The Gods…Revisited

 

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