OGGI “HATFUL OF HOLLOW” DEI THE SMITHS COMPIE 35 ANNI

 
12 Novembre 2019
 

“Hatful of Hollow” è una raccolta assai particolare e, per quanto nel futuro degli Smiths ci saranno altre ottime raccolte, questa ha la singolarità di uscire stranamente subito dopo l’album d’esordio e raccoglie oltre che molti dei loro brani in una versione diversa e spesso migliorata anche alcune b-side di assoluto valore, come era tipico della produzione degli Smiths.

Se l’album d’esordio aveva alcune lacune in fase produttiva, in questo lavoro il sound appare più limpido e, nel raccogliere alcune esibizioni del 1983 effettuate come ospiti da David Jensen e John Peel, evidenzia tutta la capacità e qualità live della band.

Sarà per molti l’album con il quale conosceranno The Smiths, la loro liricità nelle musiche e nei testi e la loro caratteristica di produrre formidabili 45 giri  con fantastiche b-side, che sarà una costante della loro purtroppo breve carriera.

In questo periodo degli anni 80 non erano una band così famosa in Italia e tali resteranno per diverso tempo,  qualche fortunato li vedrà esibirsi live in Italia una sola volta, al Tendastrisce di Roma in un mitico concerto del 1985, doveva essere un tour ma alcune minacce ricevute da Morrissey, almeno cosi fu raccontato, fecero cancellare le altre date.

Tornando a “Hatful of Hollow”, l’album si apriva con “William, It Was Really Nothing”, singolo pubblicato nel 1984, che sarà inserito anche in “Louder Than Bombs” che uscirà nel 1987.

Il testo, che ci racconta l’amore raccontato come mancata accettazione della propria omosessualità, fu per un po’ di tempo accostato ad una presunta relazione tra Morrissey e Billy Mackenzie, fondatore degli Associates, band post-punk e shoegaze, e suicidatosi a 39 anni, in realtà appare maggiormente evidente il gioco di accostare le scelte dovute a quelle desiderate, tramite un testo ambiguo ed affascinante e tutto sommato coraggioso per l’epoca.

Ben riuscito ad originale avrà un discreto successo e avrà soprattutto come b-side “Please, Please, Please Let Me Get What I Want” nella versione 7 pollici inglese e “How Soon is Now” in quella americana, insomma due b-side valide tanto quanto il lato A.

Ambedue i brani li troviamo per la prima volta in questa raccolta, “Please, Please, Please Let Me Get What I Want”, musicalmente ispirato da “The Answer to Everything” di Burt Bacharach, un brano amato dai genitori di un giovane Marr, è una breve ma formidabile preghiera che sembra tracciare la disperazione di chi si trova di fronte ad una scelta magari dolorosa ma desiderata, e sembra quasi concludere il discorso iniziato in “William, It Was Really Nothing”,  invece per “How Soon Is Now?” la storia è stata diversa.

Sarà in futuro ripubblicato come singolo nel 1985 e inserito in alcune edizioni dell’ album “Meat is Murder”, ma la sua precedente uscita come b-side fu causato dalla Rough Trade, che non credeva molto in questo brano, ma che invece diventerà un brano molto amato dai fan e ancora oggi atteso è sperato nei concerti di Morrissey.

Continuiamo con un altro brano che viene riproposto per la prima volta in questo album, “Heaven Knows I’m Miserable Now”, contraddistinto dalla tipica chitarra di Marr, combinata con l’ottimo basso di Andy Rourke e una singolare parte ritmica da parte di Mike Joyce, il brano è da ricordare anche perché segna la prima collaborazione con Stephen Street che avrà una certa importanza negli anni futuri, la versione 7″ UK avrà come b-side la tanto discussa “Suffer Little Children”.

In generale tutte le versioni presenti in questa raccolta sono migliori rispetto a quelle già proposte e il motivo della sua pubblicazione sta proprio qui, si sa che Morrissey non era molto soddisfatto del sound dell’album di esordio degli Smiths, e fu felice di questa pubblicazione, cosa che invece Marr non avrebbe voluto a cosi breve distanza dall’album d’esordio.

Dalla ottima esibizione che fecero da John Peel inseriranno versioni diverse dalle originali come avviene per “What Difference Does It Make?”, con una chitarra e una tonalità diversa, “This Charming Man” in una versione molto bella e che in alcuni parti viene alleggerita della chitarra di Marr, “Handsome Devil” più rock, “Still Ill” con l’aggiunta dell’armonica, “Reel Around the Fountain” con il basso in evidenza e priva di pianoforte, “Back to the Old House” solo chitarra acustica e voce.

Dall’esibizione fatta nella trasmissione di David Jensen verranno pubblicate in questo album altri brani quali “These Things Take Time, “You’ve Got Everything Now e  “Accept Yourself”

Una cosa singolare resterà il mancato inserimento di “Jeane”, b-side del 7″ UK  “This Charming Man” e grande pezzo, che gli Smiths  stranamente non includeranno mai in nessuna raccolta, pur suonandola in alcuni concerti.

La copertina, come accade spesso in tutta la produzione Smiths, è una foto che raffigura il musicista francese Fabrice Collette, esistono cinque diverse versioni di questo disco, le prime tre con copertina apribile.

Pubblicazione: 12 novembre 1984
Durata: 56:11
Dischi: 1
Tracce: 16
Genere: Indie Pop, New Wave, Post Punk
Etichetta: Rough Trade
Produttore: Vari
Registrazione: 1983-1984

Track list

    1. William, It Was Really Nothing
    2. What Difference Does It Make? (John Peel Session)
    3. These Things Take Time (David Jensen Show)
    4. This Charming Man (John Peel Session)
    5. How Soon Is Now?
    6. Handsome Devil (John Peel Session)
    7. Hand in Glove (single version)
    8. Still Ill (John Peel Session)
    9. Heaven Knows I’m Miserable Now
    10. This Night Has Opened My Eyes (John Peel Session)
    11. You’ve Got Everything Now (David Jensen Show)
    12. Accept Yourself (David Jensen Show)
    13. Girl Afraid
    14. Back to the Old House (John Peel Session)
    15. Reel Around the Fountain (John Peel Session)
    16. Please, Please, Please Let Me Get What I Want

 

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